BLAIR BACCHETTONE - IL PREMIER INGLESE CONTRO I FAVOLOSI ANNI SESSANTA: "NESSUNO VUOLE TORNARE AI VECCHI PREGIUDIZI. MA VOGLIAMO REGOLE, ORDINE E COMPORTAMENTI CORRETTI."
Chi poteva aspettarsi dal giovane e rockettaro primo ministro britannico Tony Blair una dichiarazione ferocemente contraria ai "favolosi anni sessanta"?
Invece è successo, come riporta con dovizia di particolari l'"Evening Standard".
Il premier, in un discorso a Somers Town, Camden, dove presentava la nuova strategia del governo sulla sicurezza, non ha usato mezzi termini: "Una società con stili di vita assai diversi ha prodotto gruppi di giovani cresciuti senza la disciplina della famiglia, senza adeguati modelli di comportamento e privi di senso di responsabilità nei confronti degli altri. L'effetto di tutto questo è poi stato moltiplicato dai cambiamenti economici e sociali che hanno alterato la consolidata convivenza nella vita delle comunità in città e nei paesi".
Poi arriva l'affondo: "Oggi, la gente ne ha abbastanza di questo retaggio degli anni sessanta. Certo nessuno vuole tornare ai vecchi pregiudizi e alle odiose discriminazioni. Ma vogliamo regole, ordine e comportamenti corretti. Il popolo vuole una comunità nella quale la legge venga rispettata".
L'idea di Blair che le libertà sociali acquisite negli anni Sessanta possano essere state l'anticamera per il successivo aumento della criminalità, non è rimasto senza repliche.
Ancora una volta, il premier è andato contro una parte consistente del suo elettorato e del suo partito. Non a caso, c'è chi ha ricordato un discorso dell'ex leader conservatore John Major, assai simile nei contenuti.
In molti temono che il ragionamento di Blair mirasse a criticare implicitamente coppie divorziate o genitori single, incapaci di educare adeguatamente i propri figli.
Il primo ministro ha accusato la cultura dell'epoca ("libertà senza responsabilità") di aver incoraggiato i criminali a pensare di poterla fare franca: "Mentre la piccola criminalità si trasformava in spacciatori e tossicodipendenti; disperati e senza alcun senso della morale."
Dagospia 19 Luglio 2004
Invece è successo, come riporta con dovizia di particolari l'"Evening Standard".
Il premier, in un discorso a Somers Town, Camden, dove presentava la nuova strategia del governo sulla sicurezza, non ha usato mezzi termini: "Una società con stili di vita assai diversi ha prodotto gruppi di giovani cresciuti senza la disciplina della famiglia, senza adeguati modelli di comportamento e privi di senso di responsabilità nei confronti degli altri. L'effetto di tutto questo è poi stato moltiplicato dai cambiamenti economici e sociali che hanno alterato la consolidata convivenza nella vita delle comunità in città e nei paesi".
Poi arriva l'affondo: "Oggi, la gente ne ha abbastanza di questo retaggio degli anni sessanta. Certo nessuno vuole tornare ai vecchi pregiudizi e alle odiose discriminazioni. Ma vogliamo regole, ordine e comportamenti corretti. Il popolo vuole una comunità nella quale la legge venga rispettata".
L'idea di Blair che le libertà sociali acquisite negli anni Sessanta possano essere state l'anticamera per il successivo aumento della criminalità, non è rimasto senza repliche.
Ancora una volta, il premier è andato contro una parte consistente del suo elettorato e del suo partito. Non a caso, c'è chi ha ricordato un discorso dell'ex leader conservatore John Major, assai simile nei contenuti.
In molti temono che il ragionamento di Blair mirasse a criticare implicitamente coppie divorziate o genitori single, incapaci di educare adeguatamente i propri figli.
Il primo ministro ha accusato la cultura dell'epoca ("libertà senza responsabilità") di aver incoraggiato i criminali a pensare di poterla fare franca: "Mentre la piccola criminalità si trasformava in spacciatori e tossicodipendenti; disperati e senza alcun senso della morale."
Dagospia 19 Luglio 2004