LONDON SPY - SALE IL PREZZO DELL'ORO E LE GRANDI BANCHE DELLA CITY INTERVENGONO - SI SPERA NELLA SVALUTAZIONE DEL DOLLARO.

Si dice che le strade della City siano dorate grazie al volume di affari delle grandi banche. Quest'anno, tuttavia, di oro se ne vede di meno. Costa troppo.

Le quotazioni sono sul livello più alto da 16 anni a questa parte e si prevede che saliranno ancora.

Nulla da sorprendersi, quindi, se le grandi dinastie di banchieri come i Rothschild e gli Hambro sono tornate ad essere attivissime sul mercato del metallo giallo. È anche tornato di moda sentir parlare dell'oro come "bene rifugio".

Nel mondo della finanza internazionale viene presa molto sul serio l'ipotesi di una serie di svalutazioni competitive. La più rilevante sarebbe quella del dollaro perché la Federal Reserve vede con preoccupazione l'estendersi delle importazioni.

Intanto sale la domanda d'oro per uso industriale e di gioielleria.



Per queste ragioni, mentre la quotazione attuale del metallo giallo s'aggira tra i 430 e i 435 dollari all'oncia, secondo le previsioni dell'esperto James Burleigh, entro tre mesi si potrebbe raggiungere un tetto di 450 dollari.

Di riflesso salgono anche i prezzi dell'argento, dei diamanti e delle pietre preziose. Beni sulle cui quotazioni, la debolezza del dollaro ha un notevole impatto. Non ne fanno mistero alla Barclays Capital.

Non si può tuttavia sottovalutare la crescita di domanda proveniente dai paesi del continente indiano e dall'Estremo Oriente specialmente Cina e Corea.

In Europa e negli Stati Uniti l'aumento dei prezzi dell'oro sta avendo effetti preoccupanti per i più rinomati gioiellieri. Per esempio i dati relativi ai profitti della Tiffany, recentemente diffusi, mostrano una riduzione di oltre un terzo.

Tuttavia sarebbe un errore drammatizzare il livello della nuova quotazione dell'oro.
Nel 1980 aveva raggiunto una vetta superiore al doppio di quella attuale e c'erano esperti che parlavano addirittura di un prezzo di mille dollari all'oncia.


Dagospia 17 Novembre 2004