THE' DA FAZIO CON UNA SCORZA DI FIORANI AL LIMON - TUTTI CONTRO CALTA MUCCHETTI FARA' L'ANTIDOPING AI CONTI DROGATI DI BANCA INTESA? - NEON LAPO!
DOCUMENTO "RISERVATISSIMO" SULL'ENIT - MICCIO ENIGMISTICO - SVILUPPO CERVELLI

1 - THE' DA FAZIO CON UNA SCORZA DI FIORANI AL LIMON
È il momento della "moral suasion" o se volete della "benevolent compulsion", cioè della capacità di usare la propria autorevolezza per spuntare le contrapposizioni, mediare e rimandare a casa la gente con l'idea di aver vinto la partita persa. È questa la facoltà che oggi Antonio Fazio, studioso di San Tommaso e di Maritain, eserciterà nel colloquio con gli olandesi di Abn Amro. Quando Rijkman Groenik e Francesco Spinelli si saranno seduti nello studio del Governatore per esporre la loro voglia di OPA su Antonveneta, il pio tutto Fazio (l'ultimo grande attore dell'Actor's Studio) dispiegherà tutta la sua facondìa. Moral suasion a gogò per gli gnomi di Amsterdam, sorrisi, un thè con una scorza di Fiorani e un mare di citazioni latine. Una su tutte: "quaeta non movère". E ripartiranno infelici e scontenti.

2 - MUCCHETTI FARA' L'ANTIDOPING AI CONTI DROGATI DI BANCA INTESA?
Un'immagine di unità e di soddisfazione quella che Bazoli e Passera hanno dato ieri ai famelici analisti per i risultati di Banca Intesa. La piega amara che solca il viso di Nanni Bazoli è apparsa più tardi quando il mercato ha reagito male (-2,71%) all'exploit dei due banchieri. Il perché lo spiega molto bene (unica voce sui giornali) Giovanni Pons di "Repubblica". L'orda degli analisti vestiti di grigio si aspettava ricavi e un margine di intermediazione superiori. Ma un punto li ha sorpresi più d'ogni altro: lo spostamento di 11,2 miliardi di euro dai fondi comuni verso prodotti diversi come le obbligazioni strutturate e i prodotti di banca-assurance "una pratica - scrive Pons - che contribuisce a drogare il conto economico". Nell'attesa che domenica prossima arrivi (se arriverà) l'analisi impietosa del bazoliano Massimo Mucchetti, si capisce che il tandem Bazoli-Passera sta svuotando da ogni rischio residuo Nextra, la società di gestione dei fondi comuni, per portarla "pulita" e leggera nelle mani dei francesi di Credit Agricole. I famelici analisti lo sanno e guardano le rughe sul volto del banchiere bergamasco.

3 - NEON LAPO
A Torino non c'è solo il grigiore di Sergio Marchionne che si rompe la testa con i numeri, ma anche l'erede di Andy Wharol e di Basquiat, i maestri della pop-art. Il suo nome è Lapo Elkann, il giovane di 28 anni che sabato scorso "Vanity Fair" ha incoronato tra i cinque uomini più eleganti del mondo. Lapo-Lapo è un vulcano di idee vuole "brandizzare" le auto del Lingotto con personalizzazioni e colori alla moda. Ieri ha dichiarato al "Corriere della Sera": "i colori devono rafforzare il concetto di bellezza, purezza, italianità. a me piace molto l'arancione, l'interno in camoscio con inserti in blu jeans. Purtroppo il jeans non è ignifugo, però puoi mettere luci al neon sotto l'auto". Forte, fortissimo Lapo-Lapo, che ha lavorato in America, il Paese dove mettono i tessuti variopinti e le luci al neon anche nelle casse da morto.

4 - DOCUMENTO "RISERVATISSIMO" SULL'ENIT
Il documento è "riservatissimo" e porta la data del 4 marzo. Contiene le "Osservazioni e le proposte emendative" di Confindustria al pacchetto del Governo per il rilancio della competitività. Oltre a numerosi rilievi sugli incentivi l'ufficio legislativo e l'ufficio studi degli industriali, sotterrano definitivamente l'idea di mantenere in vita l'Enit con un maquillage di facciata. A pag. 42 del documento si parla di un Comitato Nazionale per il Turismo e di una nuova Agenzia del Turismo che dovrebbe cancellare il carrozzone dell'Enit e promuovere l'immagine dell'Italia con una dotazione di 50-75 milioni di euro. Con buona pace di Amedeo Ottaviani, re del catering e presidente dell'Enit che potrebbe a questo punto ritornare nel suo hotel alle spalle di Villa Borghese.



5 - SVILUPPO CERVELLI
Buttare i soldi è indice di follìa, sprecarli è segno di voluttà. A questo sentimento si ispira l'inutile campagnetta pubblicitaria che Massimo Caputi di Sviluppo Italia sta facendo in questi giorni sui giornali. Il messaggio è ai limiti del rebus, la creatività è inesistente. Nelle inserzioni si parla di "contratto di localizzazione" (con tanto di postilla per spiegare che cos'è) e il pay-off recita così "Promuoviamo la fuga di cervelli e capitali esteri in Italia". Ce n'è davvero bisogno.

6 - MICCIO ENIGMISTICO
Confusione e comunicazione. Mentre migliaia di giovani laureati in Scienza della Comunicazione si sbattono per cercare un'occupazione, c'è chi vuole fare il maestro di questa disciplina e pecca di chiarezza. È il caso di Mauro Miccio, l'uomo di Abete e di Valori, che oltre a frequentare le stanze di AN con profitto, insegna Comunicazione alla Terza Università di Roma. Ecco che cosa ha scritto in un libricino per gli studenti "La comunicazione istantanea è uno scambio di significati senza significati, di messaggi senza contenuto, valorizza i fatti senza avere né il tempo, né gli strumenti per metterli in prospettiva (.) propaga una costante confusione tra vedere e sapere". Chiaro no?

7 - CONTRO-CALTA
Per fortuna c'è il sorriso della nipote Caterina, figlia di Azzurra e di PierFerdy Casini ad allietarlo, altrimenti per Francesco Caltagirone la primavera sarebbe davvero brutta. Con 2-3 mila miliardi di vecchie lire liquide e un'infinità di pacchetti distribuiti in mille direzioni, il costruttore romano non riesce a chiudere nessuna partita. E ieri è arrivato lo stop categorico di Bazoli e Passera che disdegnano l'arrivo nel Patto RCS dei palazzinari romani. Leggiamo sul Corriere della Sera: "Stefano Ricucci e Francesco Gaetano Caltagirone dovranno aspettare. Il loro ingresso nel patto di sindacato di Rcs MediaGroup (che controlla il 57,47% del capitale), la società che edita il Corriere della Sera, non ci sarà. 'Per quanto mi riguarda non è previsto nulla del genere', è stata la parola definitiva data dal presidente di Banca Intesa, Giovanni Bazoli."
Così va a finire che i Calta-pacchetti di Montepaschi (4,72), di BNL (4,5), RCS (2) si rivelano "freddi" come il cemento. Non c'è grande partita in cui il potente Francesco non sia bloccato da veti e controveti, patti e contropatti. Una strategia tutta da rivedere che finora lo ha portato soltanto agli onori della cronaca.


Dagospia 08 Marzo 2005