AIUTO! PIZZI PARLA - ROMITI AZZANNA LE DAME, LETTA S'ABBIOCCA, BABY ANGIOLILLO IN FUSEAU, LA COSTA SMERALDA È UN POSTO DI PELLEGRINI. GNUDI SI VA A CERCARE SU CAFONAL. CROFF DICE CHE CHI NON CI VA NON È NESSUNO.
Luisa Pronzato per il "Corriere della Sera Magazine"
La Roma delle terrazze e degli attovagliamenti (sacra a Pizzi) chiude. E pure lo «scatto-Jones» della mondanità capitolina va in vacanza. Fotografo di culto dei forzati del gossip, Umberto Pizzi di Dagospia (e nostro) ora che tutti l'hanno scoperto (pure MF lo intervista per bacchettare Franca Sozzani) molla la macchina fotografica per la vanga. «Mo' me godo l'orticello», dice. E snobba la caccia grossa d'agosto.
S'è montato la testa? «Punto al potere». Chi ambisce? «Georg. Quel Gaenswein der papa: tutti so' boni a prenderlo in formato prelato. Quello piace alle donne, ci vuole col costume. Se beccassi Berlusconi...». Allora la Sardegna. «Col lavoro mio hai da stare nei posti giusti: 'nassemblea di banchieri, pure una parata militare. È lì che ho beccato Profumo con le dita nel naso. E Berlusconi che si gratta il cavallo: quella sì che è la bella foto».
Faccia la lista dei buoni e cattivi. «Mario D'Urso sta in bagnarola: m'ha sbattuto il telefono sul naso. Lo faccio patire, scatto però non mando in giro le foto. La Costa Smeralda di Briatore è un posto di pellegrini. Simona Ventura è la meno pellegrina degli sciuèsciuè di Lele Mora, ma è scontata». Tutti i direttori, però, la vorrebbero.
«Due scatti non si negano a nessuno. Ma coi Vieri e le Mazza so' pizze e fichi». Pizze e che? «Una colazione proletaria. Ci rinuncio. Se Ricucci mi chiamasse a una festa correrei, intorno ci sta la razza mattona, Coppola e Statuto. Potrebbero avere sviluppo o sparire. È il nuovo filone, va tenuto d'occhio».
Con invito? «A Capalbio o a Porto Santo Stefano ci farò una capatina. Amici giornalisti m'invitano. E pure Jacopo Franzan mi ci ha invitato al matrimonio della cognata. A questi piace esser fotografati bene, pure se la foto è ironica. Piero Gnudi, presidente Enel, si va a cercare su Cafonal. David Croff dice che chi non ci va non è nessuno. Bernabè se m'incontra me dà la mano e dice: "Trattami bene che so 'namico". Maddalena Letta se telefona con le amiche».
Infaticabile. Peggio di Lord Snowdon. «Alle assemblee ci vado, li guardo, me li godo e li capisco. E te prendo lo stato d'animo. Mica mi perdo quelli che sono una certezza: Gianni Letta non bacia solo. È così frenetico che quando sta a una riunione s'abbiocca. La sequenza è garantita. Mica faccio solo quelli che s'abbuffano. C'è il fotocazzeggio con De Sica e Pappalardo, all'Eur, in fila per prenderse il telefonino gratis. Si pesca bene a casa di Marisela. Quando arrivano alla Furibonda, la villa della Federici, diventano furibondi. Romiti azzanna le dame, Martina Orsini balla sui cuscini.
Sarà pettegolezzo ma pure te descrivono la società. Ma m'è rimasto sul gargarozzo il compleanno di Roberto D'Agostino. C'erano tutti quelli de Cafònal, però m'ha lasciato fotografare solo la torta. Pure a star fori se becca bene. La porta della sora Maria è 'na miniera, anche se ora sto in disgrazia. Pare abbia fotografato una Rusic che non doveva vedersi. E Maria Angiolíllo s'è messa a telefonarmi. A ridosso delle cene, mi dice di non andare. E pensare che con Pollari, quello dei servizi segreti, s'erano divertiti a fare il toto-spia su chi me dà le dritte».
È una guerra, la sua... «Mi sta pure a sviare. Me fanno sape' che c'è una cena. Ce vado ed è due sere dopo. Ora se trasferisce a Montecarlo. Non è posto mio. La volta che ci sono andato, però, era alle slot, in fuseau. Ho avuto cuore: non l'ho fotografata. Me li devo mantenere i personaggi».
Dagospia 28 Luglio 2005
La Roma delle terrazze e degli attovagliamenti (sacra a Pizzi) chiude. E pure lo «scatto-Jones» della mondanità capitolina va in vacanza. Fotografo di culto dei forzati del gossip, Umberto Pizzi di Dagospia (e nostro) ora che tutti l'hanno scoperto (pure MF lo intervista per bacchettare Franca Sozzani) molla la macchina fotografica per la vanga. «Mo' me godo l'orticello», dice. E snobba la caccia grossa d'agosto.
S'è montato la testa? «Punto al potere». Chi ambisce? «Georg. Quel Gaenswein der papa: tutti so' boni a prenderlo in formato prelato. Quello piace alle donne, ci vuole col costume. Se beccassi Berlusconi...». Allora la Sardegna. «Col lavoro mio hai da stare nei posti giusti: 'nassemblea di banchieri, pure una parata militare. È lì che ho beccato Profumo con le dita nel naso. E Berlusconi che si gratta il cavallo: quella sì che è la bella foto».
Faccia la lista dei buoni e cattivi. «Mario D'Urso sta in bagnarola: m'ha sbattuto il telefono sul naso. Lo faccio patire, scatto però non mando in giro le foto. La Costa Smeralda di Briatore è un posto di pellegrini. Simona Ventura è la meno pellegrina degli sciuèsciuè di Lele Mora, ma è scontata». Tutti i direttori, però, la vorrebbero.
«Due scatti non si negano a nessuno. Ma coi Vieri e le Mazza so' pizze e fichi». Pizze e che? «Una colazione proletaria. Ci rinuncio. Se Ricucci mi chiamasse a una festa correrei, intorno ci sta la razza mattona, Coppola e Statuto. Potrebbero avere sviluppo o sparire. È il nuovo filone, va tenuto d'occhio».
Con invito? «A Capalbio o a Porto Santo Stefano ci farò una capatina. Amici giornalisti m'invitano. E pure Jacopo Franzan mi ci ha invitato al matrimonio della cognata. A questi piace esser fotografati bene, pure se la foto è ironica. Piero Gnudi, presidente Enel, si va a cercare su Cafonal. David Croff dice che chi non ci va non è nessuno. Bernabè se m'incontra me dà la mano e dice: "Trattami bene che so 'namico". Maddalena Letta se telefona con le amiche».
Infaticabile. Peggio di Lord Snowdon. «Alle assemblee ci vado, li guardo, me li godo e li capisco. E te prendo lo stato d'animo. Mica mi perdo quelli che sono una certezza: Gianni Letta non bacia solo. È così frenetico che quando sta a una riunione s'abbiocca. La sequenza è garantita. Mica faccio solo quelli che s'abbuffano. C'è il fotocazzeggio con De Sica e Pappalardo, all'Eur, in fila per prenderse il telefonino gratis. Si pesca bene a casa di Marisela. Quando arrivano alla Furibonda, la villa della Federici, diventano furibondi. Romiti azzanna le dame, Martina Orsini balla sui cuscini.
Sarà pettegolezzo ma pure te descrivono la società. Ma m'è rimasto sul gargarozzo il compleanno di Roberto D'Agostino. C'erano tutti quelli de Cafònal, però m'ha lasciato fotografare solo la torta. Pure a star fori se becca bene. La porta della sora Maria è 'na miniera, anche se ora sto in disgrazia. Pare abbia fotografato una Rusic che non doveva vedersi. E Maria Angiolíllo s'è messa a telefonarmi. A ridosso delle cene, mi dice di non andare. E pensare che con Pollari, quello dei servizi segreti, s'erano divertiti a fare il toto-spia su chi me dà le dritte».
È una guerra, la sua... «Mi sta pure a sviare. Me fanno sape' che c'è una cena. Ce vado ed è due sere dopo. Ora se trasferisce a Montecarlo. Non è posto mio. La volta che ci sono andato, però, era alle slot, in fuseau. Ho avuto cuore: non l'ho fotografata. Me li devo mantenere i personaggi».
Dagospia 28 Luglio 2005