FUGA DALLE BANCHE (-3,4%), BANCOPOSTA IN FUGA - ABI: ABETE AL POSTO DI SELLA?
I MISTERI ANOMALI DI CONSORTE E FIORANI - CALTAGIRONE, LA MORALE DEL MATTONE
BERLUSCONI PASSA, IL BERLUSCONISMO RESTA (E GERONZI LO SA)
I MISTERI ANOMALI DI CONSORTE E FIORANI - CALTAGIRONE, LA MORALE DEL MATTONE
BERLUSCONI PASSA, IL BERLUSCONISMO RESTA (E GERONZI LO SA)
1 - CALTAGIRONE, LA MORALE DEL MATTONE
Ieri i furbetti del quartierino sono rimasti fulminati. Mentre Danilo Coppola apprendeva di essere indagato dalla Procura di Roma per reati societari, e Stefano Ricucci si contorceva nell'ennesima riunione con i suoi avvocati, l'uomo che li ha guidati nella vicenda Bnl pronunciava parole di grande spiritualità.
Dopo avere assistito alla terza assemblea generale di Unioncamere Lazio nella quale si è finalmente capito che il motore economico dell'Italia è Roma con il 4,1% di crescita del Pil, Francesco Gaetano Caltagirone ha scandito un forte richiamo all'etica, senza la quale "non si costruisce niente". Anche Giuseppe Statuto, il terzo immobiliarista della cordata estiva è rimasto incantato dalle parole di don Gaetano che ha concluso il suo exploit moralistico in questo modo: "da costruttore dico che non si fa nulla senza le fondamenta, e le fondamenta più giuste sono l'etica e la giustizia".
E' la morale del mattone.
2 - FUGA DALLE BANCHE (-3,4%), BANCOPOSTA IN FUGA - ABI: ABETE AL POSTO DI SELLA?
Tremano i cristalli e le tappezzerie damascate di Palazzo Altieri, sede dell'Abi, l'Associazione delle banche italiane. Tremano perchè si sta avvicinando l'ora in cui Maurizio Sella e Giuseppe Zadra faranno le valigie, e tremano per l'offensiva di BancoPosta che sta sottraendo alle banche milioni di clienti senza che il sistema del credito sia in grado di arginare un'emorragia calcolata intorno al 3,4% annuo.
Per quanto riguarda la successione di Sella, il nome che gira non è più quello di Carmine Lamanda di Capitalia, bensì di Luigino Abete di Bnl. Se anche gli spagnoli del Bilbao (come è probabile) non conquisteranno la piazzaforte di via Veneto, Luigino di lobby-continua si è ritagliato un'immagine di banchiere-guerriero che potrebbe portarlo al vertice dell'Abi. Il povero Sella che la Vigilia di Natale è stato quasi processato da Matteo Arpe e Corrado Passera per i silenzi sulle vicende della Popolare di Lodi, continua a sostenere che i costi dei servizi bancari sono a livelli europei senza capire che è giunto il momento di guardare anche a ciò che vogliono i clienti delle banche e alla logica della concorrenza. Ed è proprio su questo punto che ieri Mario Monti, dopo aver tessuto l'elogio di SuperMario Draghi, ha parlato davanti agli investitori riuniti da Goldman Sachs a Milano, e ha denunciato l'atteggiamento "remissivo" dei banchieri italiani, pronti a genuflettersi davanti alle autorità di controllo.
3 - DELLA VALLE, IL PICCOLO CESARE
La resa dei conti avverrà giovedì 26 in Confindustria. Per quel giorno è convocata a Milano la Giunta che dovrà valutare l'esito del contratto dei metalmeccanici, e le sparate di Dieguito Della Valle. E' molto probabile che in quella sede Luchino di Montezemolo lanci un ultimo e drammatico segnale alle forze politiche invitandole a non avvitarsi nelle bobine delle intercettazioni e a guardare agli interessi del Paese. Ma in quella sede si parlerà inevitabilmente di Mr Tod's al quale oggi il settimanale "Il Mondo" dedica la copertina. Qual è il disegno di SuperDiego, si chiede con ansia il giornale economico, e tra le risposte si avanza l'ipotesi che lo scarparo marchigiano coltivi la voglia di un posto da ministro nel prossimo governo di centrosinistra. Follìa pura. Il nuovo Masaniello dalle scarpe fini in realtà ha sempre detto di non voler scendere in politica, potrebbe casomai essere interessato a prendere il testimone di quella parte degli imprenditori (soprattutto giovani) che non condivide il "pendolo" politico di Luca e spera in un futuro migliore.
Non mancano tuttavia le spiegazioni psicologiche più sottili. C'è infatti chi ritiene che Dieguito sia in preda alla sindrome del pallone, un meccanismo perverso di esaltazione autoreferenziale che è scattato da quando ha preso in mano le sorti della Fiorentina. Quando 50 mila tifosi in uno stadio ti applaudono come salvatore della città e della patria, anche gli imprenditori più freddi si sentono piccoli Cesari. Poi, come insegna la storia di Ferlaino, Cecchi Gori e Franco Sensi, sono pronti a mettere a repentaglio il loro impero.
4 - BERLUSCONI PASSA, IL BERLUSCONISMO RESTA (E GERONZI LO SA)
Dalla riunione del patto di sindacato che si è svolta ieri a Capitalia viene fuori che la Fininvest di Berlusconi ha messo sul piatto altri 80 milioni per salire dallo 0,4 all'1% del capitale. Anche Salvatore Ligresti, che cammina sotto braccio al Cavaliere, ha portato la sua quota al 3,5%, diventando dopo la Fondazione Manadori (non Mondadori, come scrive il "Sole 24 Ore" di oggi) il terzo azionista della banca romana.
C'è chi ha interpretato queste novità come la conferma che Cesare Geronzi, oltre a rafforzare il "nocciolo" dell'istituto capitolino, abbia voluto fare una scelta di campo politica. A questo proposito si ricorda la frase che Berlusconi pronunciò il 19 ottobre scorso: "se si toglie Capitalia, le banche sono tutte della sinistra". L'interpretazione è un po' ardita, e trova qualche fondamento più che in ragioni politiche contingenti, in motivazioni economiche.
Cesarone guarda al dopo, sa che il Berlusconi politico è cotto, e che qualunque sia l'esito elettorale, la sua stagione di governo è finita. Quello che non è morto è invece il "berlusconismo" inteso come fenomeno economico che riguarda la ricchezza finanziaria del Cavaliere trapiantato. Quando uscirà dal portone di Palazzo Chigi, l'uomo che ha sofferto tanto per gli italiani perdendo affari meravigliosi (così ha detto con mirabile impudenza) avrà nelle mani 20-30 mila miliardi da investire. E con lui i poteri forti dell'economia e della finanza dovranno continuare a fare i conti.
5 - LA SPREMUTA DI NEURONI DI COLAO
Colao Meravigliao ha tenuto ieri a Milano una lectio magistralis che resterà negli annali della cultura italiana. L'ex-manager di Vodafone ha partecipato alla presentazione di un libro inutile dell'ex-ministro Maurizio Gasparri, insieme a Tronchetti-Provera, Fedele Confalonieri e Urbano Cairo. Se non ci fosse stato di mezzo il digitale terrestre nessuno capirebbe il senso di una mobilitazione così massiccia in onore del querulo ex-ministro di Alleanza Nazionale.
Ma la mollezza dell'evento è stata riscattata dall'esibizione di Colao Meravigliao che ha spremuto i neuroni con parole meravigliose. Intervenendo nel dibattito il manager che - in duplex con Guido Roberto Vitale - fece fuori Mieli dalla vicepresidenza del CdA di Rcs ha fatto una distinzione epocale tra il potere della parola scritta "che permette un'ampiezza di argomenti ed analisi" e la parola parlata che invece rappresenta "una mediazione che s'accompagna a un'immagine che a sua volta determina nello spettatore un'impressione emotiva".
Qui i casi sono due: o il resoconto dell'exploit intellettuale di Colao, scritto oggi dal "Corriere della Sera", è troppo sommario, oppure il mare dell'ignoranza travolge l'intelligenza modesta di chi cerca di capire il sottile distinguo.
6 - I MISTERI DI CONSORTE E FIORANI
C'è qualcosa che non torna nelle vicende di Consorte e di Fiorani. Per ciò che riguarda il manager di Unipol nessuno ha ancora capito perchè abbia fatto rientrare tutti quei soldi grazie allo scudo fiscale e a che cosa dovesse servire tutta quella massa di denaro ferma sui conti correnti.
La seconda questione riguarda il Ragioniere di Lodi che da circa un mese si trova nei sotterranei di San Vittore e che è accusato di associazione a delinquere. Il "Riformista" si chiede oggi perchè l'avvocato del banchiere che faceva la cresta ai morti, abbia addirittura omesso la richiesta di libertà provvisoria per il suo cliente. L'anomalia è forte, soprattutto se si pensa che a difendere Fiorani è il più autorevole avvocato penal-commercialista italiano che si chiama Francesco Mucciarelli.
Dopo i misteri di Parigi di Victor Hugo, i misteri di San Vittore lasciano stupiti.
Dagospia 20 Gennaio 2006
Ieri i furbetti del quartierino sono rimasti fulminati. Mentre Danilo Coppola apprendeva di essere indagato dalla Procura di Roma per reati societari, e Stefano Ricucci si contorceva nell'ennesima riunione con i suoi avvocati, l'uomo che li ha guidati nella vicenda Bnl pronunciava parole di grande spiritualità.
Dopo avere assistito alla terza assemblea generale di Unioncamere Lazio nella quale si è finalmente capito che il motore economico dell'Italia è Roma con il 4,1% di crescita del Pil, Francesco Gaetano Caltagirone ha scandito un forte richiamo all'etica, senza la quale "non si costruisce niente". Anche Giuseppe Statuto, il terzo immobiliarista della cordata estiva è rimasto incantato dalle parole di don Gaetano che ha concluso il suo exploit moralistico in questo modo: "da costruttore dico che non si fa nulla senza le fondamenta, e le fondamenta più giuste sono l'etica e la giustizia".
E' la morale del mattone.
2 - FUGA DALLE BANCHE (-3,4%), BANCOPOSTA IN FUGA - ABI: ABETE AL POSTO DI SELLA?
Tremano i cristalli e le tappezzerie damascate di Palazzo Altieri, sede dell'Abi, l'Associazione delle banche italiane. Tremano perchè si sta avvicinando l'ora in cui Maurizio Sella e Giuseppe Zadra faranno le valigie, e tremano per l'offensiva di BancoPosta che sta sottraendo alle banche milioni di clienti senza che il sistema del credito sia in grado di arginare un'emorragia calcolata intorno al 3,4% annuo.
Per quanto riguarda la successione di Sella, il nome che gira non è più quello di Carmine Lamanda di Capitalia, bensì di Luigino Abete di Bnl. Se anche gli spagnoli del Bilbao (come è probabile) non conquisteranno la piazzaforte di via Veneto, Luigino di lobby-continua si è ritagliato un'immagine di banchiere-guerriero che potrebbe portarlo al vertice dell'Abi. Il povero Sella che la Vigilia di Natale è stato quasi processato da Matteo Arpe e Corrado Passera per i silenzi sulle vicende della Popolare di Lodi, continua a sostenere che i costi dei servizi bancari sono a livelli europei senza capire che è giunto il momento di guardare anche a ciò che vogliono i clienti delle banche e alla logica della concorrenza. Ed è proprio su questo punto che ieri Mario Monti, dopo aver tessuto l'elogio di SuperMario Draghi, ha parlato davanti agli investitori riuniti da Goldman Sachs a Milano, e ha denunciato l'atteggiamento "remissivo" dei banchieri italiani, pronti a genuflettersi davanti alle autorità di controllo.
3 - DELLA VALLE, IL PICCOLO CESARE
La resa dei conti avverrà giovedì 26 in Confindustria. Per quel giorno è convocata a Milano la Giunta che dovrà valutare l'esito del contratto dei metalmeccanici, e le sparate di Dieguito Della Valle. E' molto probabile che in quella sede Luchino di Montezemolo lanci un ultimo e drammatico segnale alle forze politiche invitandole a non avvitarsi nelle bobine delle intercettazioni e a guardare agli interessi del Paese. Ma in quella sede si parlerà inevitabilmente di Mr Tod's al quale oggi il settimanale "Il Mondo" dedica la copertina. Qual è il disegno di SuperDiego, si chiede con ansia il giornale economico, e tra le risposte si avanza l'ipotesi che lo scarparo marchigiano coltivi la voglia di un posto da ministro nel prossimo governo di centrosinistra. Follìa pura. Il nuovo Masaniello dalle scarpe fini in realtà ha sempre detto di non voler scendere in politica, potrebbe casomai essere interessato a prendere il testimone di quella parte degli imprenditori (soprattutto giovani) che non condivide il "pendolo" politico di Luca e spera in un futuro migliore.
Non mancano tuttavia le spiegazioni psicologiche più sottili. C'è infatti chi ritiene che Dieguito sia in preda alla sindrome del pallone, un meccanismo perverso di esaltazione autoreferenziale che è scattato da quando ha preso in mano le sorti della Fiorentina. Quando 50 mila tifosi in uno stadio ti applaudono come salvatore della città e della patria, anche gli imprenditori più freddi si sentono piccoli Cesari. Poi, come insegna la storia di Ferlaino, Cecchi Gori e Franco Sensi, sono pronti a mettere a repentaglio il loro impero.
4 - BERLUSCONI PASSA, IL BERLUSCONISMO RESTA (E GERONZI LO SA)
Dalla riunione del patto di sindacato che si è svolta ieri a Capitalia viene fuori che la Fininvest di Berlusconi ha messo sul piatto altri 80 milioni per salire dallo 0,4 all'1% del capitale. Anche Salvatore Ligresti, che cammina sotto braccio al Cavaliere, ha portato la sua quota al 3,5%, diventando dopo la Fondazione Manadori (non Mondadori, come scrive il "Sole 24 Ore" di oggi) il terzo azionista della banca romana.
C'è chi ha interpretato queste novità come la conferma che Cesare Geronzi, oltre a rafforzare il "nocciolo" dell'istituto capitolino, abbia voluto fare una scelta di campo politica. A questo proposito si ricorda la frase che Berlusconi pronunciò il 19 ottobre scorso: "se si toglie Capitalia, le banche sono tutte della sinistra". L'interpretazione è un po' ardita, e trova qualche fondamento più che in ragioni politiche contingenti, in motivazioni economiche.
Cesarone guarda al dopo, sa che il Berlusconi politico è cotto, e che qualunque sia l'esito elettorale, la sua stagione di governo è finita. Quello che non è morto è invece il "berlusconismo" inteso come fenomeno economico che riguarda la ricchezza finanziaria del Cavaliere trapiantato. Quando uscirà dal portone di Palazzo Chigi, l'uomo che ha sofferto tanto per gli italiani perdendo affari meravigliosi (così ha detto con mirabile impudenza) avrà nelle mani 20-30 mila miliardi da investire. E con lui i poteri forti dell'economia e della finanza dovranno continuare a fare i conti.
5 - LA SPREMUTA DI NEURONI DI COLAO
Colao Meravigliao ha tenuto ieri a Milano una lectio magistralis che resterà negli annali della cultura italiana. L'ex-manager di Vodafone ha partecipato alla presentazione di un libro inutile dell'ex-ministro Maurizio Gasparri, insieme a Tronchetti-Provera, Fedele Confalonieri e Urbano Cairo. Se non ci fosse stato di mezzo il digitale terrestre nessuno capirebbe il senso di una mobilitazione così massiccia in onore del querulo ex-ministro di Alleanza Nazionale.
Ma la mollezza dell'evento è stata riscattata dall'esibizione di Colao Meravigliao che ha spremuto i neuroni con parole meravigliose. Intervenendo nel dibattito il manager che - in duplex con Guido Roberto Vitale - fece fuori Mieli dalla vicepresidenza del CdA di Rcs ha fatto una distinzione epocale tra il potere della parola scritta "che permette un'ampiezza di argomenti ed analisi" e la parola parlata che invece rappresenta "una mediazione che s'accompagna a un'immagine che a sua volta determina nello spettatore un'impressione emotiva".
Qui i casi sono due: o il resoconto dell'exploit intellettuale di Colao, scritto oggi dal "Corriere della Sera", è troppo sommario, oppure il mare dell'ignoranza travolge l'intelligenza modesta di chi cerca di capire il sottile distinguo.
6 - I MISTERI DI CONSORTE E FIORANI
C'è qualcosa che non torna nelle vicende di Consorte e di Fiorani. Per ciò che riguarda il manager di Unipol nessuno ha ancora capito perchè abbia fatto rientrare tutti quei soldi grazie allo scudo fiscale e a che cosa dovesse servire tutta quella massa di denaro ferma sui conti correnti.
La seconda questione riguarda il Ragioniere di Lodi che da circa un mese si trova nei sotterranei di San Vittore e che è accusato di associazione a delinquere. Il "Riformista" si chiede oggi perchè l'avvocato del banchiere che faceva la cresta ai morti, abbia addirittura omesso la richiesta di libertà provvisoria per il suo cliente. L'anomalia è forte, soprattutto se si pensa che a difendere Fiorani è il più autorevole avvocato penal-commercialista italiano che si chiama Francesco Mucciarelli.
Dopo i misteri di Parigi di Victor Hugo, i misteri di San Vittore lasciano stupiti.
Dagospia 20 Gennaio 2006