MAI DIRE TV - VESPA FURIOSO CON PUPO - IL PAMPA E LA GERONZINA - GLI "SCHIENISTI" DI COSTANZO - LE MOGLI DI CARLITO - KRUMIRI A "MARKETTE" - LE FORTUNE DI EUGENIOSPIA - BADALONI, RUFFINI O LERNER PER IL TG1 TARGATO PRODI.
1 - Nuova coppia di conduttori al Tg5 delle ore 13. Da lunedì sono scesi in pista Chiara Geronzi e Andrea Pamparana, sostituito al mattino dal "gustoso" Gioacchino Bonsignore. Per il vice di Carlito, impegnato anche nell'inchiesta su Bancopoli, giorni caldi. La prossima settimana sarà in libreria il suo nuovo libro "Benedetto, Padre di molti popoli", edito dalla cattolica Ancora e con prefazione teocon di Marcello Pera.
2 - Mariano Sabatini per Punto.com - Ogni santa mattina, nel suo contenitore su Canale 5, Maurizio Costanzo chiede allo sventurato/a di turno di raccontare, spalle alla telecamera, le proprie angosce a Raffaele Morelli. De Filippi, per la gioia dei vari Costantino, può vantare di aver inventato i "tronisti". Mentre Costanzo potrà brevettare gli "schienisti".
3 - Parole di Carlo Rossella, pubblicate dal Corriere della Sera, a proposito del suo Tg5: "L'altra sera ho dedicato un minuto e mezzo a Sandra Mastella, donna interessante, volitiva. Ora cosa devo fare? Pezzi su tutte le mogli dei candidati, su quelle di Prodi e Fassino? Lo farei volentieri sulla moglie di Rutelli, è simpatica".
4 - Puntata da non perdere, quella di stasera di "Markette", su La7: da Piero Chiambretti ci saranno i "krumiri-spot" Gad Lerner, Vittorio Feltri e Serena Grandi.
5 - L'unica femminuccia delle nevi sarà la bella Angelica Russo. Si piazzerà in mezzo a Bisteccone Galeazzi e Marco Mazzocchi per condurre su Rai2 "Buonanotte Torino", ore 22 e 30, dal 10 al 26 febbraio.
6 - Da "Il Foglio" - Il 19 gennaio scorso Eugenio Scalfari ha detto a Giovanni Floris: "Se vuole può scommettere con me che entra i prossimi venti giorni Carlo Rossella non sarà più direttore del Tg5. Al suo posto va Belpietro!". Tra nove giorni sapremo infine se il Fundador sia un mago o un gossiparo tv.
Rossella suda, Belpietro è in Vacanza.
7 - Vista la batosta presa ieri sera (by Mentana e Gialappa's), Vespa si è imbufalito. Non con se stesso (non sia mai) bensì con Pupo che chiude i pacchi sempre più tardi per fregare "Striscia" (e Ricci si adegua). Ieri sera ha chiuso intorno alle 21 e 20, di qui lo slittamento della prima serata che si ripercuote su "Porta a porta".
8 - E' stato siglato ieri l'accordo tra la casa di produzione Bongiorno Productions e il gruppo televisivo Mediaset per lo sviluppo del soggetto e della sceneggiatura di un progetto sulla vita di Giuseppe Mazzini, grande Padre della Patria. La casa di produzione di Daniela Bongiorno ha raccolto l'invito del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che in occasione della consegna degli ultimi David di Donatello ha sollecitato i due grandi poli televisivi (Rai e Mediaset) a produrre la storia su Giuseppe Mazzini in occasione del bicentenario dalla sua nascita. Mediaset ha siglato l'accordo con la Bongiorno Productions e dal 15 febbraio iniziano le riunioni per la stesura del soggetto della fiction in due puntate affidata ad Anna Samueli e Nicolò Bongiorno in collaborazione con un pool di ricercatori e storici a livello internazionale.
9 - Da Il Velino.it - È da trent'anni - dalla riforma del 1975 con esattezza - che in viale Mazzini vige una regola algebrica: il direttore del Tg1 lo nomina il presidente del Consiglio. D'altronde il notiziario della rete ammiraglia è per antonomasia il più autorevole, il più seguito dagli italiani, la fonte primaria a cui si abbevera il cittadino italiano medio. E non è pensabile che la lottizzazione permetta che su quella poltrona sieda un uomo che non dia all'"editore" Palazzo Chigi le dovute garanzie. Visto che il 2006 - come ha spiegato lo stesso Clemente Mimun con il calice in mano alla sua redazione alla vigilia di Natale - sarà "l'anno dell'addio alla direzione", il Palazzo comincia ad interrogarsi sul suo successore. E i riflettori sono tutti puntati sull'Unione, al momento considerata dalla gran parte dei giornalisti Rai in pole per la vittoria alle politiche del 9 e 10 aprile.
Chi sarebbe dunque il prodiano destinato a prendere in caso di vittoria il posto di Mimun? I candidati sono molti, naturalmente, ma su tutti a giocarsela dovrebbero essere tre in particolare: Piero Badaloni, Paolo Ruffini e Gad Lerner. Il primo - con alle spalle l'esperienza politica alla guida della regione Lazio - non vuole più fare il corrispondente. E dopo l'esperienza prima a Bruxelles e poi a Berlino ha chiesto e ottenuto di rientrare a Roma. E' in cerca di un incarico, dunque, e nella corsa al Tg1 ha anche il vantaggio di buoni rapporti con la redazione. Non a caso giovedì scorso ha festeggiato in un pub romano il suo ritorno nella capitale, e tra gli invitati c'era un certo b, con Nino Rizzo Nervo e Roberto Zaccaria, oltre a un manipolo di giornalisti della testata.
Il secondo candidato è l'attuale direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini. Un altro democristiano di sinistra, con parenti illustri in entrambi gli schieramenti (e in Vaticano), passato indenne in questi anni attraverso infinite polemiche e con molte medaglie appuntate sul petto per avere tutelato una rete che molto sta facendo per la causa dell'Unione. Per Gad Lerner, infine, si tratterebbe di un ritorno all'antico. L'anchorman dell'Infedele con il Professore si è sempre dimostrato parecchio fedele, è un ottimo giornalista e potrebbe anche spuntare una seconda chance per cancellare definitivamente quel neo delle immagini di pedofilia mandate in onda al Tg1 dall'"amico" David Sassoli. E Mimun che fine farà? Lui si preoccupa del presente, e dopo un lungo viaggio in viale Mazzini che l'ha visto per sei anni alla guida del Tg2 e per quasi altrettanti al Tg1, considera la conduzione del Dopotg "il giusto suggello a un bel periodo. Tutto prima o poi finisce a prescindere dalla politica".
Che vinca il centrodestra o il centrosinistra, gli italiani avranno comunque un nuovo direttore del Tg1. E probabilmente anche un nuovo direttore del Tg5, perché è quella la destinazione più probabile per Clemente. Il tutto intervallato magari da un riposo sabbatico o da un'esperienza più leggera in un programma sportivo, oppure ancora da autore di programmi d'informazione per la rete. Di certo, però, il "berluscones" Mimun non farà politica.
Dagospia 31 Gennaio 2006
2 - Mariano Sabatini per Punto.com - Ogni santa mattina, nel suo contenitore su Canale 5, Maurizio Costanzo chiede allo sventurato/a di turno di raccontare, spalle alla telecamera, le proprie angosce a Raffaele Morelli. De Filippi, per la gioia dei vari Costantino, può vantare di aver inventato i "tronisti". Mentre Costanzo potrà brevettare gli "schienisti".
3 - Parole di Carlo Rossella, pubblicate dal Corriere della Sera, a proposito del suo Tg5: "L'altra sera ho dedicato un minuto e mezzo a Sandra Mastella, donna interessante, volitiva. Ora cosa devo fare? Pezzi su tutte le mogli dei candidati, su quelle di Prodi e Fassino? Lo farei volentieri sulla moglie di Rutelli, è simpatica".
4 - Puntata da non perdere, quella di stasera di "Markette", su La7: da Piero Chiambretti ci saranno i "krumiri-spot" Gad Lerner, Vittorio Feltri e Serena Grandi.
5 - L'unica femminuccia delle nevi sarà la bella Angelica Russo. Si piazzerà in mezzo a Bisteccone Galeazzi e Marco Mazzocchi per condurre su Rai2 "Buonanotte Torino", ore 22 e 30, dal 10 al 26 febbraio.
6 - Da "Il Foglio" - Il 19 gennaio scorso Eugenio Scalfari ha detto a Giovanni Floris: "Se vuole può scommettere con me che entra i prossimi venti giorni Carlo Rossella non sarà più direttore del Tg5. Al suo posto va Belpietro!". Tra nove giorni sapremo infine se il Fundador sia un mago o un gossiparo tv.
Rossella suda, Belpietro è in Vacanza.
7 - Vista la batosta presa ieri sera (by Mentana e Gialappa's), Vespa si è imbufalito. Non con se stesso (non sia mai) bensì con Pupo che chiude i pacchi sempre più tardi per fregare "Striscia" (e Ricci si adegua). Ieri sera ha chiuso intorno alle 21 e 20, di qui lo slittamento della prima serata che si ripercuote su "Porta a porta".
8 - E' stato siglato ieri l'accordo tra la casa di produzione Bongiorno Productions e il gruppo televisivo Mediaset per lo sviluppo del soggetto e della sceneggiatura di un progetto sulla vita di Giuseppe Mazzini, grande Padre della Patria. La casa di produzione di Daniela Bongiorno ha raccolto l'invito del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che in occasione della consegna degli ultimi David di Donatello ha sollecitato i due grandi poli televisivi (Rai e Mediaset) a produrre la storia su Giuseppe Mazzini in occasione del bicentenario dalla sua nascita. Mediaset ha siglato l'accordo con la Bongiorno Productions e dal 15 febbraio iniziano le riunioni per la stesura del soggetto della fiction in due puntate affidata ad Anna Samueli e Nicolò Bongiorno in collaborazione con un pool di ricercatori e storici a livello internazionale.
9 - Da Il Velino.it - È da trent'anni - dalla riforma del 1975 con esattezza - che in viale Mazzini vige una regola algebrica: il direttore del Tg1 lo nomina il presidente del Consiglio. D'altronde il notiziario della rete ammiraglia è per antonomasia il più autorevole, il più seguito dagli italiani, la fonte primaria a cui si abbevera il cittadino italiano medio. E non è pensabile che la lottizzazione permetta che su quella poltrona sieda un uomo che non dia all'"editore" Palazzo Chigi le dovute garanzie. Visto che il 2006 - come ha spiegato lo stesso Clemente Mimun con il calice in mano alla sua redazione alla vigilia di Natale - sarà "l'anno dell'addio alla direzione", il Palazzo comincia ad interrogarsi sul suo successore. E i riflettori sono tutti puntati sull'Unione, al momento considerata dalla gran parte dei giornalisti Rai in pole per la vittoria alle politiche del 9 e 10 aprile.
Chi sarebbe dunque il prodiano destinato a prendere in caso di vittoria il posto di Mimun? I candidati sono molti, naturalmente, ma su tutti a giocarsela dovrebbero essere tre in particolare: Piero Badaloni, Paolo Ruffini e Gad Lerner. Il primo - con alle spalle l'esperienza politica alla guida della regione Lazio - non vuole più fare il corrispondente. E dopo l'esperienza prima a Bruxelles e poi a Berlino ha chiesto e ottenuto di rientrare a Roma. E' in cerca di un incarico, dunque, e nella corsa al Tg1 ha anche il vantaggio di buoni rapporti con la redazione. Non a caso giovedì scorso ha festeggiato in un pub romano il suo ritorno nella capitale, e tra gli invitati c'era un certo b, con Nino Rizzo Nervo e Roberto Zaccaria, oltre a un manipolo di giornalisti della testata.
Il secondo candidato è l'attuale direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini. Un altro democristiano di sinistra, con parenti illustri in entrambi gli schieramenti (e in Vaticano), passato indenne in questi anni attraverso infinite polemiche e con molte medaglie appuntate sul petto per avere tutelato una rete che molto sta facendo per la causa dell'Unione. Per Gad Lerner, infine, si tratterebbe di un ritorno all'antico. L'anchorman dell'Infedele con il Professore si è sempre dimostrato parecchio fedele, è un ottimo giornalista e potrebbe anche spuntare una seconda chance per cancellare definitivamente quel neo delle immagini di pedofilia mandate in onda al Tg1 dall'"amico" David Sassoli. E Mimun che fine farà? Lui si preoccupa del presente, e dopo un lungo viaggio in viale Mazzini che l'ha visto per sei anni alla guida del Tg2 e per quasi altrettanti al Tg1, considera la conduzione del Dopotg "il giusto suggello a un bel periodo. Tutto prima o poi finisce a prescindere dalla politica".
Che vinca il centrodestra o il centrosinistra, gli italiani avranno comunque un nuovo direttore del Tg1. E probabilmente anche un nuovo direttore del Tg5, perché è quella la destinazione più probabile per Clemente. Il tutto intervallato magari da un riposo sabbatico o da un'esperienza più leggera in un programma sportivo, oppure ancora da autore di programmi d'informazione per la rete. Di certo, però, il "berluscones" Mimun non farà politica.
Dagospia 31 Gennaio 2006