STASERA, AFEF CONTRO MONTALBANO (MA E' DI 8 ANNI FA) - IL SUPER CONTRATTO PER CASANOVA BARBARESCHI - RIFARE IL LOOK ALL'AUDITEL. "IL PALLINO" DEL PRESIDENTE TLC, CORRADO CALABRÒ (SARA' DURA).

1 - STASERA, AFEF CONTRO MONTALBANO
Da "Libero"

Stasera (Raiuno ore 21), un altro episodio della serie Montalbano. Ma non è un inedito. " Il ladro di merendine", uno dei primi capitoli del ciclo, è stato prodotto otto anni fa ed è interpretato oltrechè da Luca Zingaretti, da una (allora) top model e quasi attrice chiamata Afef Jnifen.

Proprio lei, l'attuale signora Tronchetti Provera, quando ancora non era Tronchetti e nemmeno opinionista al Costanzo Show. Afef nel telefilm impersona una tunisina sospettata dell'omicidio del suo amante, un commerciante siciliano trovato morto nell'ascensore del suo palazzo.

2 - RIFARE IL LOOK ALL'AUDITEL. "IL PALLINO" DEL PRESIDENTE TLC, CORRADO CALABRÒ (SARA' DURA)
Da Il Velino.it
- Rifare il look all'Auditel. È questo "il pallino" del presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò, che il 14 luglio scorso - a soli due mesi dall'insediamento - ha aperto sull'argomento un'indagine conoscitiva. Non lo convincono i metodi e le tecniche di rilevazione della società diretta da Walter Pancini, che vorrebbe più attenti agli sviluppi delle nuove tecnologie e sempre al passo con i cambiamenti interni alle famiglie. E non lo convince neppure la governance dell'Auditel: vuole realizzare infatti - "senza espropriare nessuno" - la netta separazione della composizione azionaria della società dai sistemi di rilevazione degli ascolti.

Il tutto in nome di "criteri di correttezza e trasparenza", e per scongiurare il rischio che soprattutto Rai e Mediaset - che dominano il mercato della raccolta pubblicitaria - possano in qualche modo condizionare le ricerche. New look per l'Auditel, dunque, e in fretta. O almeno così sperava il presidente dell'Authority che nell'ultima audizione in commissione di Vigilanza del 17 gennaio scorso parlando di "abusi dell'Auditel" aveva promesso che una delibera sulla riforma sarebbe arrivata in consiglio "entro febbraio 2006".

Siamo a metà marzo e nonostante le audizioni con le parti interessate (operatori, consumatori e società di rilevazione) si siano concluse da tempo non c'è traccia di delibere sull'Auditel neanche nell'ordine del giorno del Consiglio di mercoledì 22 marzo. E anche nella commissione Servizi e Prodotti - competente per materia - tutto tace. Ma qual è il motivo di questo ritardo? E come farà Calabrò a rifare il look all'Auditel? Ha firmato una convenzione di 125 milioni di euro con l'Istat (Istituto nazionale di statistica), affidandogli una precisa missione: fare una fotografia della reale penetrazione nella popolazione di tutte le piattaforme trasmissive esistenti (analogico, digitale terrestre, digitale satellitare, internet, cavo, Umts e quant'altro); valutare i reali rapporti di forza tra piattaforme; suggerire quindi consigli sulle ricerche di base e sul panel di riferimento. Il tutto, naturalmente, per migliorare e rendere sempre più trasparenti le rilevazioni. Sembra però che all'Istat, dove ancora devono individuare un direttore scientifico per quest'indagine, se la stiano prendendo con comodo. Solo quando questi "suggerimenti" saranno stati formulati (e ci vorrà ancora molto tempo) l'Autorità per le comunicazioni deciderà se e quali girare all'Auditel. (glv)



3 - SUPER CONTRATTO PER CASANOVA BARBARESCHI
Da "Prima Comunicazione" (www.primaonline.it)
- Luca Barbareschi, il produttore della Casanova, che già godeva di un contratto pluriennale con la Rai di modesta entità, voluto dall'ex direttore generale Pierluigi Celli, è pronto a sottoscrivere un nuovo accordo per la fornitura di fiction di circa 20 milioni di euro in quattro anni, circa 20 milioni di euro all'anno. Nello schema contrattuale, preparato dal direttore della fiction Agostino Saccà, c'è un elenco di titoli con un valore puramente indicativo dato che, si specifica, i costi entro una certa misura potranno variare nel caso di un prodotto più ricco.

Due anni fa Alleanza nazionale aveva premuto insistentemente perché la Rai chiudesse un ricco contratto di volume con Ldm, società di Piero di Lorenzo che come Barbareschi è di area An. L'accordo naufragò per le forti proteste dell'Apt, l'Associazione dei produttori, e tra i suoi membri più determinati c'era proprio Barbareschi, allora vice presidente dell'associazione, che andò perfino a parlare con Gianfranco Fini, suo amico personale e leader di An, per spiegargli le ragioni della protesta dei produttori.
E ancora l'estate scorsa proprio Barbareschi aveva scagliato palle di fuoco contro il contratto monstre della Endemol, poi varato da Viale Mazzini.

La nuova partita di Barbareschi è ancora da giocare. Con il commissario Sonego di 'Nebbie e delitti' al 15% su Raidue la Casanova ha fatto un bel goal, ma gli altri prodotti finora andati in onda su Raiuno hanno meritato al massimo la sufficienza (22-23%). E poi ci si chiede anche se una società piccolo-media come la Casanova sarà in grado di rispettare gli impegni produttivi a fronte di un volume di lavoro così ingente. Nino Rizzo Nervo, il consigliere Rai in quota Margherita, ha già dato parere contrario, ma il megacontratto potrebbe non trovare l'unanimità neppure tra i consiglieri di centrodestra per le vecchie ruggini tra Barbareschi e il forzista Giuliano Urbani quando era ministro dei Beni culturali.

E poi ci sono i produttori dell'Apt, che si sono sempre dissociati da questi accordi quadro considerati un tappo al pluralismo dei produttori e spesso non dovuti a motivazioni editoriali, che si stanno muovendo per bloccare il contratto. Dopo il contrattone con Angelo Rizzoli, Flavio Cattaneo, il direttore generale dell'epoca, si impegnò con l'Apt a non farne più, salvo poi portare avanti quello della Endemol per garantirsi il format di 'Affari tuoi', allora campione d'ascolti e oggi ridimensionato.


Dagospia 21 Marzo 2006