JUVE, NEL FUTURO AZIONARIATO POPOLARE E ANDREA AGNELLI PRESIDENTE? - MOGGI: "MANCINI E FACCHETTI SAPEVANO IN ANTICIPO COME SAREBBE FINITA QUESTA STORIA, COME MAI? QUALCHE SOSPETTO CE L´HO: LE INTERCETTAZIONI, LA TELECOM, L´INTER"...
1 - JUVE, ALLA RICERCA DI UN MEDIATORE. NEL FUTURO AZIONARIATO POPOLARE E ANDREA AGNELLI PRESIDENTE?
Fulvio Bianchi per Repubblica.it
C'è tanta voglia di mediazione per uscire dal caos: il primo settembre la Juventus va al Tar del Lazio (chiede la serie A) e vuole anche i danni dalla Figc e dal Coni. Le parti ormai sono molto distanti: la dirigenza bianconera ha sbagliato completamente strategia e ora cerca di correre ai ripari. L'avvocato Zaccone, nel processo di primo grado, in pratica patteggiò, chiedendo la B con penalizzazione forse spaventato perché Palazzi aveva chiesto la C...
Ora la Juve fa marcia indietro e vuole la A, per "una questione di equità con gli altri club" sostengono i legali. Ma la dichiarazione di Zaccone è a verbale, e potrebbe pesare molto. In tanti stanno lavorando per una mediazione: ma da chi deve partire? Dal governo? Dal Coni? La Juve dovrebbe fare il primo passo.
Significative queste parole: "Ci vuole serenità, anche da parte delle autorità sportive e non solo. Mettiamo la parola fine e lavoriamo per il futuro del calcio, anche con un senso di equità con rispetto delle pene inflitte a tutti", ha detto il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. "Penso che questo grande tema che sta un po' diventando un tormentone nazional-popolare ha alle basi una giusta necessità di rinnovamento delle regole del mondo del calcio, debba però tener conto di chi ha già pagato molto e mi auguro che il buon senso prevalga per riuscire a concludere questa vicenda ed affrontare il futuro del calcio in modo sereno".
Conclusa questa vicenda (la Juve può ottenere alla camera di conciliazione del Coni uno sconto di punti ma solo in B), la dirigenza bianconera lavorerà per il futuro: c'è la volontà di cedere la società. La strada sarebbe quella dell'azionariato popolare, con Andrea Agnelli, figlio di Umberto, presidente. Andrea Agnelli d'altronde è l'unico della famiglia che si interessa di calcio ed è sempre stato vicino alla squadra. Intanto Marco Tardelli e Claudio Montali potrebbero uscire presto dal cda bianconero: il loro ruolo, infatti, è solo di "contorno". Tardelli non ha nemmeno partecipato alle ultime riunioni. Delicata poi la posizione di Montali: è ct della Nazionale di volley e come membro del cda della Juve ha chiesto i danni anche al Coni. Al Foro Italico sono infuriati. Per finire: è rimasto Roberto Bettega, unico esponente della triade. Ma soltanto perché ha il contratto di un anno: non fa nulla, va in sede (dove non ha più nemmeno la scrivania) e legge i giornali.
2 - MOGGI ATTACCA TUTTI: " IO UN COMMERCIANTE? MUOVEVO MILIARDI PER CONTO DELLA JUVE"
Fulvio Bianchi per La Repubblica
Proposte di lavoro, quattro. Due tv e due quotidiani. «Vogliono che commenti le partite di campionato, quando inizia...». Rieccolo Luciano Moggi, il capo della cupola. «Macché, tutte balle: portatemi le prove». E´ in forma, dopo «due mesi d´inferno», parla nell´hotel dov´è in ritiro il Siena Calcio. «Amici, certo: che c´è di male?». Risponde al telefonino (uno, per ora: scheda italiana) e dispensa consigli ai tanti amici che gli restano. Ma molla legnate ai tanti nemici. Nell´ordine: Inter, Carraro, Guido Rossi, Petrucci, la nuova Juve, Baldini, Pasqualin, Pieroni.
Comincia con l´Inter. «Bella soddisfazione lo scudetto a tavolino, lo scudetto degli onesti, no?... Ma è onesto chi fa giocare Recoba con un passaporto falso? Ha patteggiato a maggio, ha ammesso la sua colpa. Ora aspetto l´inchiesta della Figc, quello sì che è stato un vero illecito. È ridicolo che abbiano assegnato all´Inter quello scudetto. Lo meritava di più la Roma. Ma sapete chi lo aveva procurato quel passaporto? Baldini. Proprio lui, stia zitto con quella lingua biforcuta».
Replica il club nerazzurro: Recoba non ha mai giocato come comunitario e la giustizia sportiva, sul caso, è già intervenuta. Ma Moggi insiste: «Mancini e Facchetti sapevano in anticipo come sarebbe finita questa storia, come mai? Qualche sospetto ce l´ho: le intercettazioni, la Telecom, l´Inter... Mah. E a Moratti ricordo che in cassaforte ha ancora il contratto: dovevo andare all´Inter anni fa, poi dissi di no. Lui sa tutto». L´accordò saltò per colpa di Moriero: giocava nell´Inter, e Moggi l´aveva venduto al Middlesbrough, ma Moratti gli rinnovò il contratto e Moggi rimase così alla Juve. Quella Juve che adesso lo definisce «commerciante che agiva in proprio» nella sua memoria al Tar. Sbuffa Lucianone: «Era meglio se se la risparmiavano, io muovevo miliardi, avevo pieno mandato. La Juve deve difendere Moggi e Giraudo, non deve avere paura della verità: siamo stati condannati senza prove, dovranno spiegarlo a 13 milioni di tifosi».
L´ex dg bianconero è convinto che la nuova proprietà, con cui non ha più contatti, ora voglia cedere il club, dopo aver ceduto tutti i suoi giocatori. Chiude con una buona parola per tanti nemici, vecchi e nuovi. Carraro: «Ha fatto ricorso per una multa: dovrebbero dargli un premio, è ridicolo. Era lui che dava il cattivo esempio». Gianni Petrucci: «Non doveva nominare Guido Rossi che era nel cda dell´Inter anche al tempo dei passaporti: devono andare a casa tutti e due». Pasqualin: «Prendeva la doppia commissione, dalla Juve e da Montero: ora fa il moralizzatore. L´ho querelato». Profezia finale: «Con questi dirigenti stiamo rovinando il calcio italiano». E Moggi che fa? «Il rompiscatole: non ho commesso nessun illecito, ho sempre lavorato per gli interessi della Juve». L´altro giorno ha ospitato a casa sua, a Monticiano, Andrea Agnelli, figlio di Umberto: l´unica Juve nella quale si riconosce.
Dagospia 28 Agosto 2006
Fulvio Bianchi per Repubblica.it
C'è tanta voglia di mediazione per uscire dal caos: il primo settembre la Juventus va al Tar del Lazio (chiede la serie A) e vuole anche i danni dalla Figc e dal Coni. Le parti ormai sono molto distanti: la dirigenza bianconera ha sbagliato completamente strategia e ora cerca di correre ai ripari. L'avvocato Zaccone, nel processo di primo grado, in pratica patteggiò, chiedendo la B con penalizzazione forse spaventato perché Palazzi aveva chiesto la C...
Ora la Juve fa marcia indietro e vuole la A, per "una questione di equità con gli altri club" sostengono i legali. Ma la dichiarazione di Zaccone è a verbale, e potrebbe pesare molto. In tanti stanno lavorando per una mediazione: ma da chi deve partire? Dal governo? Dal Coni? La Juve dovrebbe fare il primo passo.
Significative queste parole: "Ci vuole serenità, anche da parte delle autorità sportive e non solo. Mettiamo la parola fine e lavoriamo per il futuro del calcio, anche con un senso di equità con rispetto delle pene inflitte a tutti", ha detto il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. "Penso che questo grande tema che sta un po' diventando un tormentone nazional-popolare ha alle basi una giusta necessità di rinnovamento delle regole del mondo del calcio, debba però tener conto di chi ha già pagato molto e mi auguro che il buon senso prevalga per riuscire a concludere questa vicenda ed affrontare il futuro del calcio in modo sereno".
Conclusa questa vicenda (la Juve può ottenere alla camera di conciliazione del Coni uno sconto di punti ma solo in B), la dirigenza bianconera lavorerà per il futuro: c'è la volontà di cedere la società. La strada sarebbe quella dell'azionariato popolare, con Andrea Agnelli, figlio di Umberto, presidente. Andrea Agnelli d'altronde è l'unico della famiglia che si interessa di calcio ed è sempre stato vicino alla squadra. Intanto Marco Tardelli e Claudio Montali potrebbero uscire presto dal cda bianconero: il loro ruolo, infatti, è solo di "contorno". Tardelli non ha nemmeno partecipato alle ultime riunioni. Delicata poi la posizione di Montali: è ct della Nazionale di volley e come membro del cda della Juve ha chiesto i danni anche al Coni. Al Foro Italico sono infuriati. Per finire: è rimasto Roberto Bettega, unico esponente della triade. Ma soltanto perché ha il contratto di un anno: non fa nulla, va in sede (dove non ha più nemmeno la scrivania) e legge i giornali.
2 - MOGGI ATTACCA TUTTI: " IO UN COMMERCIANTE? MUOVEVO MILIARDI PER CONTO DELLA JUVE"
Fulvio Bianchi per La Repubblica
Proposte di lavoro, quattro. Due tv e due quotidiani. «Vogliono che commenti le partite di campionato, quando inizia...». Rieccolo Luciano Moggi, il capo della cupola. «Macché, tutte balle: portatemi le prove». E´ in forma, dopo «due mesi d´inferno», parla nell´hotel dov´è in ritiro il Siena Calcio. «Amici, certo: che c´è di male?». Risponde al telefonino (uno, per ora: scheda italiana) e dispensa consigli ai tanti amici che gli restano. Ma molla legnate ai tanti nemici. Nell´ordine: Inter, Carraro, Guido Rossi, Petrucci, la nuova Juve, Baldini, Pasqualin, Pieroni.
Comincia con l´Inter. «Bella soddisfazione lo scudetto a tavolino, lo scudetto degli onesti, no?... Ma è onesto chi fa giocare Recoba con un passaporto falso? Ha patteggiato a maggio, ha ammesso la sua colpa. Ora aspetto l´inchiesta della Figc, quello sì che è stato un vero illecito. È ridicolo che abbiano assegnato all´Inter quello scudetto. Lo meritava di più la Roma. Ma sapete chi lo aveva procurato quel passaporto? Baldini. Proprio lui, stia zitto con quella lingua biforcuta».
Replica il club nerazzurro: Recoba non ha mai giocato come comunitario e la giustizia sportiva, sul caso, è già intervenuta. Ma Moggi insiste: «Mancini e Facchetti sapevano in anticipo come sarebbe finita questa storia, come mai? Qualche sospetto ce l´ho: le intercettazioni, la Telecom, l´Inter... Mah. E a Moratti ricordo che in cassaforte ha ancora il contratto: dovevo andare all´Inter anni fa, poi dissi di no. Lui sa tutto». L´accordò saltò per colpa di Moriero: giocava nell´Inter, e Moggi l´aveva venduto al Middlesbrough, ma Moratti gli rinnovò il contratto e Moggi rimase così alla Juve. Quella Juve che adesso lo definisce «commerciante che agiva in proprio» nella sua memoria al Tar. Sbuffa Lucianone: «Era meglio se se la risparmiavano, io muovevo miliardi, avevo pieno mandato. La Juve deve difendere Moggi e Giraudo, non deve avere paura della verità: siamo stati condannati senza prove, dovranno spiegarlo a 13 milioni di tifosi».
L´ex dg bianconero è convinto che la nuova proprietà, con cui non ha più contatti, ora voglia cedere il club, dopo aver ceduto tutti i suoi giocatori. Chiude con una buona parola per tanti nemici, vecchi e nuovi. Carraro: «Ha fatto ricorso per una multa: dovrebbero dargli un premio, è ridicolo. Era lui che dava il cattivo esempio». Gianni Petrucci: «Non doveva nominare Guido Rossi che era nel cda dell´Inter anche al tempo dei passaporti: devono andare a casa tutti e due». Pasqualin: «Prendeva la doppia commissione, dalla Juve e da Montero: ora fa il moralizzatore. L´ho querelato». Profezia finale: «Con questi dirigenti stiamo rovinando il calcio italiano». E Moggi che fa? «Il rompiscatole: non ho commesso nessun illecito, ho sempre lavorato per gli interessi della Juve». L´altro giorno ha ospitato a casa sua, a Monticiano, Andrea Agnelli, figlio di Umberto: l´unica Juve nella quale si riconosce.
Dagospia 28 Agosto 2006