LA MORTE DI ANNA NICOLE SMITH - UNA VITA DA REALITY CON FINALE DA TRAGEDIA - DICEVA: "DIVENTERÒ LA NUOVA MARYLIN MONROE". ALMENO NEL FINALE CI È RIUSCITA - E ORA LA LOTTA È IN TRIBUNALE PER LA PATERNITÀ (E L'EREDITÀ) DELL'UNICA FIGLIA - PORTFOLIO.
1 - NARCOTICI E PSICOFARMACI NELLA STANZA, È SOFFOCATA NEL SUO VOMITO.
Le ultime notizie che arrivano dagli Stati Uniti, sembrano confermare le apparenze. La morte di Anna Nicole Smith appare legata all'abuso di sostanze stupefacenti o psicofarmaci. Gli investigatori avrebbero infatti trovato narcotici illegali e prescrizioni mediche nella stanza dell'hotel dove la donna è stata trovata. Ben otto borse contenenti prove sarebbero state portate via dalla polizia.
Sembra inoltre che Anna sia stata trovata da un suo assistente, che avrebbe alzato le lenzuola trovando l'ex playmate apparentemente soffocata dal suo stesso vomito. Sempre la stessa fonte sostiene che la Smith abbia ingerito quello che ha definito come un "sedativo per bambini" e che continuava a perdere e riprendere conoscenza prima di morire.
Il medico giunto per primo sul luogo ha dichiarato ad una tv locale che Anna Nicole già non respirava al momento del suo arrivo.
2 - UDIENZA URGENTE PER LA PATERNITA' DELLA PICCOLA EREDE.
(Agi/Reuters) - Con la morte di Anna Nicole Smith la questione della paternita' di Dannielynn Hope, la bimba che l'ex playmate ha dato alla luce cinque mesi, e' diventata urgente e scottante. La bambina e' l'unica erede del patrimonio che l'ex spogliarellista aveva ottenuto dopo una interminabile battaglia legale con il figliastro del petroliere texano Marshall. A contendere l'onore di essere il padre della piccola sono il fotografo Larry Birkhead e l'attuale compagno, Howard K. Stern.
L'udienza per stabilire chi sia il genitore naturale si terra' oggi stesso. Birkhead, ha detto il suo avvocato, era "devastato" dalla notizia della morte di Anna Nicole, avvenuta in un albergo di Miami due giorni dopo che un tribunale aveva ordinato che sia lei che la bambina fossero sottoposte al test del Dna. Ronald Rale, legale della Smith nella causa per la paternita', ha puntato il dito contro "tutto quello che Anna Nicole ha dovuto sopportare" e si e' augurata "che non sia stato questo a precipitarla in un vortice di stress" che l'ha portata alla morte. Rale e' dalla parte di Stern. "Howard amava Anna Nicole dal profondo del cuore" ha detto, "quello che e' successo e' una tragedia per lui e per la bambina".
3 - FINALE TRAGICO DI UNA VITA DA REALITY.
Vittorio Zucconi per "la Repubblica"
È morta improvvisamente, a 39 anni, nella stanza di un albergo nella riserva dei Seminole in Florida, trafitta come una stupenda farfalla esotica inchiodata dallo spillo della propria micidiale bellezza. Anna Nicole Smith, di professione "bellona", vedova, modella, celebrità da reality show e da gossip patinato, si credeva una "survivor", come quel genere di spazzatura televisiva che l´aveva resa celebre, e ora la sua sia vita breve e disperata, tra le copertine di Playboy, le coperte dei letti di vecchi miliardari e l´obitorio dove fu portato il figlio ventenne ucciso dalla droga e ora sta il suo cadavere, è finita, probabilmente per le stesse cause che avevano stroncato il figlio. Lascia una bambina di sei mesi, Danyelle, e un marito, oggi suo vedovo, che non ha riconosciuto la bambina come sua. Tutto ciò che il volo della farfalla lascia dietro di sè è un´orfana neonata senza padre Anna era uno di quei personaggi tragici che sono impossibili da definire con i metri abituali della fama e del successo, ma che esplodono e poi si spengono nei flash della notorietà ignobile senza senso e senza gioia, tra le Paris Hilton, le sorelle Lecciso, i campioni grotteschi dei reality show, famosi soltanto perchè sono famosi, dunque era una figura perfettamente esemplare del nulla vincente nel nostro tempo.
Era una bellissima donna, almeno prima di farsi rifare dai bisturi e dalle bisacce di silicio che portava davanti, abbastanza perché le chiedessero di spiegare le sue ali per gli obbiettivi di Playboy che ne aveva fatto una sua "coniglietta" da copertina nel 1993, quando aveva 25 anni, e su quella foto era cresciuta la sua breve e fatale fortuna.
Esibendosi in uno strip club che l´aveva ingaggiata dopo quella foto, aveva catturato lo sguardo di un miliardario che aveva più soldi che anni da vivere e che l´aveva sposata a 88 anni, sessantatre più di lei, Howard Marshall. Un matrimonio che aveva ovviamente scatenato la riprovazione dei benpensanti, l´invidia bavosa degli ottuagenari e la salivazione dei media e delle tv, alle quali lei aveva confidato, come se fosse una confidenza, di avere soprannominato il marito "zampetta", perché tutto quel che lui riusciva a fare era tentare di arrampicarsi sulle vette di silicio che ornavano il suo busto.
E quando il marito era spirato, probabilmente con il sorriso sulle labbra, a novant´anni, la battaglia legale per un´eredità misurata in miliardi di dollari le aveva reso un verdetto finale di 88 milioni di dollari, confermato di appello in appello fino alla Corte Suprema, che aveva accettato di ascoltare il suo caso. Per lei si erano mossi addirittura la Casa Bianca e George Bush, che avevano intercesso in suo favore con i propri avvocati davanti ai giudici supremi.
Mai, nella storia, una Presidenza si era schierata per difendere una "coniglietta". Mai una ragazzina abbandonata dai genitori nel paesino del Texas dove era nata, allevata da una zia, cresciuta lavorando come cameriera in una friggitoria di pollo Kentucky, era arrivata a toccare la Corte Suprema e smuovere la augusta Costituzione per garantirle la parte di eredità che il vecchissimo marito le aveva promesso, giurò lei. E se questa sentenza del maggio scorso era parsa la definitiva beatificazione della farfalla mediatica nel frattempo gonfiata 61 chili più del suo peso Playboy, ormai obesa, alcolizzata, impasticcata, fu invece per lei l´inizio della fine, verso questa misteriosa morte nello Hard Rock Hotel and Cafè, dentro il territorio dei Seminole fuori Miami.
Il figlio di vent´anni, Daniel Smith, morì probabilmente di overdose di metadone e di antidepressivi, crollando stecchito sul letto di ospedale dove lei era convalescente dopo avere partorito Danyelle nelle Bahamas. Negli stessi giorni moriva a 67 anni, ucciso da una setticemia, il figlio del suo vecchio "zampetta", l´uomo che ancora tentava di contestarle la sua parte di eredità.
Era come se la morte avesse cominciato le prove generali per quel finale che ieri pomeriggio ha trafitto la farfalla, per infarto, per embolia, per suicidio, per intossicazione da medicinali, per omicidio, nessuno ancora osa dire.
«Diventerò la nuova Marylin Monroe», aveva giurato dopo la sua prima particina in un film. Marylin aveva 36 anni quando morì. Anne 39. Almeno nell´orribile e misterioso finale ci è riuscita.
Dagospia 09 Febbraio 2007
Le ultime notizie che arrivano dagli Stati Uniti, sembrano confermare le apparenze. La morte di Anna Nicole Smith appare legata all'abuso di sostanze stupefacenti o psicofarmaci. Gli investigatori avrebbero infatti trovato narcotici illegali e prescrizioni mediche nella stanza dell'hotel dove la donna è stata trovata. Ben otto borse contenenti prove sarebbero state portate via dalla polizia.
Sembra inoltre che Anna sia stata trovata da un suo assistente, che avrebbe alzato le lenzuola trovando l'ex playmate apparentemente soffocata dal suo stesso vomito. Sempre la stessa fonte sostiene che la Smith abbia ingerito quello che ha definito come un "sedativo per bambini" e che continuava a perdere e riprendere conoscenza prima di morire.
Il medico giunto per primo sul luogo ha dichiarato ad una tv locale che Anna Nicole già non respirava al momento del suo arrivo.
2 - UDIENZA URGENTE PER LA PATERNITA' DELLA PICCOLA EREDE.
(Agi/Reuters) - Con la morte di Anna Nicole Smith la questione della paternita' di Dannielynn Hope, la bimba che l'ex playmate ha dato alla luce cinque mesi, e' diventata urgente e scottante. La bambina e' l'unica erede del patrimonio che l'ex spogliarellista aveva ottenuto dopo una interminabile battaglia legale con il figliastro del petroliere texano Marshall. A contendere l'onore di essere il padre della piccola sono il fotografo Larry Birkhead e l'attuale compagno, Howard K. Stern.
L'udienza per stabilire chi sia il genitore naturale si terra' oggi stesso. Birkhead, ha detto il suo avvocato, era "devastato" dalla notizia della morte di Anna Nicole, avvenuta in un albergo di Miami due giorni dopo che un tribunale aveva ordinato che sia lei che la bambina fossero sottoposte al test del Dna. Ronald Rale, legale della Smith nella causa per la paternita', ha puntato il dito contro "tutto quello che Anna Nicole ha dovuto sopportare" e si e' augurata "che non sia stato questo a precipitarla in un vortice di stress" che l'ha portata alla morte. Rale e' dalla parte di Stern. "Howard amava Anna Nicole dal profondo del cuore" ha detto, "quello che e' successo e' una tragedia per lui e per la bambina".
3 - FINALE TRAGICO DI UNA VITA DA REALITY.
Vittorio Zucconi per "la Repubblica"
È morta improvvisamente, a 39 anni, nella stanza di un albergo nella riserva dei Seminole in Florida, trafitta come una stupenda farfalla esotica inchiodata dallo spillo della propria micidiale bellezza. Anna Nicole Smith, di professione "bellona", vedova, modella, celebrità da reality show e da gossip patinato, si credeva una "survivor", come quel genere di spazzatura televisiva che l´aveva resa celebre, e ora la sua sia vita breve e disperata, tra le copertine di Playboy, le coperte dei letti di vecchi miliardari e l´obitorio dove fu portato il figlio ventenne ucciso dalla droga e ora sta il suo cadavere, è finita, probabilmente per le stesse cause che avevano stroncato il figlio. Lascia una bambina di sei mesi, Danyelle, e un marito, oggi suo vedovo, che non ha riconosciuto la bambina come sua. Tutto ciò che il volo della farfalla lascia dietro di sè è un´orfana neonata senza padre Anna era uno di quei personaggi tragici che sono impossibili da definire con i metri abituali della fama e del successo, ma che esplodono e poi si spengono nei flash della notorietà ignobile senza senso e senza gioia, tra le Paris Hilton, le sorelle Lecciso, i campioni grotteschi dei reality show, famosi soltanto perchè sono famosi, dunque era una figura perfettamente esemplare del nulla vincente nel nostro tempo.
Era una bellissima donna, almeno prima di farsi rifare dai bisturi e dalle bisacce di silicio che portava davanti, abbastanza perché le chiedessero di spiegare le sue ali per gli obbiettivi di Playboy che ne aveva fatto una sua "coniglietta" da copertina nel 1993, quando aveva 25 anni, e su quella foto era cresciuta la sua breve e fatale fortuna.
Esibendosi in uno strip club che l´aveva ingaggiata dopo quella foto, aveva catturato lo sguardo di un miliardario che aveva più soldi che anni da vivere e che l´aveva sposata a 88 anni, sessantatre più di lei, Howard Marshall. Un matrimonio che aveva ovviamente scatenato la riprovazione dei benpensanti, l´invidia bavosa degli ottuagenari e la salivazione dei media e delle tv, alle quali lei aveva confidato, come se fosse una confidenza, di avere soprannominato il marito "zampetta", perché tutto quel che lui riusciva a fare era tentare di arrampicarsi sulle vette di silicio che ornavano il suo busto.
E quando il marito era spirato, probabilmente con il sorriso sulle labbra, a novant´anni, la battaglia legale per un´eredità misurata in miliardi di dollari le aveva reso un verdetto finale di 88 milioni di dollari, confermato di appello in appello fino alla Corte Suprema, che aveva accettato di ascoltare il suo caso. Per lei si erano mossi addirittura la Casa Bianca e George Bush, che avevano intercesso in suo favore con i propri avvocati davanti ai giudici supremi.
Mai, nella storia, una Presidenza si era schierata per difendere una "coniglietta". Mai una ragazzina abbandonata dai genitori nel paesino del Texas dove era nata, allevata da una zia, cresciuta lavorando come cameriera in una friggitoria di pollo Kentucky, era arrivata a toccare la Corte Suprema e smuovere la augusta Costituzione per garantirle la parte di eredità che il vecchissimo marito le aveva promesso, giurò lei. E se questa sentenza del maggio scorso era parsa la definitiva beatificazione della farfalla mediatica nel frattempo gonfiata 61 chili più del suo peso Playboy, ormai obesa, alcolizzata, impasticcata, fu invece per lei l´inizio della fine, verso questa misteriosa morte nello Hard Rock Hotel and Cafè, dentro il territorio dei Seminole fuori Miami.
Il figlio di vent´anni, Daniel Smith, morì probabilmente di overdose di metadone e di antidepressivi, crollando stecchito sul letto di ospedale dove lei era convalescente dopo avere partorito Danyelle nelle Bahamas. Negli stessi giorni moriva a 67 anni, ucciso da una setticemia, il figlio del suo vecchio "zampetta", l´uomo che ancora tentava di contestarle la sua parte di eredità.
Era come se la morte avesse cominciato le prove generali per quel finale che ieri pomeriggio ha trafitto la farfalla, per infarto, per embolia, per suicidio, per intossicazione da medicinali, per omicidio, nessuno ancora osa dire.
«Diventerò la nuova Marylin Monroe», aveva giurato dopo la sua prima particina in un film. Marylin aveva 36 anni quando morì. Anne 39. Almeno nell´orribile e misterioso finale ci è riuscita.
Dagospia 09 Febbraio 2007