LA STAMPA E LA CRISI DI GOVERNO - VIGNETTISTI SCATENATI: "AL SENATO CI SONO DUE COMUNISTI TUTTI D'UN PEZZO". "UN PEZZO DI CHE?" - PER I GIORNALI STRANIERI ROMANO E' "FRAGILE" E CASCA SUGLI USA - LA TV DI TEHERAN PARLA DI DIMISSIONI CHOC...

1 - LA CADUTA SECONDO I VIGNETTISTI DEI QUOTIDIANI.
(Ansa)
- Cade il governo Prodi e i vignettisti, sui quotidiani di oggi, girano il coltello nella dolente piaga della coalizione di centrosinistra. Il piu' feroce e' 'Libero' che in una mega-vignetta di Benny a tutta pagina sotto il titolo 'E intanto brindiamo' mostra il tappo di una bottiglia di champagne con la faccia di Berlusconi che vola dritto nel sedere-mortadella di Prodi.

Sul 'Giornale' Forattini rievoca piazzale Loreto e appende a un gancio a testa in giu' un Prodi-prete e un D' Alema S.S., mentre Giannelli sul 'Corriere della Sera' illustra le parole 'Afghanistan: continuita' e svolta' con una gip militare guidata da D' Alema che sbanda pericolosamente facendo cadere Prodi.
Staino su 'l'Unita'' rappresenta l' Italia che affoga chiedendo aiuto ad un tipo con una bandiera in mano che le risponde: ''non posso. Devo tenere alta la bandiera rossa'', mentre sul 'Manifesto' Vauro mostra Prodi k.o. vestito da antico romano che dice: 'Veni, vidi, Vicenza'. Titolo della vignetta: caduta dell' impero romano.

'La Repubblica' di vignette ne ha due: in prima pagina Altan contrappone un signore con cravatta, presumibilmente un parlamentare, ad uno in maglione, presumibilmente un operaio: ''tutti a casa'' dice il primo, ''oddio di chi?'' risponde il secondo. In seconda pagina Ellekappa fa dialogare i suoi omini stilizzati: ''grande vittoria della sinistra radicale'' dice uno. E l' altro: ''un altro Berlusconi e' possibile''. Due battute anche nella vignetta di Marassi sul 'Messaggero': ''Al Senato ci sono due comunisti tutti d'un pezzo''. ''Un pezzo di che?''.


2 - STAMPA STRANIERA: PRODI CADUTO SULLE RELAZIONI CON GLI USA.
(Adnkronos)
- "Prodi si dimette dopo aver perso voto cruciale sulla politica estera", "Prodi lascia dopo il voto sull'Afghanistan", "Prodi costretto a dimettersi dopo la rivolta del Senato sui suoi rapporti con gli Stati Uniti": sono alcuni dei titoli sulla crisi di governo in Italia della stampa straniera, che si interroga sui prossimi sviluppi politici, azzarda previsioni - Prodi-bis, Amato premier o ritorno di Berlusconi - e denuncia il ritorno alla "cronica instabilita' politica".

FINANCIAL TIMES: Il quotidiano britannico apre con la notizia delle dimissioni del presidente del Consiglio, costretto a lasciare a causa dell'"incapacita' a convincere i comunisti e la sinistra radicale della sua coalizione a sostenere due punti chiave della sua politica estera e di difesa: la determinazione a mantenere le truppe in Afghanistan e la decisione di permettere l'allargamento della base americana di Vicenza". Secondo il Ft, le opzioni possibili adesso sono "la formazione di un nuovo governo Prodi, la creazione di un governo di centrosinistra senza di lui, l'emergere di un governo dominato dai centristi con l'inclusione di politici moderati dell'opposizione ed elezioni anticipate".

TELEGRAPH: "Le dimissioni di Prodi fanno ripiombare l'Italia nell'instablita' politica che ha visto 50 diversi governi nei primi 50 anni dopo la Seconda guerra mondiale. Prodi e' durato appena 281 giorni, dopo aver tentato di fare riforme dure e impopolari". Secondo il quotidiano, se il 'Professore' effettivamente lasciasse, "potrebbe essere formato un governo ad interim e Giuliano Amato e' il favorito per diventare il primo ministro". "Romano Prodi si e' dimesso dopo che il suo governo ha subito un'inattesa sconfitta in Parlamento sulla sua alleanza con gli Stati Uniti e il suo ruolo nella Nato". Il quotidiano, nel ricordare come si e' arrivati al voto di ieri in Senato, riferisce le voci secondo cui l'esito "avrebbe potuto essere diverso se il leggendario e machiavellico Giulio Andreotti non avesse preso in contropiede la coalizione di governo astenendosi dal voto".

TIMES: "Romano Prodi si e' dimesso dopo soli nove mesi al governo per aver perso un voto parlamentare cruciale sui pilastri filoamericani della politica estera del suo governo di centrosinistra".



NEW YORK TIMES: "Il fragile governo italiano si e' improvvisamente spezzato ieri, sotto il peso delle sue stesse divisioni interne e dell'ampio scetticismo sul ruolo europeo nella lotta mondiale contro il terrorismo". In una corrispondenza a Roma a firma Ian Fischer, il quotidiano americano sottolinea come "la caduta del governo rifletta la sua debolezza congenita", segnalando un possibile ritorno "alla cronica instabilita' politica". "Ci sono molti scenari su quello che succedera' - azzarda il Ny Times - e una possibilita', anche se non immediata, e' il ritorno al potere di Silvio Berlusconi, l'unico primo ministro a essere rimasto in carica per cinque anni". Ma perche' si realizzi questa ipotesi, "ci dovrebbero essere nuove elezioni", osserva ancora il quotidiano, rilevando come il vero "punto debole" dell'attuale coalizione al governo composta da nove partiti, "dai cattolici moderati ai comunisti", sia la "politica estera".

WASHINGTON POST: "Dopo appena nove mesi a capo di un governo vacillante, il premier Romano Prodi ha offerto le sue dimissioni avendo perso un voto parlamentare cruciale sulla politica estera del governo". Il voto al Senato, sottolinea il quotidiano americano, "conferma la delicata natura del disparato gruppo di alleati politici" alla base del governo Prodi, "una fragilita' evidente sin dalla risicata vittoria della coalizione lo scorso aprile". Il "Washington Post" osserva quindi che il ministro degli Esteri Massimo "D'Alema aveva cercato di tenere a freno la sinistra dichiarando che il mancato raggiungimento della maggioranza su un tema cosi' cruciale avrebbe mandato il governo a casa".

WASHINGTON TIMES: "Il premier Romano Prodi si e' dimesso ieri dopo che i senatori antiamericani che chiedono il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan non hanno sostenuto il governo di centrosinistra, facendo esplodere un'inattesa crisi politica". Il quotidiano conservatore americano ricorda come sin dal suo insediamento "il governo e' finito sotto pressione da parte dell'ala di sinistra antiamericana su una moltitudine di temi politica estera", provocando tensioni tra Roma e Washington. "D'Alema, un ex comunista - scrive il "Washington Times" - e' di recente andato su tutte le furie quando l'ambasciatore americano ed altri di stanza a Roma hanno pubblicato una lettera aperta agli italiani sottolineando l'importanza delle truppe italiane in Afghanistan". E ancora il giornale ricorda "le pressioni dei magistrati di Milano" sulla richiesta di estradizione di 26 agenti della Cia coinvolti nel rapimento di Abu Omar e le critiche di Prodi e D'Alema ai raid in Somalia e all'aumento delle truppe in Iraq deciso dal presidente George W. Bush

EL PAIS: Il governo di Romano Prodi "ha ricevuto un colpo mortale dopo aver perso al Senato un voto sulla politica estera: la presenza delle truppe italiane in Afghanistan e le relazioni con gli Stati Uniti sono le cause della caduta dell'esecutivo", scrive il quotidiano spagnolo, che dedica un'intera pagina alla crisi politica italiana e un editoriale intitolato "Verso un Prodi bis?". Un nuovo esecutivo guidato dal 'Professore', "nella migliore tradizione italiana, permetterebbe di evitare la convocazione di nuove elezioni", scrive "El Pais", che invece boccia l'ipotesi di un governo tecnico, "con l'Italia in Consiglio di Sicurezza, la patata bollente dell'Afghanistan, le difficolta' economiche e la necessita' impellente di riforme".

LIBERATION: "La sinistra radicale fa cadere il governo", titola il quotidiano francese, che osserva come ormai "da molte settimane, l'esecutivo composito formato da nove partiti che vanno dai democristiani all'estrema sinistra cominista ha moltiplicato le scaramucce e i litigi che sia sui Pacs o sulla politica estera". Su questo, "la sinistra radicale si augura che l'Italia ritiri le sue truppe dall'Afghanistan dopo il ritiro del contingente in Iraq". -LE FIGARO: "Il governo di Romano Prodi e' caduto ieri, battuto su un voto cruciale di politica estera", scrive il quotidiano francese, secondo cui "la minaccia di elezioni anticipate ventilata dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema non ha intimorito i recalcitranti".

3 - TELEVISIONE IRAN, DIMISSIONI CHOC.
(Ansa)
- ''Dimissioni choc'': cosi' la radiotelevisione di Stato iraniana ha definito oggi la decisione del governo Prodi di rassegnare il mandato. I quotidiani di Teheran, invece, non hanno fatto in tempo a riportare la notizia perche', per motivi di fuso orario (due ore e mezzo in piu' che in Italia), avevano gia' chiuso le pagine al momento delle dimissioni dell'esecutivo. ''Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avviato oggi frenetiche consultazioni dopo le dimissioni choc'', riporta il sito online dell'emittente di Stato. Gli eventi delle ultime ore, aggiunge, ''riportano alla memoria la politica italiana dei passati decenni, quando un governo poteva durare anche solo alcune settimane''. La radiotelevisione iraniana sottolinea che la crisi si e' aperta per i dissensi sulla politica estera del governo, in particolare sulla ''presenza delle truppe in Afghanistan e l'allargamento di una base americana a Vicenza''.


Dagospia 22 Febbraio 2007