I CONSIGLI DELLA ZOCCOLA - VERONICA MONET, UN PASSATO DA ESCORT DI LUSSO SCRIVE IL SUO MANUALE HOT - REGOLA N.1: NON FATE NULLA IN CAMBIO DI NIENTE. A COMINCIARE DALLA FELLATIO (ASSICURATEVI CHE LUI VOGLIA RICAMBIARE).
Marco Giovannini per "Panorama"
Veronica perché in latino significa «vera immagine» e in onore di Veronica Franco, la più famosa cortigiana di Venezia. Monet perché parte della sua famiglia è di origine francese e perché con le mani è un'artista come l'omonimo pittore. Veronica Monet si presenta così: «Sono una cortigiana, ma se preferisce escort o prostituta, non ho problemi. Anche puttana va bene, mi offendo solo se mi danno della stupida».
Un'accusa praticamente impossibile, visto che dal niente si è trasformata in «un personaggio centrale della controcultura americana» (parole del San Francisco Chronicle) e in «una benefattrice dell'umanità, soprattutto quella maschile» (questo se lo dice da sola). Il suo libro "Sex secrets of escorts" ha un titolo che non ha bisogno di traduzione ed è un best-seller, ha anche un sottotitolo che suona come un marchio di garanzia: «Consigli da una professionista».
È vero anche questo: Veronica Monet ha alle spalle 14 anni di onorata professione. Oggi si è ritirata, parla in tv, tiene conferenze nelle università e dà consulenze sessuali private solo via internet o per telefono a 200 dollari l'ora. Quando riceveva di persona la tariffa era di 1.250. Ama i doppi sensi e le battutacce da maschio. Alla domanda se riconoscerebbe le facce dei 1.800 uomini che dice di avere biblicamente conosciuto, risponde: «Solo se si tolgono le mutande».
Monet era laureata in psicologia. Poi si è trovata, scontenta, a fare un lavoro da segretaria. L'incontro fortuito con una escort le ha cambiato la vita: se ne è innamorata scoprendosi bisessuale, ma ha smesso di lamentarsi degli uomini e ha cominciato a cercare di capirli e aiutarli a capirsi. «La mia amica-amante aveva una bella macchina, una bella casa, un bel marito, tre bei figli e un bel mestiere. Mi sono detta: perché no?».
Per quasi tutto il periodo in cui ha esercitato anche lei è stata sposata, con Robert. Ha divorziato da poco. «Ma il sesso non c'entra. Lui aveva seri problemi di alcol e droga. Non mi era più possibile stargli vicino. Ora siamo ottimi amici, e occasionali amanti». Come marito Robert aveva posto una sola condizione: se per le assenze prolungate della moglie avesse avuto desiderio di frequentare una escort, sarebbe stata Veronica a pagare il conto.
Il suo libro è rivolto a tutte le donne del mondo: mogli, compagne, fidanzate. C'è una parte manualistica, il classico «how to do» (come fare). «Il segreto è far sentire il tuo uomo speciale, ma il rapporto deve essere reciproco; anche il re deve farsi in quattro per la sua regina». Nella lista delle 10 cose che una donna non dovrebbe mai fare gratis al primo posto c'è la fellatio: «Mai praticarla senza essere sicuri che poi l'uomo ricambierà l'orgasmo» è il suo consiglio.
Si dichiara una femminista della prima ora, di quelle che inventarono lo slogan «riprendiamoci la notte», ma oggi ha rapporti tesi col movimento. Con gli uomini, invece, non ha mai avuto problemi. Anzi, la maggior parte dei clienti si innamora di lei.
Anche su questo aspetto Monet è molto chiara: «Ti innamoreresti del tuo idraulico?» è la sua provocazione. Questo il concetto: «Un uomo quando ha un problema da risolvere si rivolge a uno specialista: un dottore, un meccanico, un idraulico appunto. La mia specialità attira uomini soli, oppure annoiati, oppure incastrati in un matrimonio sbagliato, oppure bloccati da handicap fisici o psicologici. Il mio compito è rassicurarli e farli sentire perfettamente normali. Bisogna masturbare innanzitutto il loro ego».
Il vero organo sessuale, dice riprendendo un vecchio concetto, non è sotto la pancia ma nella testa. «Se i miei clienti avessero voluto solo sesso, con quello che chiedevo per un weekend avrebbero potuto affittare un intero bordello del Nevada». Fra le richieste più strane quella di un generoso cliente che per anni, una volta a settimana, l'ha costretta a vedere insieme a lui pellicole sulla Seconda guerra mondiale.
Ora è in trattative per fare un film dal suo libro e dalla sua vita. Se dovesse scegliere l'attrice, sarebbe una Susan Sarandon un po' più giovane. «Sharon Stone no, perché è bella, ma non so se è poi così intelligente come vuole far credere». Quando ha visto "Pretty woman" voleva mandare una lettera di protesta a nome della categoria: «Julia Roberts viene pagata appena 3 mila dollari. Lui sarà pure Richard Gere, ma qui si parla di lavoro, mica di piacere».
Dagospia 23 Marzo 2007
Veronica perché in latino significa «vera immagine» e in onore di Veronica Franco, la più famosa cortigiana di Venezia. Monet perché parte della sua famiglia è di origine francese e perché con le mani è un'artista come l'omonimo pittore. Veronica Monet si presenta così: «Sono una cortigiana, ma se preferisce escort o prostituta, non ho problemi. Anche puttana va bene, mi offendo solo se mi danno della stupida».
Un'accusa praticamente impossibile, visto che dal niente si è trasformata in «un personaggio centrale della controcultura americana» (parole del San Francisco Chronicle) e in «una benefattrice dell'umanità, soprattutto quella maschile» (questo se lo dice da sola). Il suo libro "Sex secrets of escorts" ha un titolo che non ha bisogno di traduzione ed è un best-seller, ha anche un sottotitolo che suona come un marchio di garanzia: «Consigli da una professionista».
È vero anche questo: Veronica Monet ha alle spalle 14 anni di onorata professione. Oggi si è ritirata, parla in tv, tiene conferenze nelle università e dà consulenze sessuali private solo via internet o per telefono a 200 dollari l'ora. Quando riceveva di persona la tariffa era di 1.250. Ama i doppi sensi e le battutacce da maschio. Alla domanda se riconoscerebbe le facce dei 1.800 uomini che dice di avere biblicamente conosciuto, risponde: «Solo se si tolgono le mutande».
Monet era laureata in psicologia. Poi si è trovata, scontenta, a fare un lavoro da segretaria. L'incontro fortuito con una escort le ha cambiato la vita: se ne è innamorata scoprendosi bisessuale, ma ha smesso di lamentarsi degli uomini e ha cominciato a cercare di capirli e aiutarli a capirsi. «La mia amica-amante aveva una bella macchina, una bella casa, un bel marito, tre bei figli e un bel mestiere. Mi sono detta: perché no?».
Per quasi tutto il periodo in cui ha esercitato anche lei è stata sposata, con Robert. Ha divorziato da poco. «Ma il sesso non c'entra. Lui aveva seri problemi di alcol e droga. Non mi era più possibile stargli vicino. Ora siamo ottimi amici, e occasionali amanti». Come marito Robert aveva posto una sola condizione: se per le assenze prolungate della moglie avesse avuto desiderio di frequentare una escort, sarebbe stata Veronica a pagare il conto.
Il suo libro è rivolto a tutte le donne del mondo: mogli, compagne, fidanzate. C'è una parte manualistica, il classico «how to do» (come fare). «Il segreto è far sentire il tuo uomo speciale, ma il rapporto deve essere reciproco; anche il re deve farsi in quattro per la sua regina». Nella lista delle 10 cose che una donna non dovrebbe mai fare gratis al primo posto c'è la fellatio: «Mai praticarla senza essere sicuri che poi l'uomo ricambierà l'orgasmo» è il suo consiglio.
Si dichiara una femminista della prima ora, di quelle che inventarono lo slogan «riprendiamoci la notte», ma oggi ha rapporti tesi col movimento. Con gli uomini, invece, non ha mai avuto problemi. Anzi, la maggior parte dei clienti si innamora di lei.
Anche su questo aspetto Monet è molto chiara: «Ti innamoreresti del tuo idraulico?» è la sua provocazione. Questo il concetto: «Un uomo quando ha un problema da risolvere si rivolge a uno specialista: un dottore, un meccanico, un idraulico appunto. La mia specialità attira uomini soli, oppure annoiati, oppure incastrati in un matrimonio sbagliato, oppure bloccati da handicap fisici o psicologici. Il mio compito è rassicurarli e farli sentire perfettamente normali. Bisogna masturbare innanzitutto il loro ego».
Il vero organo sessuale, dice riprendendo un vecchio concetto, non è sotto la pancia ma nella testa. «Se i miei clienti avessero voluto solo sesso, con quello che chiedevo per un weekend avrebbero potuto affittare un intero bordello del Nevada». Fra le richieste più strane quella di un generoso cliente che per anni, una volta a settimana, l'ha costretta a vedere insieme a lui pellicole sulla Seconda guerra mondiale.
Ora è in trattative per fare un film dal suo libro e dalla sua vita. Se dovesse scegliere l'attrice, sarebbe una Susan Sarandon un po' più giovane. «Sharon Stone no, perché è bella, ma non so se è poi così intelligente come vuole far credere». Quando ha visto "Pretty woman" voleva mandare una lettera di protesta a nome della categoria: «Julia Roberts viene pagata appena 3 mila dollari. Lui sarà pure Richard Gere, ma qui si parla di lavoro, mica di piacere».
Dagospia 23 Marzo 2007