AIR FRANCE ASPETTA LA CHIAMATA SU ALITALIA - MAZZOTTA (BPM): OLTRE A RENDITE FINANZIARIE, ABBASSARE QUELLE DEGLI IMMOBILI - MOODY'S ALZA RATING FIAT - WSJ: DOPO CROLLO APPETIBILI TITOLI ASSICURATIVI - HARVARD NON TEME LA CRISI.

1 - AIR FRANCE SU ALITALIA: SE BALDASSARE CI CHIAMERA' LO ASCOLTEREMO.
(Agi) - Air France-Klm resta pronta ad ascoltare le proposte che arriveranno dall'Italia sul dossier della compagnia aerea Alitalia. Lo ha ribadito una portavoce del gruppo francese. "Ribadiamo la posizione espressa il 9 agosto da direttore generale esecutivo Pierre-Henri Gourgeon - ha affermato all'AGI la portavoce - stiamo monitorando la situazione e se qualcuno dall'Italia ci chiamera' per il dossier siamo pronti ad ascoltarlo". In un'intervista alla stampa il giurista Antonio Baldassarre, consulente legale di una possibile cordata in itinere pronta a rilevare il controllo di Alitalia, ha affermato di essere autosufficiente ma anche aperto ad alleanze con possibili con compagnie straniere.

2 - BALDASSARRE: NESSUN INCONTRO CON VALORI E GAROFANO.
(Agi) - "Fantasia totale". Cosi' Antonio Baldassarre ha smentito la notizia riportata da un quotidiano secondo cui oggi sarebbe in programma un vertice con Giancarlo Elia Valori e Giuseppe Garofano, soggetti interessati all'acquisizione di Alitalia attraverso la finanziaria Sviluppo Mediterraneo. "Tra l'altro - ha proseguito Baldassarre - una delle due persone non fa parte" degli investitori interessati alla compagnia di bandiera. Sempre oggi, secondo indiscrezioni di stampa, Giuseppe Garofano, vice presidente di Alerion, avrebbe dichiarato di non essere interessato a Alitalia.

3 - MAZZOTTA: DOPO RENDITE FINANZIARIE, ATTENDIAMO ABBASSAMENTO RENDITE IMMOBILI.
(Agi) - L'allineamento delle rendite era nel programma del Governo: ora bisogna vedere se dopo aver innalzato il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie, ci sara' l'abbassamento delle rendite immobiliari e se tutte le rendite immobiliari saranno tassate al 20%. E' quanto si chiede il presidente della Banca Popolare di Milano, Roberto Mazzotta, che conversando con i giornalisti durante il meeting di Rimini non ha espresso alcun giudizio sull'opportunita' di annunciare il provvedimento, in un momento come l'attuale, e vede i mercati finanziari in crisi per i problemi dei mutui statunitensi.

4 - STEFANINI (UNIPOL): NESSUN CONTATTO CON BPM.
(Agi) - Unipol non ha avuto alcun contatto con la Bpm e sta ancora valutando come utilizzare i circa due miliardi di risorse precedentemente destinate all'acquisizione della Bnl. Lo ha reso noto il presidente dell'Unipol, Pierluigi Stefanini, che incontrando i giornalisti durante il Meeting di Rimini ha annunciato una verifica entro l'anno. "C'e' un lavoro in corso per trovare - ha detto Stefanini - le soluzioni ottimali nell'interesse del gruppo e degli azionisti. E' presto - ha aggiunto - per trarre conclusioni: non ci sono valutazioni definitive".

Nello smentire qualsiasi colloquio con la Banca Popolare di Milano, Stefanini ha affermato che l'Unipol si muove in 'un'ottica molto aperta che non esclude alcuna soluzione'. Comunque, ha detto ancora, 'entro il 2007 si fara' una verifica su come procedere'. Riguardo all'andamento dell'ese cizio 2007, Stefanini ha annunciato che le cose vanno bene sul versante bancario come su quello assicurativo. 'Sta andando bene sia come quote di mercato sia come clienti in tutti e due i settori'. In tema di 'subprime', il banchiere sembra tranquillo. 'Stiamo ancora valutando - ha detto - ma posso anticipare che non ci sono particolari esposizioni: siamo tranquilli'.

5 - FIAT: MOODY'S ALZA RATING A BA1 DA BA2, LASCIA OUTLOOK POSITIVO.
(Agi) - Moody's ha alzato il rating a lungo termine di Fiat da Ba2 a Ba1 lasciando l'outlook positivo. Il rating sul breve termine resta invariato. "Fiat - ha sottolineato il vice presidente e capo analista di Moody's, Falk Frey - sta continuando sulla via del successo verso una ripresa sostenibile del suo profilo finanziario nella prima meta' dell'anno, principalmente guidata da ulteriori progressi operativi in Fiat Group Automobiles ma anche dai maggiori contributi da tutte le attivita' industriali, in particolare Iveco e Cnh".

6 - BCE, FRANCIA AUSPICA TAGLIO TASSI INTERESSE: AIUTEREBBE MERCATI.
(Apcom) - La Francia torna a chiedere politiche monetarie più espansive, auspicando un taglio dei tassi di interesse nell'area dell'euro, proprio nel giorno in cui, invece, la Bce chiarisce di essere orientata nella direzione opposta. Nel corso di un'intervista alla Bbc, il ministro dell'economia francese Christine Lagarde ha affermato che un taglio del costo del danaro potrebbe "sicuramente aiutare le imprese e i mercati in questa fase". La Lagarde ha diplomaticamente sottolineato che la questione attiene "alla responsabilità dei dirigenti della Bce" e poi proseguito osservando che "non è una decisione facile, e sono sicura che la Bce la prenderà in considerazione con molte precauzioni".

Sempre oggi l'Eurotower ha invece chiarito che la sua linea di politica monetaria è quella illustrata dal presidente, Jean-Claude Trichet, lo scorso 2 agosto. In quell'occasione aveva pronunciato il termine "forte vigilanza" riferito ai rischi a carico dell'inflazione, una formula che gli analisti considerano un segnale di una aumento sul costo del danaro in arrivo a brevissima scadenza: il mese successivo. Trichet aveva anche insistito sul fatto che la Bce non si chiude in decisione precostituite.
Le precisazioni di oggi appaiono quindi come un segnale che non esclude una stretta a settembre, dopo questa ipotesi era circondata da incerteza a seguito delle recenti turbolenze dei mercati. Negli scambi successivi alla comunicazione da parte della Bce, l'euro ha mostrato un evidente aprezzamento sul dollaro, riportandosi sopra quota 1,35.

7 - «ON SALE» ANCHE IL MITICO EMPIRE.
S.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Entro poco tempo il cartello "vendesi" comparirà anche sull'Empire State Building.Mentre infuria nel Paese la crisi subprime e tutto il mercato immobiliare negli Stati Uniti trema, il grattacielo per eccellenza, simbolo di New York e dell'America, sarà ceduto a un nuovo proprietario. La possibile messa in vendita del grattacielo è una conseguenza della morte di Leona Helmsley. La milionaria americana, deceduta due giorni fa a 87 anni, ha lasciato infatti l'intero suo patrimonio a una fondazione. E tra i beni della defunta ex «regina» degli alberghi ci sono anche gli 86 piani, costruiti negli anni 30 dopo il crollo di Wall Street, che fanno dell'Empire il più alto edificio della città di New York.



La fondazione, o gli esecutori testamentari, probabilmente opteranno per mettere sul mercato l'immobile. E anche se la vendita non è direttamente correlata con il terremoto delle Borse, la notizia ha un forte sapore simbolico in un momento di estrema difficoltà dei mercati finanziari e del settore immobiliare. Non sarà affatto simbolica, invece, la transazione perché la cessione testerà la tenuta del mercato commerciale e fisserà per il futuro il valore degli immobili destinati a uffici.

8 - I MAGHI DI HARVARD NON TEMONO LA CRISI.
B.Ce. per "Il Sole 24 Ore"
- La crisi dei mutui che si sta ripercuotendo negativamente sui mercati finanziari non sembra, almeno per ora, toccare gli investimenti e preoccupare gli esperti della Harvard University. Il famosoe prestigioso ateneo del Massachusetts, fucina di banchieri e supermanager, nell'anno fiscale terminato in giugno ha visto i propri fondi guadagnare complessivamente il 23% per sfiorare il valore record di 35 miliardi di dollari. Queste performance hanno portato il valore totale degli asset dell'università (calcolando quindi anche voci quali fondi pensione e fiduciari) a quota 41 miliardi di dollari, in rialzo rispetto ai 33,7 miliardi dell'anno precedente.

E questo nonostante la perdita di 350 milioni di dollari accusata dall'hedge fund Sowood Capital Management, travolto dalle difficoltà che stanno coinvolgendo il settore dei mutui subprime. A trainare i risultati globali dei fondi dell'ateneo situato alle porte di Boston sono stati gli investimenti effettuati nei settori real estate, mercati emergenti, private equity. Sono state quindi premiate le strategie studiate e messe a punto dagli esperti dell'università: i fondi di Harvard (come del resto quelli delle altre università i cui rendimenti negli Usa risultano mediamente più appetibili dei fondi pensione e dei titoli di Stato) dal 1996 al 2006 hanno reso in media il 15,2% annuo a fronte di un ritorno medio degli investimenti dell'8,9 per cento. Complimenti.

9 - WSJ: DOPO CROLLO, APPETIBILI MOLTI TITOLI ASSICURATIVI.
(Apcom)
- Hanno bruciato gran parte del loro valore, accusando i ripetuti crolli di Wall Street e pagando cara l'esposizione delle relative società al mercato dei mutui "subprime", mutui erogati a clienti con basso merito creditizio e caratterizzati pertanto da elevati tassi di rendimento e di rischio. Ma proprio questi cali ripetuti li hanno resi appetibili. Si tratta di alcuni titoli assicurativi che, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, presentano ora un valore che per gli analisti è decisamente appetibile.I nomi? Genworth Financial, Allstate, Hartford Financial Services, Chubb e ACE. E' vero infatti che queste società hanno business rischiosi, avendo investito il proprio portafoglio in titoli legati all'attività dei mutui.

E' altrettanto vero, però, che soprattutto nel caso di Genworth - che è in flessione del 20% dal massimo testato nel 2007 - le quotazioni, come spiega anche Andrew Kligerman, analista del comparto assicurativo presso UBS, sono "davvero molto convenienti". Tanto che l'esperto ha recentemente rivisto al rialzo il rating a "buy".
E comunque, l'elemento a favore di questi titoli, è che alcuni di essi fanno capo a società che vengono anche polizze assicurative a coloro che desiderano tutelarsi dal rischio del mancato ripagamento del mutuo da parte del cliente. Molti scommettono dunque che, considerati i tempi, il servizio che offrono sarà molto richiesto.

10 - UTILE TOLL BROTHERS CROLLA NEL TERZO TRIMESTRE.
(Agi/Reuters)
- Toll Brothers, costruttore Usa di abitazioni di lusso, ha chiuso il terzo trimestre con l'utile netto in calo dell'85% a 26,5 milioni di dollari (16 centesimi ad azione) dai 174,6 milioni (1,07 dollari ad azione) registrati l'anno precedente. L'amministratore delegato, Robert Toll, ha espresso preoccupazione per la situazione nel mercato ipotecario e ha sottolineato che le disdette hanno raggiunto il loro massimo livello da oltre venti anni.

11 - I CONTI BOOM DI LINDT E IL CIOCCOLATO AMARO.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Brutte notizie per le tasche degli amanti del cioccolato. Ieri infatti Lindt & Spruengli, il colosso svizzero del settore, ha annunciato un'imminente revisione al rialzo dei prezzi dei propri prodotti - come peraltro già deciso da altri big del settore - a causa dei rincari delle materie prime e, in particolare, del cacao. Una decisione presa nonostante il gruppo elvetico sia riuscito a chiudere il primo semestre con utili ben oltre le attese: 23 milioni di franchi (oltre 19 milioni di euro), contro i 9,9 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. Il fatturato è cresciuto del 13,5 a 1,138 miliardi di franchi, pari a circa 676 milioni di euro.

«Considerati i massicci rincari delle materie prime degli ultimi mesi - afferma la società con una nota - in particolare sui prezzi del cacao, degli aggiustamenti dei prezzi dei prodotti diventano sempre più probabili». In ogni caso il gruppo conta che i consumatori accetteranno gli aumenti «grazie alla esclusiva posizione di leadership di Lindt sui segmenti di maggior qualità» dei cioccolati. I risultati sono stati accolti potitivamente alla Borsa di Zurigo dove il titolo del colosso svizzero sono saliti di quasi il 2 per cento. Chissà invece se la decisione di alzare i prezzi di vendita dei prodotti al cioccolato sarà accolta altrettanto bene dai golosi di tutto il mondo.


Dagospia 22 Agosto 2007