CONFESSIONI DI UNA LIBERA SCOPATRICE - VANESSA DEL RIO, LA PORNOSTAR PIÙ AMATA DAI TASSISTI AMERICANI, STA PER RICEVERE LA DEFINITIVA CONSACRAZIONE CON UN LIBRO DAL TITOLO MEMORABILE: "CINQUANT'ANNI DI COMPORTAMENTO LIEVEMENTE DA PUTTANA".
Marco Giovannini per "Panorama"
Foto dal sito ufficiale di Vanessa Del Rio
Sta parlando dei suoi proverbiali raptus sessuali. Di quando, al ritorno dal set di un film porno in cui aveva messo in pratica mezzo Kamasutra, le ritornava all'improvviso quella particolare urgenza. «Quanti tassisti ho fatto felici. e quanti fattorini, consegnandomi la cena a casa, hanno ricevuto molto più della mancia». Come nei tempi perfetti di un film, nello stesso momento in cui pronuncia queste parole il campanello di casa annuncia il garzone di una pizzeria newyorkese con la margherita appena ordinata.
«Peccato ragazzo, sei in ritardo di vent'anni» gli fa l'occhiolino Vanessa Del Rio. Una che fin dai suoi tempi d'oro di pornostar la bocca l'ha usata anche per dire battute piene di doppi sensi alla Mae West. Un altro esempio? Quando l'incauto cronista le domanda se vuole aspettare di aver mangiato la pizza per continuare l'intervista, si fa una bella risata: «E perché mai? Ho sempre saputo parlare con la bocca piena».
Vanessa ha 55 anni, si è ritirata dal porno nel 1986 dopo aver girato 120 film e sta per ricevere la definitiva consacrazione: un monumento di carta preziosa, firmato Taschen, colto, elegante e modaiolo editore internazionale. La sua celebrazione di prima star etnica del porno (ha ascendenze cubane e portoricane) è un libro foderato di leopardo di oltre 300 pagine, accompagnato da un dvd di due ore e mezzo. Edizione limitata in 1.500 copie numerate e firmate, con una litografia disegnata apposta da Robert Crumb. In più, come nel film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, in una delle copie un fortunato lettore scoprirà un biglietto d'oro valido per una serata con Vanessa.
Il titolo del libro l'ha coniato da sola: "50 years of slightly slutty behavior", ossia, più o meno, «Cinquant'anni di comportamento lievemente da puttana», usando la stessa autoironia di cui sopra. Ma il contenuto l'ha selezionato Dian Hanson, direttrice del copioso settore erotico Taschen, che ha anche mobilitato artisti famosi (i fotografi Helmut Newton, David La-Chapelle, Terry Richardson e il disegnatore italiano Franco Saudelli).
«Ci ho lavorato sei anni» ha detto Dian a Panorama «è la storia di una donna dalla carica erotica feroce che, a differenza di tante sue colleghe, ha fatto l'attrice porno non per amore dei soldi, ma per amore del sesso. Un modello positivo ed eversivo per la società, come sempre quando una donna rivendica la propria libera sessualità». Vanessa Del Rio, che ama Sophia Loren, ha parlato a "Panorama" della sua vita e delle sue opere, improvvisamente considerate artistiche.
Sorpresa? Eccitata. Non sono mai stata una piagnona, nemmeno nei momenti più difficili. Ho avuto una vita selvaggia, ma l'ho voluta io, ed è stata una lunga, continua avventura.
Che cosa ha pensato quando ha compiuto 55 anni? Ogni compleanno mi sento più libera. Sulla schiena avevo un piccolo tatuaggio di un leopardo che ho fatto rifare più grosso. E poi sul braccio destro mi sto facendo tatuare decine di pinup di Bill Ward, il mio disegnatore preferito. Tanto, alla mia età non mi chiameranno più per apparire nuda nel paginone di "Playboy". Insomma, è passato il tempo dei rimpianti. Quando avevo vent'anni, non mi sarei fatta fare tatuaggi così vistosi. Avrei pensato: e se poi un giorno divento vicepresidente degli Stati Uniti, come li giustifico?
Se non fosse diventata una pornostar cosa avrebbe fatto? Forse la poliziotta. Mi piaceva la divisa. Oppure la suora, che manna per i preti. Lo sa che ho avuto una rigidissima educazione cattolica?
Circola una storia su lei e un tassista... Tornando a casa dal set lo invitai a entrare in casa, barattando la tariffa in cambio di un po' di affetto. Era così carino.
Veramente leggenda vuole che lei propose di raddoppiare la tariffa del tassametro se lui avesse pagato la stanza del motel. Ah, quella era un'altra volta. Un altro tassista. È una categoria così a portata di mano.
Lei si considerava una brava attrice? Oddio, nella parte finale della mia carriera ho potuto fare anche un po' di commedie, quindi un po' ho recitato. Ma prima, a vent'anni, come potevo? Davano sempre buona la prima sequenza girata.
Allora perché è diventata così famosa? Ero una libera pensatrice, oltre che libera scopatrice. Erano gli anni Settanta, mi lasciavo andare, seguivo il flusso. Conservavo però quel minimo di coscienza per ricordare la posizione per la macchina da presa, senza bisogno che me lo dicesse il regista. Non mi dovevano mai spiegare cosa fare, mi dicevano solo: «Pronta?».
Che tipo è l'editore Benedikt Taschen? Gentile, quieto, un artista, come i fotografi e i pittori a cui dedica libri. Ci capiamo al volo. Abbiamo lo stesso cane, un bouledogue francese: la sua si chiama Susy, la mia Matilda. Nell'Ottocento era popolare fra pittori e prostitute.
Perché non si è mai sposata? A che serve? Formalità, contratti. Comunque nessuno me l'ha mai chiesto. Gli uomini hanno soggezione di una donna sessualmente libera. Moglie, mamma, figlia e sorella sono sacre. Per il resto ci sono le amanti. È l'unica maniera che gli uomini conoscono per venire a patti con quella dose di puttana che è presente in tutte le donne.
Orge, donne, nani: nei film le ha provate tutte. Qual è stata la cosa estrema che ha fatto? Le cose estreme le facevo fuori dal set. Come quella volta che rimorchiai una famiglia di cinque zingari in una discoteca. Come andò a finire? Legga il libro.
Se girassero un film sulla sua vita chi vorrebbe nel suo ruolo? Rosario Dawson. Sono sicura che mi conosce: quella mossa che fa in "Sin City", roteare lentamente la lingua sulle labbra, è talmente mia che Taschen l'ha voluta, tridimensionale e in movimento, anche sulla copertina del libro.
Dagospia 10 Ottobre 2007
Foto dal sito ufficiale di Vanessa Del Rio
Sta parlando dei suoi proverbiali raptus sessuali. Di quando, al ritorno dal set di un film porno in cui aveva messo in pratica mezzo Kamasutra, le ritornava all'improvviso quella particolare urgenza. «Quanti tassisti ho fatto felici. e quanti fattorini, consegnandomi la cena a casa, hanno ricevuto molto più della mancia». Come nei tempi perfetti di un film, nello stesso momento in cui pronuncia queste parole il campanello di casa annuncia il garzone di una pizzeria newyorkese con la margherita appena ordinata.
«Peccato ragazzo, sei in ritardo di vent'anni» gli fa l'occhiolino Vanessa Del Rio. Una che fin dai suoi tempi d'oro di pornostar la bocca l'ha usata anche per dire battute piene di doppi sensi alla Mae West. Un altro esempio? Quando l'incauto cronista le domanda se vuole aspettare di aver mangiato la pizza per continuare l'intervista, si fa una bella risata: «E perché mai? Ho sempre saputo parlare con la bocca piena».
Vanessa ha 55 anni, si è ritirata dal porno nel 1986 dopo aver girato 120 film e sta per ricevere la definitiva consacrazione: un monumento di carta preziosa, firmato Taschen, colto, elegante e modaiolo editore internazionale. La sua celebrazione di prima star etnica del porno (ha ascendenze cubane e portoricane) è un libro foderato di leopardo di oltre 300 pagine, accompagnato da un dvd di due ore e mezzo. Edizione limitata in 1.500 copie numerate e firmate, con una litografia disegnata apposta da Robert Crumb. In più, come nel film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, in una delle copie un fortunato lettore scoprirà un biglietto d'oro valido per una serata con Vanessa.
Il titolo del libro l'ha coniato da sola: "50 years of slightly slutty behavior", ossia, più o meno, «Cinquant'anni di comportamento lievemente da puttana», usando la stessa autoironia di cui sopra. Ma il contenuto l'ha selezionato Dian Hanson, direttrice del copioso settore erotico Taschen, che ha anche mobilitato artisti famosi (i fotografi Helmut Newton, David La-Chapelle, Terry Richardson e il disegnatore italiano Franco Saudelli).
«Ci ho lavorato sei anni» ha detto Dian a Panorama «è la storia di una donna dalla carica erotica feroce che, a differenza di tante sue colleghe, ha fatto l'attrice porno non per amore dei soldi, ma per amore del sesso. Un modello positivo ed eversivo per la società, come sempre quando una donna rivendica la propria libera sessualità». Vanessa Del Rio, che ama Sophia Loren, ha parlato a "Panorama" della sua vita e delle sue opere, improvvisamente considerate artistiche.
Sorpresa? Eccitata. Non sono mai stata una piagnona, nemmeno nei momenti più difficili. Ho avuto una vita selvaggia, ma l'ho voluta io, ed è stata una lunga, continua avventura.
Che cosa ha pensato quando ha compiuto 55 anni? Ogni compleanno mi sento più libera. Sulla schiena avevo un piccolo tatuaggio di un leopardo che ho fatto rifare più grosso. E poi sul braccio destro mi sto facendo tatuare decine di pinup di Bill Ward, il mio disegnatore preferito. Tanto, alla mia età non mi chiameranno più per apparire nuda nel paginone di "Playboy". Insomma, è passato il tempo dei rimpianti. Quando avevo vent'anni, non mi sarei fatta fare tatuaggi così vistosi. Avrei pensato: e se poi un giorno divento vicepresidente degli Stati Uniti, come li giustifico?
Se non fosse diventata una pornostar cosa avrebbe fatto? Forse la poliziotta. Mi piaceva la divisa. Oppure la suora, che manna per i preti. Lo sa che ho avuto una rigidissima educazione cattolica?
Circola una storia su lei e un tassista... Tornando a casa dal set lo invitai a entrare in casa, barattando la tariffa in cambio di un po' di affetto. Era così carino.
Veramente leggenda vuole che lei propose di raddoppiare la tariffa del tassametro se lui avesse pagato la stanza del motel. Ah, quella era un'altra volta. Un altro tassista. È una categoria così a portata di mano.
Lei si considerava una brava attrice? Oddio, nella parte finale della mia carriera ho potuto fare anche un po' di commedie, quindi un po' ho recitato. Ma prima, a vent'anni, come potevo? Davano sempre buona la prima sequenza girata.
Allora perché è diventata così famosa? Ero una libera pensatrice, oltre che libera scopatrice. Erano gli anni Settanta, mi lasciavo andare, seguivo il flusso. Conservavo però quel minimo di coscienza per ricordare la posizione per la macchina da presa, senza bisogno che me lo dicesse il regista. Non mi dovevano mai spiegare cosa fare, mi dicevano solo: «Pronta?».
Che tipo è l'editore Benedikt Taschen? Gentile, quieto, un artista, come i fotografi e i pittori a cui dedica libri. Ci capiamo al volo. Abbiamo lo stesso cane, un bouledogue francese: la sua si chiama Susy, la mia Matilda. Nell'Ottocento era popolare fra pittori e prostitute.
Perché non si è mai sposata? A che serve? Formalità, contratti. Comunque nessuno me l'ha mai chiesto. Gli uomini hanno soggezione di una donna sessualmente libera. Moglie, mamma, figlia e sorella sono sacre. Per il resto ci sono le amanti. È l'unica maniera che gli uomini conoscono per venire a patti con quella dose di puttana che è presente in tutte le donne.
Orge, donne, nani: nei film le ha provate tutte. Qual è stata la cosa estrema che ha fatto? Le cose estreme le facevo fuori dal set. Come quella volta che rimorchiai una famiglia di cinque zingari in una discoteca. Come andò a finire? Legga il libro.
Se girassero un film sulla sua vita chi vorrebbe nel suo ruolo? Rosario Dawson. Sono sicura che mi conosce: quella mossa che fa in "Sin City", roteare lentamente la lingua sulle labbra, è talmente mia che Taschen l'ha voluta, tridimensionale e in movimento, anche sulla copertina del libro.
Dagospia 10 Ottobre 2007