UN COMPLOTTONE VS PRODI E MASTELLA? - LOMBARDI VA GIU' PESANTE: "NON SO COSA CI SIA DIETRO E CHI TIRI LE FILA. NON SO CHI DIRIGE GENCHI E CHI ISPIRI DE MAGISTRIS" - "HA AGITO IN MALAFEDE: NON PUÒ INDAGARE SU MASTELLA"- NUOVE PERQUISIZIONI.

1 - LOMBARDI: SU MASTELLA DE MAGISTRIS HA AGITO IN MALAFEDE.
(Apcom) - Il pm Luigi De Magistris "su Mastella ha agito in malafede", perchè lo ha iscritto nel registro degli indagati "sapendo di non avere competenza". Contesta comportamenti "in atto", quelle carte il magistrato avrebbe dovuto spedirle subito al Tribunale dei ministri. Il procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi, mette da parte il riserbo che si era imposto e, in una lunga intervista al quotidiano 'Calabria Ora', parla dell'inchiesta più famosa d'Italia, la 'Why Not', e del suo ormai ex titolare.

"Non so cosa - premette il capo della Procura calabrese - ci sia dietro e chi tiri le fila. Non so chi dirige Genchi e chi ispiri De Magistris. Fino alla vicenda del ministro Mastella pensavo che forse era affetto da sindrome di accerchiamento, che forse sbagliava in buona fede. Dopo ho capito che non può essere ignoranza delle norme o ansia da prestazione. E' ben altro".

De Magistris, secondo Lombardi, "non può indagare su Mastella, non può farlo nel momento in cui ipotizza la sua appartenenza a logge occulte ed un suo piano per intercettare e sottrarre beni comunitari, indicando espressamente che tale supposta condotta criminale non è riferita al passato ma, addirittura, è 'in atto'. Nell'iscrivere il ministro della Giustizia al registro degli indagati, De Magistris non si limita ad indicare una gravissima ipotesi, quale quella di appartenenza a logge segrete, ma annota che tale condotta è tutt'oggi in atto". Quindi, ha "l'obbligo di trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri: non facendolo viola la legge".

Una violazione che mette in secondo piano, sostiene ancora il capo della Procura di Catanzaro, anche il resto: "L'aver deciso di contestare condotte così gravi al ministro solo dopo aver ingaggiato con lui una violenta polemica". Così facendo, è il sospetto di Lombardi, il pm "ha voluto provocare l'avocazione" dell'inchiesta 'Why Not': "E' un modo per uscirne da eroe senza vedersi smascherato nel bluff". E' De Magistris a provocare sempre questi provvedimenti, così "si libera di ingombranti fardelli".

Lombardi è un fiume in piena. E le accuse a De Magistris sono tutte pesanti. Il suo metodo investigativo, sostiene ancora il capo della Procura, è "basato sulla insinuazione e sulla calunnia". "Io capisco che fino ad una certa dose la cultura del sospetto possa esserci in un pubblico ministero, ma non può condizionarne l'opera, altrimenti non si fa un'indagine ma si opera spionaggio e questo è vietato dalla legge", sostiene. E pesante è il giudizio del capo della Procura calabrese sul perito Gioacchino Genchi: "Non è un perito - dice Lombardi - svolge indagini abusive e scrive macroscopiche falsità. E' proprio Genchi il personaggio inquietante di questa vicenda". Ci sono "troppi misteri intorno al suo lavoro", avverte ancora, sostenendo che si tratti di "indagini illecite".



De Magistris denuncia di essere isolato? "E' lui che ha intimidito e intimidisce tutti", sostiene Lombardi. "Vive con un complesso dell'accerchiamento, che ieri non c'era ma che oggi certamente lui stesso ha determinato. Nessuno vuole lavorare con lui e tutti stanno attentissimi a qualsiasi rapporto anche formale". Lombardi racconta anche di essere intervenuto più volte sulle fughe di notizie: "In tre mesi ho dovuto inoltrare a Salerno oltre 20, 26 mi pare, denunce per gravi violazioni del segreto istruttorio".

2 - PG CATANZARO: AVOCAZIONE ATTO NON DISCREZIONALE.
(Ansa)
- Non si e' trattato di un atto discrezionale e non si e' valutato alcun profilo di opportunita', applicando esclusivamente quanto previsto dal codice di procedura penale, nella decisione di avocare l'inchiesta Why Not di cui era titolare il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. E' quanto hanno riferito stamattina ambienti della Procura generale di Catanzaro.
Il provvedimento di avocazione, e' stato sottolineato ancora dagli stessi ambienti, e' stato adottato dal procuratore generale, Dolcino Favi, in quanto si era determinata un'incompatibilita' da parte del pm De Magistris in relazione alla richiesta di trasferimento cautelare d'ufficio fatta al Csn nei suoi confronti dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella. L'incompatibilita' si e' determinata nel momento in cui Mastella, dopo che aveva chiesto il trasferimento di De Magistris, e' stato iscritto nel registro degli indagati. A quel punto l'avocazione, riferiscono dalla Procura generale, e' diventato un atto dovuto e come tale e' stata decisa.

3 - "WHY NOT", EFFETTUATE NUOVE PERQUISIZIONI.
(Ansa)
- I carabinieri hanno eseguito stamattina alcune perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta Why Not su delega del procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, titolare dell'indagine dopo l'avocazione decisa venerdi' scorso. Le perquisizioni sono state eseguite a Roma ed in altre citta'. Un'attivita' investigativa sarebbe in corso anche nella Repubblica di San Marino, dove, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe finita parte dei finanziamenti di cui si sarebbero impossessate le persone coinvolte nell'inchiesta.
L'attivita' d'indagine, dunque, si fa rilevare in ambienti della Procura generale, non soltanto non si e' bloccata, ma ha registrato nuovo vigore, con l'attuazione di atti d'indagine gia' disposti dal pm Luigi De Magistris, ex titolare dell'inchiesta, e di nuovi accertamenti investigativi.

4 - CSM: IANNELLI NOMINATO NUOVO PROCURATORE GENERALE CATANZARO.
(Agi) - Enzo Iannelli e' il nuovo procuratore generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Lo ha deciso stamane il plenum del Csm all'unanimita'. Iannelli, fino ad oggi procuratore capo di Pisa, andra' cosi' a ricoprire l'incarico lasciato vacante da Domenico Pudia, andato in pensione. Il ruolo di procuratore generale, negli ultimi tempi era stato svolto dal facente funzioni Dolcino Favi, il magistrato che, la scorsa settimana, ha disposto l'avocazione dell'inchiesta 'Why not' al Pm, Luigi De Magistris.
Data la delicata situazione negli uffici di Catanzaro, la quinta Commissione di Palazzo dei Marescialli, nei giorni scorsi, aveva deciso di accelerare la pratica per la nomina del nuovo procuratore generale, approdata oggi con procedura d'urgenza in plenum, dopo il via libera firmato ieri dal guardasigilli Clemente Mastella.


Dagospia 25 Ottobre 2007