BORSA, FIAT-CRASH (-5%) - SALTA LA FUSIONE HOPA-PALLADIO - BILANCI JUVE: GRANDE STEVENS SOTTO INCHIESTA - IL FRATELLO DI SARKÒ CON CARLYLE - TELEFONICA BRINDA, TELECOM SOFFRE - INSIDER IN GUADAGNO A WALL STREET.
1 - FIAT: PEGGIORA IN BORSA (-5%).
(Adnkronos) - Peggiora in piazza Affari Fiat. Le azioni del Lingotto, partite negative dopo i dati sulle immatricolazioni a febbraio sul mercato italiano, cedono il 5% a 13,27 euro. Scambiati finora 35 mln di pezzi, contro una media di seduta di 59 mln.
2 - SALTA LA FUSIONE HOPA-PALLADIO.
Scrive Marigia Mangano sul "Sole 24 Ore" che "Di comunicati ufficiali non ne sono stati diramati. Ma a Brescia e Vicenza si ammette che la fusione Hopa-Palladio non si fa più. Con la naturale conseguenza che in Corso Zanardelli bisogna decidere cosa fare. E in fretta. Perché Telecom Italia, unico asset importante rimasto nel portafoglio scende sempre di più (è ai minimi di dieci anni); perché serve cassa per pagare le banche soprattutto in vista di un taglio della cedola del gruppo tlc; e, infine, perché la vecchia guardia bresciana di un tempo, compatta e unita in un patto di sindacato ad hoc, non c'è più.
Si litiga, e in pochi sanno davvero come stanno le cose. E chi allora, meglio del fondatore Emilio Gnutti, può tentare di far uscire la holding da questa empasse?
Già, perché proprio Gnutti, riferiscono alcune fonti, sarebbe stato particolarmente attento negli ultimi giorni agli sviluppi di Hopa. E molto presente. Al punto da " assicurare" ai suoi fedelissimi il proprio sostegno finanziario in presenza di un aumento di capitale sostanzioso che, a questo punto e salvo inversioni a U che significherebbero liquidare Hopa, sembra una via obbligata.
3 - LIECHTENSTEIN; BANCA LGT, UTILE SALE DEL 41% NEL 2007.
(Ansa) - La banca del Liechtenstein LGT, al centro dello scandalo fiscale con la Germania, ha registrato l'anno scorso un aumento dell'utile del 41% a 254,9 milioni di franchi svizzeri (oltre 160 milioni di euro). Per il futuro Lgt Group - afferma la banca in un comunicato pubblicato oggi a Zurigo e Vaduz - ritiene che lo scandalo fiscale e 'gli eventi legati al furto di dati' dovrebbero provocare un rallentamento, ma solo a breve termine.
Per il 2007 la banca ha realizzato 'risultati molto buoni', l'afflusso netto di nuovi capitali ammonta a 11 miliardi (contro i 7,5 miliardi dell'anno precedente), afferma il comunicato. La maggior parte della crescita - precisa - e' generata da mercati onshore, l'Asia e l'asset management.
Lgt Group, che appartiene alla famiglia del principe del Liechtenstein, 'si attende a breve termine un rallentamento della crescita a seguito dei fatti relativi al furto di dati del 2002 presso la LGT Treuhand e alla loro trasmissione illegale ad autorita' straniere', ma non prevede 'alcun impatto sostanziale sui risultati a medio termine'.
La Lgt e' nel mirino della Germania dopo che i servizi segreti tedeschi hanno pagato un ex dipendente per ottenere informazioni sugli averi in Liechtenstein di cittadini tedeschi.
4 - TELEFONICA BRINDA TELECOM SOFFRE.
Da "Il Sole 24 Ore" - Cesar Alierta, il potente presidente di Telefonica, si è detto «encantado» dei rapporti con Telecom Italia. Ma le cifre non sembrano giustificare tanta soddisfazione. Da quando gli spagnoli hanno stretto l'accordo per entrare nel capitale dell'operatore italiano, in compagnia con una cordata finanziaria nazionale, il titolo Telecom ha ceduto quasi il 30%, facendo lievitare il conto della minusvalenza a carico di Telefonica a oltre 1,6 miliardi. Dall'ottica iberica non pare essere sufficientemente consolatoria la prospettiva di sinergie per meno di 600 milioni in tre anni. E tuttavia il titolo Telefonica non ne ha risentito più di tanto. Dalla primavera è solo salito e anche il recente rintracciamento non ha annullato i guadagni, che da fine aprile si misurano ancora in quasi il14 per cento.Segno che l'opzione strategica ha un valore positivo per gli spagnoli che giustamente si dichiarano soddisfatti, ma evidentemente di riflesso negativo per Telecom, che per il momento ne fa le spese in Borsa.
5 - QUANDO IL RATING NON VA BENE A NESSUNO.
My. L. per "Il Sole 24 Ore" - Il dibattito sull'affidabilità delle agenzie di rating, quelle multinazionali che valutano le probabilità di default delle obbligazioni, ha raggiunto il paradosso. Se fino a ieri Moody's, Standard & Poor's e Fitch erano state messe in croce per aver assegnato voti troppo generosi alle obbligazioni legate ai mutui subprime, ora devono difendersi dall'accusa opposta. Lo Stato della California ha infatti puntato il dito sui tre "big" del rating, rei di avere assegnato voti troppo bassi alle obbligazioni emesse dagli Enti locali americani.
E, a giudicare dal coro di consensi che ha ottenuto, il suo parere è condiviso. Le agenzie sono dunque avvertite: devono essere più severe con i mutui subprime e contemporaneamente più generose con gli Stati americani. E forse domani qualcuno dirà loro di cambiare registro anche sui corporate bond. Oppure sui Paesi emergenti. A questo punto non sarebbe meglio dare a tutti un "BBB" politico e chiudere le polemiche?
6 - INSIDER IN GUADAGNO A WALL STREET.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Quando vendono usano la pala, quando acquistano preferiscono il cucchiaio. Ma sia in un caso sia nell'altro battono il mercato. Sono gli "insider" della corporate America, i manager che nell'ultima settimana di febbraio hanno operato a Wall Street sui titoli di società dell'indice Standard & Poor's 500. Il dato più clamoroso, in un mercato ribassista, riguarda gli acquisti: sulle prime 10 società in cui si sono registrati alti volumi di "insider buying", le negoziazioni di titoli hanno raggiunto i 40 milioni di euro e, a fronte di una flessione dell'indice S&P 500 dell'1,6%,il guadagno potenziale degli insider è stato di3,5 milioni di euro, l'8,7%. Anche togliendo dal campione il titolo Titan Machinery Inc, le cui azioni non sono state acquisite a prezzi di mercato, il bilancio rimane positivo per 530 mila euro, un +1,32 per cento.
7 - BOLLORÈ NON PAGA DAZIO SU MEDIOBANCA.
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - Bollorè non "rischia" più di pagare dazio alla controparte dell'equity swap sulla quota Mediobanca. Nel bilancio 2006 la Financiére de L'Odet denunciava infatti di«avere contratto con una primaria istituzione finanziaria un equity swap che permette in funzione del corso del titolo Mediobanca di ricevere fino al 2010 un montante fisso di 2,9 milioni all'anno.
In contropartita la Financiére de L'Odet si impegna verso la controparte a restituire il montante fisso in caso di cessione dei titoli a un corso superiore ai 13 euro e a versare il 30% della plusvalenza realizzata oltre i 13 euro ». La scommessa ora è a sfavore dell'innominata controparte, perchè le quotazioni di Mediobanca nel frattempo sono scese a 12,58 euro. Per rimediare c'è tempo fino al 31 dicembre 2009, quando scadrà il patto di Piazzetta Cuccia.
8 - IMMELT E LO STIPENDIO A GEOMETRIA VARIABILE.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Esci dal settore dei subprime e ti aumentiamo il compenso. Ma se le azioni della tua società non tengono il passo degli indici di Borsa, ti "tagliamo" il bonus. Lo stipendio dell'amministratore delegato di General Electric, Jeffrey Immelt, più o meno funziona così. Nel 2007 il capo della terza maggiore società del mondo ha avuto un aumento complessivo del 9,7%, raggiungendo la considerevole cifra di 16,9 milioni di dollari. Soprattutto per un motivo: a luglio ha venduto tutta la divisione che si occupava di mutui subprime, schivando la crisi dell'anno. Ma l'andamento del titolo General Electric in Borsa ha rovinato la sua festa: dato che l'assegnazione di azioni era in parte legata alla performance del colosso a Wall Street, il super-amministratore delegato si è dovuto accontentare della metà dei titoli inizialmente pattuiti.
Chissà se riuscirà a farsene una ragione.
9 - CARLYLE RECLUTA IL FRATELLO DI SARKOZY.
F. Fub. per il "Corriere della Sera" - Più che due nomi, suonano come due marchi del ventunesimo secolo. Carlyle e Sarkozy. Il primo ieri ha fatto sapere che ha assunto il secondo ma, prima di gridare allo scandalo, gli adepti delle teorie del complotto possono fermarsi un attimo a riflettere. Sarkozy (nome di battesimo: Olivier) in questo caso non è solo il fratello del più celebre Nicolas, ma un banchiere di lungo corso che ha fatto tutta la sua carriera (studi compresi) negli Stati Uniti.
E Carlyle, il fondo di private equity discusso in passato per aver reclutato George Bush padre e l'ex premier di Londra John Major, stavolta non cerca necessariamente un contatto politico. Perché Sarkozy (Olivier) è uno specialista di banche americane. E dopo i crolli di prezzo da «subprime » anche Carlyle sente odore di saldi imperdibili per un fondo-avvoltoio che si rispetti.
10 - BILANCI JUVENTUS - GRANDE STEVENS SOTTO INCHIESTA.
Da "Il Sole 24 Ore" - L'avvocato Franzo Grande Stevens è indagato dalla procura di Torino nell'inchiesta sui conti della vecchia gestione della Juventus. Il legale torinese è stato presidente della società bianconera (oggi, con il nuovo management, ne è presidente onorario).
Gli accertamenti dei magistrati si innestano su quelli legati alle cosiddette plusvalenze realizzate sulla compravendita dei giocatori, ma riguarderebbero soprattutto un episodio specifico: la cessione del 27% della società Campi di Vinovo al costruttore Girardi. La procura, secondo quanto si è appreso, per la vendita di Campi di Vinovo sta vagliando un'ipotesi di aggiotaggio informativo, e ha deciso di esaminare anche la condotta di tre civilisti legati a Grande Stevens. Si tratta, dunque, di un problema di comunicazione al mercato. Ma, a questo proposito, fonti vicine allo studio legale dell'avvocato precisano che la vendita risale al giugno del 2003, quando Grande Stevens non era nè presidente della Juventus nè faceva parte del consiglio di amministrazione.
11 - PROFUMO VINCE CON I VIDEO GIOCHI.
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, e questo vale anche per i video games violenti della Take Two. In attesa di conoscere come finirà l´offerta di Electronics Arts per la rivale americana, tra Boston e Milano c´è già qualcuno che sta festeggiando. E sì perché le gestioni di Pioneer, che fanno capo all´Unicredit di Alessandro Profumo, da tempo sono importanti azionisti del gruppo dei video giochi ora al centro della contesa.
Pioneer ha iniziato a scommettere su Take Two nell´agosto del 2006 quando il titolo valeva 10 dollari, accumulando progressivamente fino all´11% del capitale della società. Un pacchetto che alla luce dell´offerta di Electronic Arts vale ormai 215 milioni di dollari o 145 milioni di euro. In un momento in cui i fondi, Pioneer inclusa, sono subissati dai riscatti, una bella plusvalenza può ridare quello smalto alle performance tanto richiesto dai risparmiatori.
Dagospia 04 Marzo 2008
(Adnkronos) - Peggiora in piazza Affari Fiat. Le azioni del Lingotto, partite negative dopo i dati sulle immatricolazioni a febbraio sul mercato italiano, cedono il 5% a 13,27 euro. Scambiati finora 35 mln di pezzi, contro una media di seduta di 59 mln.
2 - SALTA LA FUSIONE HOPA-PALLADIO.
Scrive Marigia Mangano sul "Sole 24 Ore" che "Di comunicati ufficiali non ne sono stati diramati. Ma a Brescia e Vicenza si ammette che la fusione Hopa-Palladio non si fa più. Con la naturale conseguenza che in Corso Zanardelli bisogna decidere cosa fare. E in fretta. Perché Telecom Italia, unico asset importante rimasto nel portafoglio scende sempre di più (è ai minimi di dieci anni); perché serve cassa per pagare le banche soprattutto in vista di un taglio della cedola del gruppo tlc; e, infine, perché la vecchia guardia bresciana di un tempo, compatta e unita in un patto di sindacato ad hoc, non c'è più.
Si litiga, e in pochi sanno davvero come stanno le cose. E chi allora, meglio del fondatore Emilio Gnutti, può tentare di far uscire la holding da questa empasse?
Già, perché proprio Gnutti, riferiscono alcune fonti, sarebbe stato particolarmente attento negli ultimi giorni agli sviluppi di Hopa. E molto presente. Al punto da " assicurare" ai suoi fedelissimi il proprio sostegno finanziario in presenza di un aumento di capitale sostanzioso che, a questo punto e salvo inversioni a U che significherebbero liquidare Hopa, sembra una via obbligata.
3 - LIECHTENSTEIN; BANCA LGT, UTILE SALE DEL 41% NEL 2007.
(Ansa) - La banca del Liechtenstein LGT, al centro dello scandalo fiscale con la Germania, ha registrato l'anno scorso un aumento dell'utile del 41% a 254,9 milioni di franchi svizzeri (oltre 160 milioni di euro). Per il futuro Lgt Group - afferma la banca in un comunicato pubblicato oggi a Zurigo e Vaduz - ritiene che lo scandalo fiscale e 'gli eventi legati al furto di dati' dovrebbero provocare un rallentamento, ma solo a breve termine.
Per il 2007 la banca ha realizzato 'risultati molto buoni', l'afflusso netto di nuovi capitali ammonta a 11 miliardi (contro i 7,5 miliardi dell'anno precedente), afferma il comunicato. La maggior parte della crescita - precisa - e' generata da mercati onshore, l'Asia e l'asset management.
Lgt Group, che appartiene alla famiglia del principe del Liechtenstein, 'si attende a breve termine un rallentamento della crescita a seguito dei fatti relativi al furto di dati del 2002 presso la LGT Treuhand e alla loro trasmissione illegale ad autorita' straniere', ma non prevede 'alcun impatto sostanziale sui risultati a medio termine'.
La Lgt e' nel mirino della Germania dopo che i servizi segreti tedeschi hanno pagato un ex dipendente per ottenere informazioni sugli averi in Liechtenstein di cittadini tedeschi.
4 - TELEFONICA BRINDA TELECOM SOFFRE.
Da "Il Sole 24 Ore" - Cesar Alierta, il potente presidente di Telefonica, si è detto «encantado» dei rapporti con Telecom Italia. Ma le cifre non sembrano giustificare tanta soddisfazione. Da quando gli spagnoli hanno stretto l'accordo per entrare nel capitale dell'operatore italiano, in compagnia con una cordata finanziaria nazionale, il titolo Telecom ha ceduto quasi il 30%, facendo lievitare il conto della minusvalenza a carico di Telefonica a oltre 1,6 miliardi. Dall'ottica iberica non pare essere sufficientemente consolatoria la prospettiva di sinergie per meno di 600 milioni in tre anni. E tuttavia il titolo Telefonica non ne ha risentito più di tanto. Dalla primavera è solo salito e anche il recente rintracciamento non ha annullato i guadagni, che da fine aprile si misurano ancora in quasi il14 per cento.Segno che l'opzione strategica ha un valore positivo per gli spagnoli che giustamente si dichiarano soddisfatti, ma evidentemente di riflesso negativo per Telecom, che per il momento ne fa le spese in Borsa.
5 - QUANDO IL RATING NON VA BENE A NESSUNO.
My. L. per "Il Sole 24 Ore" - Il dibattito sull'affidabilità delle agenzie di rating, quelle multinazionali che valutano le probabilità di default delle obbligazioni, ha raggiunto il paradosso. Se fino a ieri Moody's, Standard & Poor's e Fitch erano state messe in croce per aver assegnato voti troppo generosi alle obbligazioni legate ai mutui subprime, ora devono difendersi dall'accusa opposta. Lo Stato della California ha infatti puntato il dito sui tre "big" del rating, rei di avere assegnato voti troppo bassi alle obbligazioni emesse dagli Enti locali americani.
E, a giudicare dal coro di consensi che ha ottenuto, il suo parere è condiviso. Le agenzie sono dunque avvertite: devono essere più severe con i mutui subprime e contemporaneamente più generose con gli Stati americani. E forse domani qualcuno dirà loro di cambiare registro anche sui corporate bond. Oppure sui Paesi emergenti. A questo punto non sarebbe meglio dare a tutti un "BBB" politico e chiudere le polemiche?
6 - INSIDER IN GUADAGNO A WALL STREET.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Quando vendono usano la pala, quando acquistano preferiscono il cucchiaio. Ma sia in un caso sia nell'altro battono il mercato. Sono gli "insider" della corporate America, i manager che nell'ultima settimana di febbraio hanno operato a Wall Street sui titoli di società dell'indice Standard & Poor's 500. Il dato più clamoroso, in un mercato ribassista, riguarda gli acquisti: sulle prime 10 società in cui si sono registrati alti volumi di "insider buying", le negoziazioni di titoli hanno raggiunto i 40 milioni di euro e, a fronte di una flessione dell'indice S&P 500 dell'1,6%,il guadagno potenziale degli insider è stato di3,5 milioni di euro, l'8,7%. Anche togliendo dal campione il titolo Titan Machinery Inc, le cui azioni non sono state acquisite a prezzi di mercato, il bilancio rimane positivo per 530 mila euro, un +1,32 per cento.
7 - BOLLORÈ NON PAGA DAZIO SU MEDIOBANCA.
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - Bollorè non "rischia" più di pagare dazio alla controparte dell'equity swap sulla quota Mediobanca. Nel bilancio 2006 la Financiére de L'Odet denunciava infatti di«avere contratto con una primaria istituzione finanziaria un equity swap che permette in funzione del corso del titolo Mediobanca di ricevere fino al 2010 un montante fisso di 2,9 milioni all'anno.
In contropartita la Financiére de L'Odet si impegna verso la controparte a restituire il montante fisso in caso di cessione dei titoli a un corso superiore ai 13 euro e a versare il 30% della plusvalenza realizzata oltre i 13 euro ». La scommessa ora è a sfavore dell'innominata controparte, perchè le quotazioni di Mediobanca nel frattempo sono scese a 12,58 euro. Per rimediare c'è tempo fino al 31 dicembre 2009, quando scadrà il patto di Piazzetta Cuccia.
8 - IMMELT E LO STIPENDIO A GEOMETRIA VARIABILE.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Esci dal settore dei subprime e ti aumentiamo il compenso. Ma se le azioni della tua società non tengono il passo degli indici di Borsa, ti "tagliamo" il bonus. Lo stipendio dell'amministratore delegato di General Electric, Jeffrey Immelt, più o meno funziona così. Nel 2007 il capo della terza maggiore società del mondo ha avuto un aumento complessivo del 9,7%, raggiungendo la considerevole cifra di 16,9 milioni di dollari. Soprattutto per un motivo: a luglio ha venduto tutta la divisione che si occupava di mutui subprime, schivando la crisi dell'anno. Ma l'andamento del titolo General Electric in Borsa ha rovinato la sua festa: dato che l'assegnazione di azioni era in parte legata alla performance del colosso a Wall Street, il super-amministratore delegato si è dovuto accontentare della metà dei titoli inizialmente pattuiti.
Chissà se riuscirà a farsene una ragione.
9 - CARLYLE RECLUTA IL FRATELLO DI SARKOZY.
F. Fub. per il "Corriere della Sera" - Più che due nomi, suonano come due marchi del ventunesimo secolo. Carlyle e Sarkozy. Il primo ieri ha fatto sapere che ha assunto il secondo ma, prima di gridare allo scandalo, gli adepti delle teorie del complotto possono fermarsi un attimo a riflettere. Sarkozy (nome di battesimo: Olivier) in questo caso non è solo il fratello del più celebre Nicolas, ma un banchiere di lungo corso che ha fatto tutta la sua carriera (studi compresi) negli Stati Uniti.
E Carlyle, il fondo di private equity discusso in passato per aver reclutato George Bush padre e l'ex premier di Londra John Major, stavolta non cerca necessariamente un contatto politico. Perché Sarkozy (Olivier) è uno specialista di banche americane. E dopo i crolli di prezzo da «subprime » anche Carlyle sente odore di saldi imperdibili per un fondo-avvoltoio che si rispetti.
10 - BILANCI JUVENTUS - GRANDE STEVENS SOTTO INCHIESTA.
Da "Il Sole 24 Ore" - L'avvocato Franzo Grande Stevens è indagato dalla procura di Torino nell'inchiesta sui conti della vecchia gestione della Juventus. Il legale torinese è stato presidente della società bianconera (oggi, con il nuovo management, ne è presidente onorario).
Gli accertamenti dei magistrati si innestano su quelli legati alle cosiddette plusvalenze realizzate sulla compravendita dei giocatori, ma riguarderebbero soprattutto un episodio specifico: la cessione del 27% della società Campi di Vinovo al costruttore Girardi. La procura, secondo quanto si è appreso, per la vendita di Campi di Vinovo sta vagliando un'ipotesi di aggiotaggio informativo, e ha deciso di esaminare anche la condotta di tre civilisti legati a Grande Stevens. Si tratta, dunque, di un problema di comunicazione al mercato. Ma, a questo proposito, fonti vicine allo studio legale dell'avvocato precisano che la vendita risale al giugno del 2003, quando Grande Stevens non era nè presidente della Juventus nè faceva parte del consiglio di amministrazione.
11 - PROFUMO VINCE CON I VIDEO GIOCHI.
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, e questo vale anche per i video games violenti della Take Two. In attesa di conoscere come finirà l´offerta di Electronics Arts per la rivale americana, tra Boston e Milano c´è già qualcuno che sta festeggiando. E sì perché le gestioni di Pioneer, che fanno capo all´Unicredit di Alessandro Profumo, da tempo sono importanti azionisti del gruppo dei video giochi ora al centro della contesa.
Pioneer ha iniziato a scommettere su Take Two nell´agosto del 2006 quando il titolo valeva 10 dollari, accumulando progressivamente fino all´11% del capitale della società. Un pacchetto che alla luce dell´offerta di Electronic Arts vale ormai 215 milioni di dollari o 145 milioni di euro. In un momento in cui i fondi, Pioneer inclusa, sono subissati dai riscatti, una bella plusvalenza può ridare quello smalto alle performance tanto richiesto dai risparmiatori.
Dagospia 04 Marzo 2008