DEMAGOGIA NEL PALLONE - SI CHIAMANO "DIRITTI TV" MICA "DOVERI TV" E IN EUROPA LO SPORT È SEMPRE PIÙ PAY - COLPI A SORPRESA DA SILVIO? IL CALCIO È IL NOSTRO PANE E AL CAV. PIACE SPESSO FARE IL FORNAIO.

Roberto Beccantini per La Stampa

Non è uno scandalo, anche se i ricordi di gioventù, quando «Tutto il calcio minuto per minuto» era la traduzione vocale di un'emozione, vorrebbero che proprio di scandalo si parlasse. Il calcio in chiaro è in terapia intensiva da anni. In un mondo che ha scelto il prezzo come valore, non poteva che finire così. Non escludo colpi a sorpresa, magari da Palazzo Chigi o giù di lì, visto che il calcio è il nostro pane e a Berlusconi piace, spesso, fare il fornaio.

Oggi Marco Polo lo battezzerebbero Marchio Polo, e sarebbe uno sponsor veneziano. Figuriamoci, dunque, i diritti tv. Si chiamassero «doveri tv», magari potremmo ragionarci sopra, ma criptato e digitale hanno fatto piazza pulita, in tutta Europa lo sport è sempre più a pagamento, e l'italiano, si sa, rimane molto sensibile alla direzione che prende il carro: salvo insorgere quando si accorge che, per vederlo passare, deve pagare il biglietto.



Certo, il fatto che a rimetterci sia sempre la Rai - lei, più di qualsiasi altra azienda - farà sorridere i malpensanti e sbadigliare i benpensanti. Il popolo dei senza pay tv si guarda attorno smarrito. I «novantesimi minuti» e i «Controcampi» del tardo pomeriggio gli permettevano di non sentirsi del tutto ignorato e ignorante.

Il chiaro a 61 milioni di euro, come Adriano Galliani da presidente di Lega e vicepresidente del Milan riuscì a «imporre» a Mediaset (e, dunque, a se stesso) costituisce l'ultima anomalia. Neppure la serie B, dal momento in cui venne mollata dalla Juventus, ha trovato una decente copertura. Vive di rare sintesi. Una soluzione salterà fuori, scommettiamo?, e «Tutto il calcio» verrà riattaccato al respiratore artificiale. Lo spirito dei tempi è questo. Il resto, demagogia. Un'epoca si è chiusa comunque: e non da ieri.


Dagospia 27 Agosto 2008