IL FESTIVAL DELL'INTRALLAZZO/2 - A SANREMO NON SI CANTA, SI INTERCETTA: LA SEGRETARIA DI GIANFRANCO FINI, EMILIO FEDE ("CE LA FACCIAMO A MANDARLO A SANREMO?")
Massimo Calandri per La Repubblica
Giornalisti prestigiosi, uomini politici e persino la segretaria della moglie di un leader nazionale. Tutti chiamavano Angelo Esposito, tutti avevano un "cantantino" da far vincere o almeno partecipare alle finali dell´Accademia della Canzone, il concorso canoro "taroccato" e regalato al pàtron da una commissione comunale, a sentire i magistrati, molto "compiacente". Adesso, quei colloqui registrati dalle microspie della procura e delle Fiamme Gialle del capitano Vincenzo Andreone, spuntano nei brogliacci delle intercettazioni.
La prima telefonata è di Giorgio Bornacin, senatore ligure di An e che ha un ufficio a Sanremo. Chiama l´utenza di Esposito e dice: "C´è la segretaria di Fini, la Rita Marino..., che avrebbe bisogno di parlare con te per una cosa che... una cosa che gli (sic) ha chiesto la Signora Fini. Io ti do il numero del partito, la chiami?". Qualche giorno dopo, allo stesso numero telefona proprio Rita Marino: "...C´è un ragazzo... eh... che vorrebbe partecipare a quell´Accademia della Canzone... eh... niente, io glielo volevo mandare!". Esposito risponde: "Lei lo sa come è il meccanismo?... Naturalmente avremo un occhio di riguardo... La selezione gliela faremo fare qui in Liguria... Così lo abbiamo noi sotto controllo... Come si chiama?". La donna replica: "Filippo Merola...". Passano ancora dei giorni e, il 16 novembre 2002, Esposito parla della vicenda con un suo interlocutore: "Io sto facendo un grosso favore al parlamentare... proprio richiesto dal ministro... Per ciò possiamo giocarci la carta di An senza l´intervento del Comune...".
Per quella stessa edizione dell´Accademia, si fa vivo anche Emilio Fede, direttore del Tg4, ma questa volta trova minor disponibilità. All´altro capo del telefono c´è Francesco Andreoli, il manager musicale bresciano anche lui arrestato con Esposito. Il giornalista incalza e parla di un certo Nicolas Gallo: "...Ce la facciamo a mandarlo a Sanremo?". E Andreoli: "Vediamo un attimino dottore... i posti sono soltanto quattro... difficilissimo... Non sono io che decido a Sanremo... Baudo decide". Ma Fede non molla: "Almeno tra gli otto (i finalisti dell´Accademia, n.d.r.) può andarci?... Mi deve dare una mano a farlo andare tra gli otto...". L´altro però prende tempo: "Io gliel´ho detto, dottore... Tutto quello che posso fare lo faccio volentieri...". Fede tenta l´ultimo appello: "Ci tengo moltissimo... almeno fra gli otto...".
Nel capo d´imputazione che accusa Esposito, gli inquirenti raccontano infine anche un episodio molto meno tranquillo di quelli testimoniati dalle intercettazioni. C´è una giovane cantante, siciliana, per la quale arrivano persino delle minacce telefoniche che nell´atto giudiziario sono definite come "presunte mafiose". Esposito fa una denuncia ai carabinieri e le chiamate finiscono. Ma poco dopo, le intercettazioni registrano un intervento più civile, ma sempre per la stessa ragazza: arrivano dall´entourage di un ex giudice ed ex ministro dei governi di pentapartito, adesso europarlamentare.
Dagospia.com 18 Giugno 2003
Giornalisti prestigiosi, uomini politici e persino la segretaria della moglie di un leader nazionale. Tutti chiamavano Angelo Esposito, tutti avevano un "cantantino" da far vincere o almeno partecipare alle finali dell´Accademia della Canzone, il concorso canoro "taroccato" e regalato al pàtron da una commissione comunale, a sentire i magistrati, molto "compiacente". Adesso, quei colloqui registrati dalle microspie della procura e delle Fiamme Gialle del capitano Vincenzo Andreone, spuntano nei brogliacci delle intercettazioni.
La prima telefonata è di Giorgio Bornacin, senatore ligure di An e che ha un ufficio a Sanremo. Chiama l´utenza di Esposito e dice: "C´è la segretaria di Fini, la Rita Marino..., che avrebbe bisogno di parlare con te per una cosa che... una cosa che gli (sic) ha chiesto la Signora Fini. Io ti do il numero del partito, la chiami?". Qualche giorno dopo, allo stesso numero telefona proprio Rita Marino: "...C´è un ragazzo... eh... che vorrebbe partecipare a quell´Accademia della Canzone... eh... niente, io glielo volevo mandare!". Esposito risponde: "Lei lo sa come è il meccanismo?... Naturalmente avremo un occhio di riguardo... La selezione gliela faremo fare qui in Liguria... Così lo abbiamo noi sotto controllo... Come si chiama?". La donna replica: "Filippo Merola...". Passano ancora dei giorni e, il 16 novembre 2002, Esposito parla della vicenda con un suo interlocutore: "Io sto facendo un grosso favore al parlamentare... proprio richiesto dal ministro... Per ciò possiamo giocarci la carta di An senza l´intervento del Comune...".
Per quella stessa edizione dell´Accademia, si fa vivo anche Emilio Fede, direttore del Tg4, ma questa volta trova minor disponibilità. All´altro capo del telefono c´è Francesco Andreoli, il manager musicale bresciano anche lui arrestato con Esposito. Il giornalista incalza e parla di un certo Nicolas Gallo: "...Ce la facciamo a mandarlo a Sanremo?". E Andreoli: "Vediamo un attimino dottore... i posti sono soltanto quattro... difficilissimo... Non sono io che decido a Sanremo... Baudo decide". Ma Fede non molla: "Almeno tra gli otto (i finalisti dell´Accademia, n.d.r.) può andarci?... Mi deve dare una mano a farlo andare tra gli otto...". L´altro però prende tempo: "Io gliel´ho detto, dottore... Tutto quello che posso fare lo faccio volentieri...". Fede tenta l´ultimo appello: "Ci tengo moltissimo... almeno fra gli otto...".
Nel capo d´imputazione che accusa Esposito, gli inquirenti raccontano infine anche un episodio molto meno tranquillo di quelli testimoniati dalle intercettazioni. C´è una giovane cantante, siciliana, per la quale arrivano persino delle minacce telefoniche che nell´atto giudiziario sono definite come "presunte mafiose". Esposito fa una denuncia ai carabinieri e le chiamate finiscono. Ma poco dopo, le intercettazioni registrano un intervento più civile, ma sempre per la stessa ragazza: arrivano dall´entourage di un ex giudice ed ex ministro dei governi di pentapartito, adesso europarlamentare.
Dagospia.com 18 Giugno 2003