"PAGINE UTILI". PER CHI? - E TRONCHETTI PAGA ALLA FININVEST DI BERLUSCONI UNA MAXI-PENALE DI 100 MILIARDI DI VECCHIE LIRE PER IL MANCATO ACQUISTO DELLE "PAGINE INUTILI".

Fabrizio Massaro per Libero


Pagare 55 milioni di euro per non comprare una società non capita a tutti, né tutti i giorni. Eppure è successo pochi giorni fa. Ed è stato un mancato affare con due protagonisti d'eccezione: la Telecom Italia di Marco Tronchetti Provera e le Pagine Italia del gruppo Fininvest, cioè Silvio Berlusconi.

Per avere rinunciato a rilevare le Pagine Utili - quelle guide che avrebbero dovuto fare concorrenza alle Pagine Gialle - Tronchetti s'è accordato con la società della Fininvest per versarle appunto la maxi-penale, pari a oltre cento miliardi di vecchie lire. Una somma enorme che - si fa notare nella semi-deserta piazza finanziaria milanese - guarda caso corrisponde al fatturato di un intero anno delle Pagine Utili (50 milioni circa nel 2002) ed è anche oltre un terzo dei 130 milioni in azioni Seat che Telecom avrebbe girato al Biscione per rilevare le guide.

L'accordo è passato quasi sotto silenzio, sepolto dalla mole di informazioni sulla importantissima vendita della Seat-Pagine Gialle, da parte di Tronchetti al consorzio Silver, per oltre tre miliardi di euro. Proprio quest'ultimo affare è alla base del tesoretto che il presidente di Pirelli ha dovuto riconoscere alla Fininvest. Tronchetti è noto per la sua oculatezza in campo finanziario, considerato anche come sta riducendo i 40 miliardi di debito della nuova Telecom. Come mai allora ha accettato di allargare così tanto i cordoni della borsa? E come ha fatto la Fininvest a strappare quella cifra? Vediamo.

Torniamo al settembre 2002: Seat-Pagine Gialle è controllata da Telecom. Tronchetti, per realizzare «sinergie», decide di acquistare le Pagine Utili dalla Fininvest. Per il Biscione, una boccata d'ossigeno, visto che gli elenchi hanno appena il 6% del mercato e perdono 29,5 milioni di euro (a fine 2001). Inoltre comprando la società - suggeriscono fonti vicine alla trattativa - Tronchetti la sottrae ad un eventuale concorrente straniero che avrebbe creato sicuri fastidi in Italia alle Pagine Gialle. Ma c'è il primo intoppo: l'Antitrust fa sapere che, così com'è, l'operazione non può essere approvata. Allora Fininvest e Telecom decidono di rivedere gli accordi.



Si perde tempo, si arriva fino a marzo. A quella data c'è il cambio di strategia: Tronchetti si concentra sul taglio dei debiti e trova l'occasione di cedere Seat a Silver. Il compratore chiede a Telecom la clausola di non concorrenza, che viene accettata. Questa condizione però mette fuori gioco la Fininvest, che si ritrova senza il tanto sperato acquirente delle Pagine Utili, che ormai da tempo non sono più strategiche.

Che si fa? Avvocati e sherpa dei due gruppi si ritrovano uno di fronte all'altro, la "parte lesa", cioè la Fininvest, mette le carte in tavola. Si lamenta di «evidenti contraccolpi negativi» (nota ufficiale del Biscione) derivanti dalla mancata vendita. Fonti vicine alla trattativa traducono così: Pagine Utili, piccolo ma unico concorrente delle Pagine Gialle, è rimasta per undici mesi nel limbo; la rete commerciale e i rapporti con i clienti non sono stati rinnovati; le sinergie con Pagine Gialle non ci sono state; senza investimenti la quota di mercato si è ridotta dal 6% al 4%. Inoltre, essendo le Pagine Utili "promesse" a Seat, gli altri eventuali compratori si sono defilati. Per questi motivi, alla fine l'accordo si trova sui 55 milioni: è praticamente il risarcimento per un anno di lavoro buttato a mare.

Tocca a Fininvest decidere il destino delle Pagine Utili, ora che se le è riprese. «Per ora ce le teniamo», è la linea ufficiale, «ma se si crea la possibilità di cederle non ci tireremo indietro». In prima fila tra gli interessati ci sarebbero la spagnola Telefonica e l'olandese Vnu. E non c'è neanche più motivo per chiudere baracca e burattini. I 55 milioni di soldi freschi in cassa hanno scongiurato, per ora, la messa in liquidazione. E il pareggio operativo è dietro l'angolo.

Dal canto suo, Telecom non ha avuto difficoltà ad onorare tale richiesta: la vendita a Silver è stata un affarone che consente di ridurre i debiti di 3,74 miliardi: in fondo, scucire 55 milioni non crea fastidi, considerato anche che - con ogni probabilità - il patto di non concorrenza sarà stato adeguatamente remunerato. Anche Silver ha avuto i suoi vantaggi: ha preso un colosso senza concorrenti.
Chi ci ha perso? Sicuramente i clienti. Che nonostante anni di liberalizzazione del mercato, non hanno ancora vere alternative alle vecchie Pagine Gialle, quando devono cercare un idraulico.


Dagospia.com 20 agosto 2003