gallia costamagna

ALL'ANIMA DEL RISPARMIO - GRANDI MANOVRE PER CREARE IL TERZO POLO ITALIANO DEL RISPARMIO, DIETRO GENERALI-EURIZON E PIONEER-AMUNDI: IN CAMPO CI SONO BANCOBPM E POSTE, MA ANCHE LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI. ALL'INIZIO CI SARÀ UN'AGGREGAZIONE INTORNO ALLA SGR ANIMA, MA LA NUOVA ENTITÀ AVRÀ UNA CAPITALIZZAZIONE TRA 3 E 4 MILIARDI: ECCO TUTTI I PASSAGGI

 

Luca Davi, Marco Ferrando, Laura Serafini per ''Il Sole 24 Ore''

 

 

FABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNAFABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNA

Entrano nel vivo le grandi manovre per creare il terzo polo italiano del risparmio, alle spalle di Generali ed Eurizon e non lontano dal nuovo aggregato Pioneer-Amundi. In campo ci sono BancoBpm e Poste con le rispettive fabbriche prodotto ma anche la Cassa depositi e prestiti, destinata a un ruolo centrale nel riassetto di un settore da sempre considerato strategico, come dimostra la partecipazione alla gara per Pioneer indetta nell' autunno scorso da UniCredit.

 

Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, l' obiettivo di medio periodo resta quello di costruire un processo di aggregazione intorno ad Anima, ma il riassetto partirà già nelle prossime settimane con i primi tre passaggi: il conferimento di Aletti Gestielle in Anima da parte di BancoBpm, a cui seguirà quello di BancoPosta Fondi da parte di Poste, che a ruota dovrebbe cedere circa la metà della propria partecipazione in Anima alla Cassa.

 

Il capitolo Aletti

Il primo step, si diceva, vedrà coinvolta BancoBpm, assistita da Barclays. Che ha ereditato dalla fusione le rispettive fabbriche prodotto: la quota, pari al 15%, di Bpm in Anima Sgr, e il controllo totale di Aletti Gestielle. Di qui il progetto di mettere quest' ultima nelle mani della prima, in cambio di una somma che per la banca guidata da Giuseppe Castagna dovrebbe essere (ben) superiore al mezzo miliardo.

 

Già il 14 maggio, in un' intervista a Il Sole, Castagna aveva spiegato che gli obiettivi del gruppo sul risparmio gestito erano due: «Massimizzare il ritorno in termini di capitale e concentrarci su una sola fabbrica, che magari può uscire ulteriormente potenziata da questo processo».

VICTOR MASSIAHVICTOR MASSIAH

 

Da allora con la Sgr (e insieme all' altro socio rilevante, Poste Italiane) si è lavorato sullo schema, che ormai pare definito, al punto che domani sarà discusso dal cda di Anima e potrebbe (forse) già essere formalizzato in un' offerta. Eccolo: BancoBpm venderebbe ad Anima la controllata Aletti Gestielle in cambio di una liquidazione cash, ma al tempo stesso si impegnerebbe a prolungare l' accordo distributivo, un elemento che consentirebbe ad Anima di poter continuare a contare sulla rete della terza banca italiana, e a quest' ultima di vedere ritoccato al rialzo il corrispettivo in contanti. Non è escluso che, in questo ambito, sul tavolo ci sia anche una potenziale revisione degli assetti in termini di governance.

 

La base di partenza dovrebbe essere superiore al mezzo miliardo.

Questa almeno è la valutazione contenuta in un recente report di Intermonte, che a fine giugno si è esercitata sul tema: applicando gli stessi multipli alla base del deal su Pioneer, con uno sconto del 20%, si approderebbe a una valutazione di 510 milioni, a cui potrebbero essere aggiunti altri 124,5 milioni derivanti da un prolungamento al 2040 dell' accordo di distribuzione, per un totale di 634,5 milioni. Ordini di grandezza, per ora, su cui si svilupperà la trattativa tra Anima, BancoBpm e anche Poste, anche se al tavolo informale che in queste ultime settimane ha portato avanti il dossier avrebbe avuto un ruolo importante anche Cdp.

pioneerpioneer

 

La società di Poste

Formalmente la Cassa è della partita in quanto primo azionista al 35% di Poste, ma il suo coinvolgimento darebbe un' ulteriore valenza politico-strategica all' operazione, che arriva sette mesi dopo la sconfitta sul fronte di Pioneer poi finito ad Amundi: ora si ripresenterebbe la possibilità di costruire un polo domestico del risparmio a partire da Anima, su cui - dopo Aletti Gestielle - dovrebbe convergere entro la fine dell' anno anche BancoPosta Fondi. Una doppia mossa che potrebbe consentire ad Anima di più che raddoppiare le masse gestite, passando dagli attuali 75,1 miliardi, calcola Intermonte, a quota 169,1.

 

matteo del fantematteo del fante

Una cifra che varrebbe il quarto posto sul mercato italiano, non lontano da Pioneer-Amundi che viaggia intorno ai 180 miliardi. L' intervento di Cdp Il riassetto del risparmio gestito che prenderà forma con il conferimento di Bancoposta Fondi in Anima, operazione già deliberata lo scorso anno quando Poste ha tentato l' acquisizione di Pioneer, vedrà l' ingresso ufficiale di Cassa depositi e prestiti nell' asset management.

 

Che questo comparto rientrasse nelle aree privilegiate di crescita del gruppo guidato da Fabio Gallia era apparso evidente già a fine 2016, come si diceva pocanzi, quando Cdp aveva costituito una società veicolo controllata all' 80 per cento da Poste e per il resto dalla Cassa per rilevare Pioneer assieme ad Anima. Cdp ritiene che ci sia un interesse del paese nel mantenere la gestione del risparmio in Italia. Da ormai oltre un anno è stata constatata la migrazione del risparmio da prodotti classici della raccolta postale (libretti e buoni fruttiferi), complici i tassi bassi, verso il risparmio gestito.

LIBRETTO DI RISPARMIO POSTALELIBRETTO DI RISPARMIO POSTALE

 

L' obiettivo è mantenere anche questo tipo di raccolta in Italia, con la possibilità di reinvestirla nel paese, oltre che fornire ai clienti di Poste prodotti dell' asset management adeguati alla loro propensione al rischio.

 

È probabile che nel riassetto di Anima post conferimento di BancoPosta Fondi (che assieme avrebbero masse gestite per 145 miliardi), Poste Italiane, che salirebbe dal 10,3 al 24,9% di questo polo del risparmio, ne ceda una quota a Cdp del 10-15 per cento.

 

Operazione del valore probabile di almeno 500 milioni: il nuovo polo dovrebbe avere una capitalizzazione tra i 3 i 4 miliardi (1,97 miliardi quella attuale di Anima). Poste in questo modo ridurrebbe la propria esposizione nel risparmio gestito, business che non sarebbe più così prioritario per il nuovo ad Matteo Del Fante. Il player nato da questo riassetto si candiderebbe poi ad aggregare altri operatori sul mercato italiano.

 

risparmio jpegrisparmio jpeg

Il presidente di Cdp, Claudio Costamagna, a fine marzo aveva definito «un' occasione persa per il paese» la vendita di Pioneer ad Amundi. Il nuovo polo, che nascerà probabilmente a breve, costituisce l' occasione per recuperare in modo diverso quella occasione.

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