BANCHE IPODOTATE - GOLDMAN SACHS E MORGAN STANLEY SI CONTENDONO COMMISSIONI PER 220 MILIONI DI DOLLARI PER LA QUOTAZIONE IN BORSA DI FACEBOOK - L’OFFERTA DA 10 MILIARDI DI DOLLARI VALUTEREBBE DIECI VOLTE TANTO L’AZIENDA DI ZUNCKERBERG - GOLDMAN (CHE HA GIÀ INVESTITO 375 MILIONI DI DOLLARI PER L'EQUIVALENTE DI QUASI L'1% DI FACEBOOK) È LA FAVORITA, MENTRE MORGAN STANLEY RISENTE ANCORA DELLA FIGURACCIA FATTA SCOMMETTENDO SULLA DELUDENTE ZYNGA…

Stefano Carrer per il "Sole 24 Ore"

In un mercato delle Ipo che nel 2012 si profila volatile quanto i mercati, a Wall Street si fa frenetica l'attesa per l'Initial public offering di Facebook: le principali banche d'affari si stanno dando battaglia per cercare di conquistare il ruolo principale - e quelli secondari - nel collocamento iniziale di più alto profilo della prima metà dell'anno.

Una data non è stata ancora fissata, ma il social network dovrebbe presentare i documenti per la quotazione nei primi mesi del 2012. Goldman Sachs e Morgan Stanley, secondo le indiscrezioni, appaiono favorite per curare una operazione che apporterà ingenti commissioni, ma la concorrenza è forte con altri istituti che tentano di insidiare la loro pole position anche offrendo costi più bassi per i loro servizi.

Un'Ipo da 10 miliardi di dollari, come quella che Facebook sta esaminando, valuterebbe la società intorno a 100 miliardi di dollari. In genere le commissioni su operazioni di queste dimensioni si aggirano sul 2,2%, ovvero sui 220 milioni di dollari. Il quotidiano «Wall Street Journal» cita che alcuni banchieri di investimento attendono con ansia di essere chiamati a partecipare a uno dei collocamenti più interessanti della storia di Wall Street.

Del resto, quest'anno all'interno dei protagonisti della comunità finanziaria è cresciuto il peso di chi fa attività di advisor per fusioni e acquisizioni e strutturazione di finanziamenti alle imprese, in quanto le attività di trading hanno sofferto parecchio e la loro redditività si è abbattura. Interessante è anche il fatto che, comunque vadano le cose, Goldman Sachs uscirà vincitrice dai suoi rapporti con il social network, anche se non dovesse diventare lead manager dell'Ipo.

La banca d'affari ha già curato un collocamento privato da 1,5 miliardi di dollari di capitale che indicava un valore di massima del gruppo intorno ai 50 miliardi di dollari. Il suo ruolo ha generato però qualche incomprensione con il gruppo dirigente di Facebook: il piazzamento privato aveva rischiato di violare le normative che vietano di pubblicizzare operazioni del genere. Goldman Sachs aveva risolto il problema rivolgendosi solo a investitori non statunitensi.

Se essi decideranno di uscire dall'investimento non appena Facebook sarà in Borsa, Goldman potrà incamerare nuove commissioni per circa 95 milioni di dollari. Inoltre la banca d'affari ha investito in proprio - come spesso fa in parallelo con i suoi clienti - 375 milioni di dollari per l'equivalente di quasi l'1% del capitale di Facebook: se l'Ipo assegnerà, secondo le attese, una capitalizzazione totale di 100 miliardi di dollari alla società, il valore della quota che fa direttamente capo a Goldman Sachs raddoppierà immediatamente il suo valore: un guadagno istantaneo di 375 milioni di dollari.

La maggiore rivale - sia nella corsa a curare il collocamento Facebook sia in quella per la posizione numero uno tra i sottoscrittori di Ipo in generale - è Morgan Stanley. A giocarle contro, secondo il Wsj, è il fatto che abbia guidato il recente collocamento del sito online di giochi Zynga, che dopo la quotazione ha visto scendere le sue azioni, con un certo danno di immagine.

Tra le altre Ipo risultate deludenti quest'anno nell'andamento delle contrattazioni successive, figurano altri nomi noti come il discounter online Groupon (alla quale il mercato ha dato un valore iniziale di 13 miliardi di dollari e uno attuale sotto i 10 miliardi) e Pandora (radio Internet), mentre positivo è stato il corso del titolo della neoquotata Linkedin (superiore di oltre il 30% al valore di esordio). In ogni caso, è ben difficile, nel contesto attuale, pensare che Facebook possa replicare la performance esplosiva di Google seguìta al suo approdo in Borsa nel 2004.

Facebook, fondata da Mark Zuckerberg, vanta 800 milioni di utenti che si connettono in più di 70 lingue. Al momento la società non ha mai pubblicato dati finanziari ma negli ultimi mesi il gruppo dirigente ha rafforzato tutte le condizioni preliminari allo sbarco in Borsa: dalle prove di risposta alle domande ipotetiche degli investitori all'ampliamento dell'ufficio legale.

 

GOLDMAN SACHS Morgan StanleyFacebookMARK ZUCKERBERG

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…