intelligenza artificiale soldi dollari

LA BOLLA HI-TECH SCOPPIA O NON SCOPPIA? – DOPO IL CROLLO IN BORSA DEI TITOLI TECNOLOGICI, CHE SI SONO TRASCINATI DIETRO GLI INDICI MONDIALI, ANALISTI E CATASTROFISTI SI SONO SUBITO PRECIPITATI A PREVEDERE IL PEGGIO: GLI ENORMI INVESTIMENTI E IL POSSIBILE RIALZO DEI TASSI DELLA FED, POTREBBERO PORTARE A UNO SCENARIO SIMILE A QUELLO DELLA BOLLA DELLE DOT-COM NEL 1999-2000. MA È PRESTO PER DIRLO. E SOPRATTUTTO C’È UNA GRANDE DIFFERENZA: LE AZIENDE TECNOLOGICHE DI INIZIO SECOLO ERANO SCATOLE VUOTE GONFIATE DALLA FINANZA. QUELLE DI OGGI HANNO MARGINI DI PROFITTO ALTI E BILANCI STABILI E SOLIDI…

BOLLA O NO? PER ORA IL CROLLO TECH NON ALLARMA

Estratto dell’articolo di Morya Longo per “il Sole 24 Ore”

 

intelligenza artificiale in borsa 3

La settimana scorsa gli Etf quotati negli Stati Uniti hanno registrato un flusso di capitali in entrata per 4,7 miliardi di euro: non si erano mai visti tanti investitori che in una settimana sola mettevano così tanti soldi negli Eft.

 

Considerando poi il boom che ha avuto in pochi giorni il titolo SpaceX (+50% dal 12 al 16 giugno) o che hanno registrato società che producono memorie come la coreana Hynix o Micron Technologies (+241% e +258% rispettivamente da fine marzo a due giorni fa), viene quasi da stupirsi che lo scivolone in Borsa non sia arrivato prima.

 

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

E viene da pensare che, forse, il ribasso su alcuni titoli del comparto tecnologico fosse anche auspicabile e salutare. Ma quando le Borse perdono quota, con listini come quello di Seoul che brucia addirittura il 10% in un giorno a causa della caduta dei chip, la domanda riemerge come un fiume carsico: siamo di fronte allo scoppio della bolla più chiamata della storia?

 

Premesso che nessuno ha la sfera di cristallo, analizzando le cause del ribasso di ieri e vari parametri di Borsa, verrebbe da tranquillizzarsi almeno un po’.

 

intelligenza artificiale in borsa 4

Il ribasso di ieri è infatti legato in parte ai timori per i grandi investimenti delle big tech.

Certo. Ma è anche dovuto alle preoccupazioni per i rialzi dei tassi da parte della Fed. Dunque a un motivo che con l’AI nulla ha a che fare.

 

Non solo: ci sono stati anche alcuni motivi tecnici che hanno amplificato le vendite. Il primo è dato dal calendario: tra poco più di una settimana si chiude il primo semestre del 2026 e tanti investitori hanno la necessità tecnica di alleggerirsi un po’ di azioni per ribilanciare il peso tra azioni e obbligazioni dopo il grande rally delle Borse.

 

Kevin Warsh

[…] Ci sono poi i risparmiatori americani, molto attivi in Borsa. Ebbene: secondo Bloomberg tanti che avevano comprato azioni indebitandosi, con i primi storni degli indici si sono affrettati a chiudere i loro investimenti. Questo potrebbe avere aumentato il vortice di vendite sul tech. Sempre Bloomberg segnala anche forti vendite sugli Etf a leva ieri, gli stessi su cui una settimana fa c’erano stati acquisti record. Insomma: in Borsa non sembra ci si vero panico […], ma più semplicemente una combinazione di fattori che pesano.

 

[…] Goldman Sachs ha pubblicato proprio ieri uno studio che va a comparare vari parametri di Borsa di oggi con quelli del 1999-2000 quando scoppiò la bolla Internet. L’unico parametro oggi paragonabile (anzi maggiore) ai livelli del 2000 è quello degli investimenti: attualmente le big tech stanno spendendo una cifra pari al 5% del Pil, contro il 4,5% del picco del 2000.

 

bolla finanziaria dell intelligenza artificiale

Ma negli altri parametri, oggi la situazione non è altrettanto estrema: per esempio i margini di profitto […]sono alti e il bilancio delle aziende resta in aggregato stabile e solido. Insomma, forse non ci sono ancora le condizioni per parlare di bolla. O di scoppio. Certo ci sono per stare cauti.

 

L'IA ORA SPAVENTA LE BORSE PRIMI DUBBI SUI PROFITTI PIOGGIA DI VENDITE SUL TECH

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

La caduta dei titoli tecnologici non si è arrestata, registrando ribassi nelle maggiori borse finanziarie per il secondo giorno di fila. Tutto ruota attorno al grande dubbio degli investitori: l'intelligenza artificiale riuscirà davvero a generare i profitti che hanno spinto a una super valutazione aziende come Alphabet, SpaceX e Nvidia?

 

elon musk vs sam altman illustrazione by wall street journal

L'ombra della bolla finanziaria sembra allargarsi. L'indice tecnologico Nasdaq Composite ha perso 579 punti, pari al 2,21%. Le azioni avevano aperto in forte ribasso, per poi stabilizzarsi solo parzialmente.

 

Il produttore di chip Micron Technology è arrivato a perdere il 13,2%, Marvell, Arm, Texas Instruments sono rimasti a cavallo del -10%, Nvidia leader del gruppo dei pionieri dell'IA, ha perso il 4%. Il segnale dei mercati è stato vendere chi produce e commercializza semiconduttori. In pochi si azzardano a scommettere su una vera inversione di tendenza, ma ora prevale la prudenza, contribuendo a spingere al ribasso anche l'S&p 500 (-1,4%).

 

Discorso a parte per la SpaceX di Elon Musk (che non è nell'indice in quanto matricola ma resta da giorni il titolo più scambiato) scesa sotto il prezzo di apertura post-Ipo di 150 dollari, prima di invertire la rotta e risalire a 156 dollari. Ma lunedì la compagnia spaziale aveva perso il 16%.

 

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

Eppure all'inizio gli investitori si erano riversati sul titolo, spingendo la valutazione a oltre 200 dollari. Anche in questo caso gli analisti avevano previsto un rimbalzo fisiologico, solo che in questo caso c'è in gioco una società con una valutazione superiore ai duemila miliardi di dollari.

 

[…] Adesso gli investitori vogliono le prove che una spesa senza precedenti si tradurrà in profitti senza precedenti e che l'ondata di investimenti in datacenter e capacità di calcolo non sia destinata a ritirarsi.

 

A finire sotto pressione i semiconduttori, mentre i grandi gestori delle piattaforme Apple, Meta, Google e Amazon per ora limitano i danni.

 

intelligenza artificiale in borsa 10

Ma gli effetti sono andati oltre Wall Street. L'indice Kospi della Corea del Sud è precipitato del 10%, anche se in questo caso ha pesato una regolamentazione più severa sul settore dei microchip nel Paese asiatico. Male anche le Borse europee, tra cui spicca in negativo Piazza Affari, tirata giù dal -8,44% del gruppo tech St.

 

Alle incertezze legate alle reali potenzialità dell'intelligenza artificiale si sono aggiunte quelle legate alla politica monetaria della Federal Reserve, che non ha anticipato il taglio dei tassi di interesse come sperava il presidente Donald Trump.

 

Anzi, la commissione della Fed sui tassi […] ha aperto alla possibilità di un aumento del costo del denaro già quest'anno, nel tentativo di contenere un'accelerazione dell'inflazione. […]

 

KEVIN WARSH

L'INCUBO DELLA BOLLA TRA INVESTIMENTI MONSTRE E MEGA QUOTAZIONI

Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

[…] Che l'IA-euforia abbia gonfiato i valori a livelli mai visti, e in tempi rapidissimi, è ormai acquisito. Normale che basti un battito d'ali di farfalla per generare tempeste. Ma perché, ora, questo scossone? A scatenarlo sembrano essere state le inattese parole da "falco" del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, che ha lasciato intravvedere dei rialzi dei tassi per contenere l'inflazione negli Stati Uniti, il primo forse già a settembre.

 

Per il settore tecnologico è un'ipotesi doppiamente negativa. Significa maggiori costi per i mega investimenti annunciati in centri dati, 770 miliardi quest'anno e quasi mille il prossimo. E una maggiore attrattiva dei titoli di Stato in rapporto a ogni altro attivo finanziario, come le loro azioni.

 

bolla finanziaria dell intelligenza artificiale

[…]  Tre diverse narrative si contendono la piazza. Una tecno-ottimistica secondo cui siamo all'alba di una rivoluzione. Una contraria, secondo cui questa è una bolla modello dot-com, destinata a scoppiare. E una terza, ancora maggioritaria, secondo cui l'IA avrà un impatto profondo – già si diffonde a velocità inedita – ma è presto per identificare vincitori e vinti, un processo che passerà attraverso fisiologici, salutari e magari bruschi aggiustamenti.

 

Per capire quale scenario si materializzerà contano anche i fattori esterni. Le crescenti resistenze delle comunità alla moltiplicazione di centri dati, per il loro impatto ambientale ed energetico; un'amministrazione Trump ora assai meno intenzionata a lasciare campo libero a Big Tech, vedi lo stop imposto all'ultimo potentissimo modello di Anthropic; infine inflazione e tassi di interesse: l'esplosione della bolla "dot-com" fu innescata da una stretta monetaria.

 

intelligenza artificiale in borsa 1

In una nota su "dove siamo nel boom dell'IA?" gli analisti di Goldman Sachs hanno scritto che il confronto con quel precedente può rassicurare. Se è vero che la mole di investimenti ha raggiunto picchi simili, anche i profitti di Big Tech sono da record e i suoi bilanci molto solidi. Resta il fatto che «la tensione tra questi fondamentali favorevoli e valutazioni così alte continua ad aumentare» e che, per essere giustificate, tali valutazioni richiedono che sviluppo e adozione dell'IA procedano più lisci che mai. Morale: i mercati sono sempre più volatili, e saranno sempre «più vulnerabili alle notizie che sfidano l'ottimismo».

Allacciare le cinture.

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