matilda de angelis vanity fair

ECCO UN'ALTRA DIVETTA...DI CARTA - MATILDA DE ANGELIS GODE DI COPERTINE, TITOLI E ARTICOLONI, MA POI... OTTIENE IL MIGNOLO DI ASCOLTO - IERI LA SERIE "LA LEGGE DI LIDIA POET", DI CUI L'ATTRICE BOLOGNESE È PROTAGONISTA, HA FATTO AMMOSCIARE LO SHARE DI RAI1 AL 9.9% DI SHARE (1.5 MILIONI DI TELE-MORENTI) - EPPURE, NELLE INTERVISTE, LA 30ENNE SI ERGE A GRANDE VIRTUOSA: "L’ARTE ORMAI MI APPARTIENE A TRECENTOSESSANTA GRADI. È LA MIA VITA: TOGLIERMELA SAREBBE COME TOGLIERMI LA VITA" - DOPO IL FLOP SU RAI1, "LA LEGGE DI LIDIA POET" È STATA DECLASSATA IN SECONDA SERATA... - VIDEO

 

LA LEGGE DI LIDIA POËT DECLASSATA IN SECONDA SERATA SU RAI 2

 

Estratto dell'articolo di Fabio Fabbretti per www.davidemaggio.it

 

Rai 1 corre ai ripari e cancella dal proprio palinsesto La Legge di Lidia Poët. La serie Netflix, trasmessa in chiaro a più di tre anni dall’uscita sulla piattaforma streaming, ha registrato ascolti inaspettatamente flop, al punto da essere declassata nella seconda serata di Rai 2.

matilda de angelis

 

Dopo il già pessimo esordio di martedì 1° settembre con la messa in onda dei primi due episodi (11.2% di share), ieri sera La Legge di Lidia Poët ha registrato appena il 9.9%. Numeri troppo bassi su Rai 1 per proseguire con il finale e la seconda stagione, inizialmente programmata dalla prossima settimana (ci sarà invece Il Giovane Montalbano in replica).

 

De La Legge di Lidia Poët 2, uscita su Netflix nel 2024, in Rai con ogni probabilità non si vedrà traccia, mentre il finale della prima stagione, previsto questa sera su Rai 1, viene relegato su Rai 2 intorno alle 22.45, dopo i Mondiali di Basket. [...]

 

MATILDA DE ANGELIS ALLA MOSTRA CON BALCANICA: "IMPEDIRMI DI FARE ARTE SAREBBE TOGLIERMI LA VITA”

Estratto dell'articolo di Arianna Finos per www.repubblica.it

 

Le carte giuste non bastano: bisogna sapere quando giocarle. Matilda De Angelis, che si definisce una grande giocatrice, con Balcanica ne mette sul tavolo una nuova.

 

Nel film, presentato alle Giornate degli autori, è co-protagonista nel ruolo di Greta, giovane dottoressa italiana che lungo la rotta balcanica incontra un direttore d’orchestra afghano e suo figlio, in fuga da un Paese dove la musica è proibita. [...]

 

Com’è stata l’esperienza sul set?

matilda de angelis

"Estremamente liberatoria, devo dire la verità. Era un set molto piccolo, fatto di poche persone, con una troupe quasi interamente serba. Si respirava un’aria internazionale, ma soprattutto c’era la semplicità di una piccola comunità.

 

Ci cambiavamo tutti nello stesso camper, che era insieme sala trucco, capelli e costumi. Non c’erano tutti quegli orpelli che spesso accompagnano la macchina del cinema. Lavoravamo verso un fine comune, con un amore, un trasporto e una passione infiniti.

 

Vedevo il direttore della fotografia e l’operatore battersi il cinque alla fine dei ciak. Per me era commovente, perché molto spesso anche noi ci dimentichiamo della fortuna e della bellezza del lavoro che facciamo. Nonostante le notti desolate, umide e freddissime, c’era un grandissimo senso di umanità e di libertà. Oggi considero Balcanica una delle esperienze più belle della mia vita, anche dal punto di vista umano".

 

Lei ha sempre mostrato attenzione alle donne e ai giovani. Si può parlarne, ma si può anche agire: diventare produttrice associata è una presa di posizione. Quanto è importante dare spazio a nuovi sguardi e mettersi davvero in gioco?

"Questa possibilità nasce da un privilegio che mi sono costruita nel corso degli anni e capisco che non tutti abbiamo in mano le stesse carte da giocare. Il mazzo è quello, ma non tutte le partite si vincono perché si è bravi: alcune si vincono perché ti sono capitate le carte giuste. Sono una grande giocatrice e so che, quando quelle carte arrivano, devi capire quali giocare e in quale momento".

 

MATILDA DE ANGELIS

Il pane è la sopravvivenza, ma che cos’è l’arte per un artista? Si è mai chiesta che cosa sarebbe senza quel fuoco, se le impedissero di creare?

"Non me lo sono mai chiesto. E il fatto di non aver mai dovuto pormi questa domanda è alla base della mia libertà, del privilegio nel quale vivo. È un aspetto del film che credo ci abbia toccati tutti profondamente. L’arte ormai mi appartiene a trecentosessanta gradi. È la mia vita: togliermela sarebbe come togliermi la vita".

 

Il debutto alla regia si avvicina?

"Vediamo. C’è un progetto, però vediamo. Questo per me è stato un passaggio importante. Da quando ho cominciato a fare questo lavoro, tredici anni fa, ho sempre cercato di procedere in maniera organica rispetto a ciò che sono. In quello che mi accadeva sentivo nascere necessità, sogni e desideri nuovi.

 

Adesso ho avvertito il bisogno di fare un passo in più, un passo diverso: mettere il primo mattone della mia visione artistica e di quelli che saranno i miei progetti. Comincio piano piano. La mia carriera può sembrare prorompente, ma in realtà è stata molto lenta e ponderata. Ogni cosa è arrivata al momento giusto, non ho mai bruciato le tappe. Tra una settimana compio 31 anni: posso ancora immaginare molte strade".[...]

 

matilda de angelis

Per J.D. Vance, come per Vannacci, chi aiuta o solidarizza finisce sotto accusa. E intanto woke è diventato un insulto. Che cosa le suggerisce?

"Non so quasi che cosa rispondere, è incommentabile. Faccio veramente fatica a formulare un pensiero: è disumano, è molto inquietante. Che cosa ci sarebbe di sbagliato nel dire che siamo tutti uguali e che dobbiamo accettare le diversità?

 

Può essere questo il male? Ovviamente no. Però mi sembra che, in qualche modo, siamo sempre stati così: tu sei pazzo, tu sei una strega, tu non sei normale, devi essere bruciato. Ho la sensazione che questo atteggiamento contro la verità, contro chi aiuta e chi è solidale, ci sarà sempre".

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