massimo bianconi banca marche

CHI, COME E QUANDO HA SPOLPATO BANCA MARCHE - BANCAROTTIERI, PREGIUDICATI, PALAZZINARI, FACCENDIERI, MASSONI DEVIATI: AL VERTICE C’È MASSIMO BIANCONI, CHE HA ASSUNTO FIGLI DI PREFETTI, MAGISTRATI, POLITICI, GENERALI PER TENERE BUONO IL SISTEMA, FAR ARRICCHIRE SE STESSO E GLI AMICI, E DISTRUGGERE CORRENTISTI E AZIONISTI

Alberto Statera per “la Repubblica

 

È come un album di famiglia. Sfogli le foto di gruppo del dissesto pluri-annunciato di Banca Marche e trovi tutti i protagonisti degli scandali più odiosi degli ultimi anni. Come se la feccia finanziaria che infesta l’Italia fosse richiamata ovunque dal segnale odoroso delle prede defunte che guida le iene.

massimo bianconi michele ambrosini banca marchemassimo bianconi michele ambrosini banca marche

 

Bancarottieri, pregiudicati, palazzinari, mediatori, faccendieri, massoni deviati di ogni fratellanza, non manca nessuno tra i personaggi legati alla Banca che, secondo i suoi nuovi avvocati, ha prodotto un disastro simile a quelli di Sindona e di Calvi: da Danilo Coppola a Stefano Ricucci, ricordo annebbiato dei furbetti del quartierino, fino alla Cricca degli appalti del G8, capeggiata da Angelo Balducci, Diego Anemone e Fabio De Santis.

 

lauro costa massimo bianconi banca marchelauro costa massimo bianconi banca marche

Balducci, marchigiano di San Giorgio di Pesaro, con la sua corte di familiari, soci e amici, aveva una sorta di circolo personale a Roma, in via Romagna 17, sede della filiale principale, dove godevano di percorsi facilitati e illegali per muovere denaro.

 

Lo accertarono i magistrati di Firenze e Perugia e ne diede già conto L’Espresso in un’inchiesta che risale addirittura al 2011, mentre quasi tutta la stampa esaltava le magnifiche sorti e progressive della Banca diretta dall’enfant prodige Massimo Bianconi, che proprio quell’anno ricevette in pompa magna il premio “Creatori di Valori” al “Milano Finanza Global”.

 

Cinque anni sono passati e le generazioni di furbetti del prestito facile, che nessuno mai restituirà, hanno continuato a mungere senza ritegno la vacca marchigiana e senza che – a quanto pare – la Banca d’Italia e la Consob potessero intervenire in modo più efficace. Fra i trentasette grandi finanziamenti in sofferenza troviamo di tutto: dal gruppo Lanari (236 milioni), al gruppo Santarelli (110), da Vittorio Casale (70), arrestato per bancarotta, al gruppo Ciccolella (80) e al gruppo Minardi (130).

MASSIMO BIANCONIMASSIMO BIANCONI

 

Difficile il calcolo di quanto ha succhiato alla Banca Canio Giovanni Mazzaro ex marito di quella signora querula che si è presentata alla prima della Scala travestita da albero di Natale e che ci affligge quotidianamente in tutti i presunti salotti televisivi, pieni di pregiudicati che almanaccano sui grandi temi dell’Italia e dell’umanità, auto-candidata a comprare persino “L’Unità”, che risponde al nome di Daniela Santanchè.

 

La signora di Forza Italia con l’ex marito fa affari, visto che figura come presidente della Bioera (19,2 milioni), dove ha sostituito il figlio di Bianconi, di cui Canio è amministratore delegato.

 

elisa isoardi e canio mazzaroelisa isoardi e canio mazzaro

Un piccolo squarcio rispetto a ciò che vedremo, se è vero che 17.500 conti sono senza l’indicazione dell’identità dei titolari. L’uomo che, insieme a molte decine di complici, ha portato Banca Marche a schiantarsi come l’Aston Martin che aveva in prova per aggiungerla alla sua collezione di super-car, si chiama Massimo Bianconi. E bastava vederlo, nei suoi tempi d’oro (non che ora non siano da super- milionario) , prima che fosse cacciato con sforzi immani dalla Banca d’Italia, per capirne la pasta.

 

canio mazzaro santanchet canio mazzaro santanchet

A parte l’Aston Martin, guidava un’Audi fornita dalla Banca per andare a Cortina o Rapallo, ma quando era in missione ufficiale con la macchina di servizio richiedeva due autisti, l’uno alla guida, l’altro che seguiva il prezioso carico in motocicletta.

 

Gemelli d’oro, li cambiava con quelli di diamante per le grandi occasioni, come quando a favore di telecamera dialogava con Gianni Letta nei ricevimenti ufficiali, tipo quello in occasione di un’onorificenza assegnata al console onorario di Russia ad Ancona Armando Ginesi, o l’inaugurazione della filiale dell’Aquila.

 

RITA RUSIC CANIO MAZZARO RITA RUSIC CANIO MAZZARO

Nato a Norcia nel 1954, il “Creatore di valori” (per sé, per la famiglia, per gli amici e gli amici degli amici) dal tempo del Banco di Santo Spirito, che non era poi proprio un luogo su cui vegliava lo Spirito Santo, fa il giro praticamente di tutte le banche italiane, dal Credito Italiano fino al San Paolo Imi, per approdare nelle Marche come un rais sardanapalesco. Come ha fatto il capo di quello che le indagini hanno rivelato come un gruppo criminale a resistere per quasi dieci anni al vertice di una delle più importanti banche di territorio italiane, fino a portarla a un crack da cinque miliardi e più?

 

Angelo Balducci Angelo Balducci

Si sa, in Italia è un quesito ozioso, ma le batterie del “Creatore di valori” erano ben armate. Come in tutti i gruppi criminali che emergono giorno dopo giorno, bisogna seguire l’odore dei soldi, ma anche quello dei favori. E Massimo Bianconi da questo punto di vista era un mago. Non c’era richiesta che non potesse esaudire per gratificare i potenti. Basta scorrere la lista dei “figli di” assunti in Banca.

 

Angelo Balducci Angelo Balducci

Si va da F. C., a Francesca Luzi, figlia di Vincenzo, procuratore capo di Ancona, da Marco D’Aprile, figlio di Mario Vincenzo, presidente del Tribunale di Ancona a Serena Orrei, figlia di Paolo, ex prefetto di Ancona. Almeno è stato espulso dal consorzio civile un personaggio come questo che dovrebbe far vergognare Carminati e Mafia-capitale? Per carità, si tratta dell’unico banchiere al mondo che sarà studiato nelle università straniere perché è riuscito a farsi licenziare da direttore generale con una buonuscita di 1,5 milioni e a farsi riassumere come direttore generale con analogo stipendio.

 

 Stefano Ricucci Stefano Ricucci

Briciole per uno che in quasi un decennio di potere incontrollato ha messo via una fortuna. Solo un mesetto fa la Guardia di Finanza di Ancona ha eseguito “sequestri preventivi e per equivalente” per 15 milioni di euro a suo carico: venti conti correnti, partecipazioni azionarie, cinque abitazioni, di cui due a Roma, tra cui un palazzo a via Archimede (Parioli) intestato a una società riconducibile ai familiari dell’ex direttore generale.

 

Che cosa volete che siano i 387 mila euro di sanzioni inflitte dalla Banca d’Italia a Bianconi, di fronte a un patrimonio di cui è difficile trovare i confini ? Ben più corposi i danni per 185 milioni richiesti dai commissari alla Price Waterhouse Coopers per aver certificato i bilanci dal 2008 al 2012 senza accorgersi di niente. Forse è l’ora di licenziare le agenzie di certificazione. Per una volta, comunque, non si può dare torto a Matteo Renzi che annuncia la necessità di una riforma del credito. Ma ormai purtroppo lo sappiamo, le riforme annunciate sono lastricate di buone intenzioni e di miliardi rubati.

a. statera@ repubblica. it

 

7r21 danilo coppola mo7r21 danilo coppola mo

 

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…