carlo cimbri andrea orcel unicredit bper

CIMBRI VOLEVA FARE IL TERZO POLO BANCARIO, POTREBBE CREARE IL PRIMO – RICICCIA L’IPOTESI DI UN MATRIMONIO TRA UNICREDIT E BPER, L’ISTITUTO CONTROLLATO DA UNIPOL CHE NEGLI ULTIMI TEMPI È ATTIVISSIMO (PRIMA SI È PRESO GLI SPORTELLI EX UBI, POI CARIGE E ORA SONDRIO) - ORCEL E CIMBRI, INSIEME, POTREBBERO TAGLIARE FUORI INTESA SANPAOLO E NEUTRALIZZARE ANZITEMPO LA SCALATA DI CREDIT AGRICOLE A BANCO BPM, CHE ARRIVERÀ NON PRIMA DELLA PRIMAVERA…

Estratto dell’articolo di Stefano Righi per “L’Economia – Corriere della Sera”

 

giuseppe castagna - banco bpm

[…] Tutti vogliono Banco Bpm ha titolato lunedì scorso L’Economia del Corriere della Sera. La banca guidata da Giuseppe Castagna è però attesa da un importante passaggio sociale. La prossima primavera […] verrà rinnovato il consiglio di amministrazione della banca.

 

I soci francesi del Crédit Agricole controllano oltre il 20 per cento del capitale e possono salire al 29%. Ma sono sottorappresentati nel consiglio di amministrazione attuale. Cosa succederà tra marzo ed aprile 2026? Gli sherpa sono al lavoro. L’Agricole presenterà una propria lista?

 

Gianni Franco Papa

Oppure il consiglio di amministrazione del Banco Bpm ne elaborerà una propria, come piacerebbe ad alcuni?  E in questo caso, come verranno considerate le legittime aspirazioni di rappresentanza del gruppo francese? Tutto questo chiede tempo.

 

Come chiederebbe ancora maggior tempo pensare a un accordo Banco Bpm-Bper. Si potrebbe così aprire una finestra temporale che vedrebbe Bper conquistare la scena. Il gruppo guidato da Gianni Franco Papa negli ultimi cinque anni ha cambiato dimensioni, management e prospettive.

 

Prima ha acquistato da Intesa Sanpaolo le eccedenze derivanti dall’opas su Ubi, tanto che oggi molti top manager di Ubi sono alla guida di importanti funzioni in Bper. Poi ha raccolto i cocci di Carige, l’ex Cassa di risparmio di Genova. Infine, l’estate scorsa, ha lanciato con successo un’opas sulla Popolare di Sondrio.

 

andrea orcel commissione banche foto lapresse

A questo punto Bper […]  può crescere ancora. Il suo capitale è al sicuro. Il 20 per cento delle quote è in mano a Unipol assicurazioni. L’8 per cento circa alla Fondazione di Sardegna. In più, ci sono strumenti di finanza derivata riconducibili ugualmente a Unipol, che possono valere circa un ulteriore 10 per cento del capitale.

 

Con il 38 per cento in tasca, considerando i rapporti esistenti con il socio sardo, Carlo Cimbri, presidente del gruppo Unipol può pensare in grande. Il dominus di Bper potrebbe infatti completare la trasformazione del gruppo bancario non nel terzo polo creditizio nazionale, ma addirittura nel primo.

 

Come? Trovando un punto d’incontro con le ambizioni di Andrea Orcel, l’amministratore delegato di Unicredit che da quando è arrivato a Milano ha prima cercato di chiudere un accordo sul Monte dei Paschi con il governo, poi ha guardato con insistenza a Banco Bpm e infine, visto l’ostracismo dei palazzi romani, oggi messi sotto proceduta di infrazione dalle autorità europee per l’utilizzo del Golden Power, si è rivolto all’estero, acquisendo una partecipazione importante nella tedesca Commerzbank […].

 

CARLO CIMBRI

Rumors di mercato indicano che Unicredit potrebbe aver già iniziato a muoversi. Tutto però è sotto una fitta rete di riservatezza. La finestra temporale, da qui ad aprile, si è però aperta e il matrimonio Orcel-Cimbri, o se preferite Unicredit-Bper, è una suggestione che potrebbe diventare realtà? O sono solo ipotesi di advisor al lavoro su potenziali aggregazioni?

 

Orcel, che ha trasformato Unicredit dall’essere un listino vendite nella banca a più elevata capitalizzazione dell’Unione europea, sta cercando da quasi cinque anni di allargare la propria base italiana in un gruppo fortemente internazionalizzato. Era una delle iniziali richieste dell’azionariato che lo volle in Piazza Gae Aulenti, non è stata ancora realizzata.

 

MPS MEDIOBANCA

Di contro c’è la spumeggiante Bper. L’accentrato controllo del capitale è sì forte elemento di difesa, ma anche potente strumento di scambio. Se scalare una banca controllata dai medesimi interessi azionari per il 38 per cento è impresa difficile o quasi impossibile, qualora si riuscisse a trovare un potenziale accordo con gli azionisti proprietari si vedrebbe spianata la strada.

 

Da un eventuale accordo si potrebbe veder nascere il primo gruppo italiano per capitalizzazione di Borsa, ai dati attuali circa 120 miliardi di euro, con una forte presenza creditizia nelle zone più ricche del Paese e una integrata presenza industriale nel mondo del risparmio e delle assicurazioni.

 

unicredit 2

Un progetto di grande respiro e di contenute sovrapposizioni, in grado di cambiare la geografia finanziaria nazionale. Ma vorranno i due cavalieri senza macchia e soprattutto senza paura portarlo in porto? Ne avranno interesse? Al momento si tratta di suggestioni appunto e rumors.

 

Di sicuro, se l’aggregazione Mps-Mediobanca con vista sulle Assicurazioni Generali è stato un progetto che fin dall’inizio ha avuto la benedizione dell’attuale governo, le forze che qui scenderebbero in campo sarebbero depurate da queste implicazioni. Orcel con il Mef non è andato d’accordo in almeno due occasioni e la radice storica del gruppo Unipol affonda in un territorio ideologicamente lontano dal centrodestra. Sarebbero nozze lontano dai sette colli, ma che nozze.

ANDREA ORCEL UNICREDIT daria perrotta carlo cimbri (4)unicredit 1CARLO CIMBRI E LA SUA MOTOcarlo cimbricarlo cimbri pierantonio zanettin andrea orcel senato, commissione parlamentare sulle banche foto lapresse

Ultimi Dagoreport

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...