enel flavio cattaneo paolo scaroni francesco starace giancarlo giorgetti

GIORGETTI FURIOSO METTE IL BAVAGLIO A STARACE – IL CDA DI ENEL, DOVE IL MEF HA UN RUOLO DETERMINANTE, “PRESO ATTO” DELLE DICHIARAZIONI DI STARACE ALLA STAMPA, VIETA ‘’FINO ALL’ASSEMBLEA DEL 10 MAGGIO INTERVISTE, DICHIARAZIONI O COMUNQUE ALCUNA COMUNICAZIONE DA PARTE DEGLI AMMINISTRATORI E/O DEL MANAGEMENT DELLA SOCIETÀ” – STARACE HA LANCIATO DI FATTO SEGNALI NON NEGATIVI VERSO IL FONDO COVALIS CHE MIRA A FAR FUORI SCARONI INDICATO DA FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA…

Articoli correlati

ENEL, SCOSSE E RISCOSSE - L'AD USCENTE, FRANCESCO STARACE, SMENTISCE DI VOLER TORNARE IN SELLA

ENEL CAOS - QUEL TESORO DI GIORGETTI SI SVEGLIA, SCOPRE CHE COVALIS MIRA A SCIPPARE LA GUIDA DI ENEL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Dell'Aguzzo per Startmag.it - https://www.startmag.it/economia/enel-conti-francesco-starace/

FRANCESCO STARACE CLAUDIO DESCALZI - FOTO ANSA

 

Che cosa emerge dalla prima trimestrale 2023 di Enel, l’ultima targata Starace. Intanto, il Mef (attraverso il cda) mette di fatto il bavaglio al capo azienda uscente… Tutti i dettagli

 

Ieri Enel ha diffuso i dati del primo trimestre del 2023. L’amministratore delegato uscente, Francesco Starace, ha parlato di “eccellenti risultati”, dovuti anche “ai significativi progressi nell’esecuzione del nostro piano di riposizionamento su Italia e altre geografie core, superando già la metà del target di 21 miliardi di euro di dismissioni annunciato in occasione della presentazione del Piano Strategico 2023-2025″.

 

salvini giorgetti

LA VENDITA DEGLI ASSET

A fine 2022, infatti, la società aveva comunicato un indebitamento finanziario netto di 60 miliardi di euro, che intende ridurre attraverso la vendita di tutta una serie di attività in mercati non-chiave (come l’Argentina, il Perù o la Romania).

 

In totale, Enel dismetterà asset per 21 miliardi di euro in tutto. Le cessioni già chiuse ammontano a quasi 11 miliardi; nei prossimi mesi ne sono attese di nuove per 7,2 miliardi, riporta Il Sole 24 Ore.

Per la fine del 2023 la società vuole portare il proprio debito a 51-52 miliardi di euro.

 

I NUMERI DI ENEL NEL PRIMO TRIMESTRE 2023

Nel periodo gennaio-marzo 2023 il debito di Enel è sceso a 58,9 miliardi, ossia l’1,9 per cento in meno.

PAOLO SCARONI ENEL

 

Sono calati, nel trimestre considerato, anche i ricavi: dai 34,1 miliardi di inizio 2022 a 26,4 miliardi, per effetto della discesa dei prezzi dell’energia. L’EBITDA ordinario (cioè il margine operativo lordo) è invece cresciuto, passando da 4,4 miliardi a 5,4 miliardi, e così il risultato netto ordinario del gruppo, da 1,4 miliardi a 1,5 miliardi.

 

Gli investimenti, a seguito della maggiore spesa nella generazione rinnovabile e nelle infrastrutture elettriche, sono aumentati del 13,4 per cento a 2,8 miliardi.

 

LE PREVISIONI PER IL RESTO DELL’ANNO

“Le ottime performance operative e finanziarie realizzate da Enel nel trimestre”, ha detto Starace, “forniscono una chiara visibilità sul resto dell’anno, permettendoci di confermare già da ora le guidance per il 2023 su EBITDA ordinario, Utile netto ordinario e indebitamento netto fornite ai mercati finanziari”.

 

Covalis Capital

LA MOSSA DI STARACE SGRADITA AL MEF

Starace è amministratore delegato di Enel dal 2014, ma il suo incarico è vicino alla fine: il 10 maggio si terrà l’assemblea ordinaria degli azionisti, durante la quale verrà rinnovato il consiglio di amministrazione della società. Il governo, attraverso il ministero dell’Economia – è il maggiore azionista di Enel, con una quota del 23,6 per cento – ha proposto Flavio Cattaneo come nuovo amministratore delegato e Paolo Scaroni come nuovo presidente, più quattro consiglieri.

ZACH MECELIS

 

Le nomine governative sono state contestate da un piccolo azionista (meno dell’1 per cento) ma di lungo corso, il fondo caymaniano Covalis Capital, guidato da Zach Mecelis.

 

– Leggi anche: Zach Mecelis, chi è (e cosa pensa) il capo del fondo Covalis che piroetta su Enel

 

In polemica con l’esecutivo, pur con qualche successivo ammorbidimento retorico, Mecelis ha proposto il banchiere Marco Mazzucchelli per il posto di presidente di Enel, al posto di Scaroni. Starace, non riconfermato dal governo Meloni alla testa di Enel, ha lanciato di fatto segnali non negativi verso Covalis Capital. Per restare ad? Non sembra uno scenario probabile, tuttavia.

 

LE PAROLE ESATTE DI STARACE AL SOLE 24 ORE

francesco starace con la moglie daniela foto di bacco

Intervistato dal Sole 24 il 1 maggio, Starace ha detto di pensare “che se, chiunque sarà il vincitore in questa contesa tra liste, abbia bisogno di una mano sono a disposizione. Ma sarebbe una cosa temporanea”.

 

“È la prima volta che accade una contesa tra liste in Enel”, aggiunse, “e in virtù del fatto che c’è questa contesa non ho potuto fare un passaggio di consegne con nessuno, perché non posso parlare con uno e non con l’altro. Se vince la lista presentata dall’esecutivo e ha bisogno di una mano per il passaggio di consegne sono a disposizione; se vince un’altra lista e ha bisogno di tempo per trovare il CEO non c’è problema […]. Sono a disposizione se qualcuno ha bisogno di mandare avanti temporaneamente la gestione dell’azienda, però all’interno di un limite temporale e di determinati paletti”.

 

IL CDA METTE IL BAVAGLIO A STARACE

Parole, quelle di Starace, che il governo sembrerebbe non aver gradito. In un comunicato diffuso ieri, il consiglio di amministrazione di Enel – dove il ministero dell’Economia ha un ruolo determinante – dice di aver “preso atto” delle dichiarazioni di Starace alla stampa.

 

E delibera che, “al fine di preservare la neutralità della società rispetto alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione” all’assemblea del 10 maggio, fino a questa data non dovranno venire “rilasciate in proposito, direttamente o indirettamente, interviste, dichiarazioni o comunque alcuna comunicazione da parte degli amministratori e/o del management della società”.

 

 

LA REMUNERAZIONE DI STARACE NEL 2022

Nel 2022 Starace ha ricevuto una remunerazione di 3,291 milioni, il 28 per cento in meno rispetto ai 4,580 milioni del 2021, per via del mancato raggiungimento degli obiettivi sull’utile netto ordinario consolidato e sul rapporto funds from operation/indebitamento finanziario netto.

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO