john malone 3

NON SOLO MURDOCH - CHI E’, CHI NON E’ E CHI SI CREDE DI ESSERE JOHN MALONE, IL “CABLE COWBOY” DELLE RETI VIA CAVO CHE HA COMPRATO IL CIRCUS DELLA FORMULA 1 - CONTROLLA DISCOVERY ED EUROSPORT E SOGNA DI FONDERSI CON VODAFONE PER BATTERE GOOGLE E NETFLIX

Maria Teresa Cometto per “CorrierEconomia - Corriere della Sera”

 

JOHN MALONEJOHN MALONE

In America John Malone lo chiamano il «cable cowboy», per la spregiudicatezza da Far West con cui ha costruito il suo impero di operatori e reti tv via cavo (cable). E anche perché davvero ama i cavalli e le sconfinate praterie per cavalcare: è, infatti, il più grande proprietario terriero negli Stati uniti con 8.500 chilometri quadrati di terreni fra il Maine e il New Mexico.

 

L' impero Partito all' inizio degli Anni Settanta da una piccola azienda di Denver in Colorado, Malone è cresciuto con una raffica di acquisizioni realizzate con complessi stratagemmi finanziari e fiscali. Ora ha 75 anni, un patrimonio personale di 6,3 miliardi di dollari e le sue società hanno milioni di utenti in tutto il mondo. Ma la sua fame di nuove prede è insaziabile.

 

gp di silverstone 2016 hamilton  1gp di silverstone 2016 hamilton 1

L' ultimo colpo messo a segno l' ha annunciato la settimana scorsa: con 4,4 miliardi di dollari ha conquistato il controllo del circuito della Formula Uno attraverso Liberty media, la sua holding americana, che già è presente nel business sportivo con la squadra di baseball Atlanta Braves.

 

Lo sport del resto è uno dei contenuti più popolari sulle reti tv anche negli Usa, come mostra il successo della rete Espn specializzata in questo campo. E a proposito di canali tv solo sportivi, un' altra società di Malone, Discovery communications, l' anno scorso ha completato l' acquisizione di Eurosport, che in Europa manda in onda dai tornei di tennis alle Olimpiadi.

JOHN MALONEJOHN MALONE

 

Comprare la Formula uno è quindi un tassello della strategia che il cowboy ha molto chiara: ha capito che i suoi nuovi concorrenti nella corsa a conquistare utenti e fatturato pubblicitario sono i giganti high-tech come Google e Netflix, e che per fronteggiarli chi opera nell' industria dei media deve raggiungere grandi economie di scala e offrire ai consumatori un menu completo di servizi e contenuti.

 

Così negli ultimi tempi Malone è diventato ancora più aggressivo. L' anno scorso l' operatore di tv via cavo Charter communications - controllato da Liberty media - ha comprato per circa 60 miliardi di dollari Time Warner cable diventando il secondo gruppo del settore negli Usa. E la casa produttrice di film e programmi tv Lionsgate (quella degli «Hunger games»), controllata da Discovery communications, ha comprato i canali tv americani Starz.

 

Nuovi obiettivi Quest' anno, poi, Malone ha creato in Olanda una joint venture con Vodafone, il che sarebbe, secondo l' agenzia Reuters, solo un assaggio del vero obiettivo di Malone: fondere la sua holding internazionale Liberty global - il più grande operatore al mondo di tv e Internet via cavo, basato a Londra come Vodafone - con la società guidata da Vittorio Colao, che è il secondo operatore al mondo di telefonia mobile.

 

hamilton e vettel 1cd4b2chamilton e vettel 1cd4b2c

Il risultato sarebbe un colosso che combina media e telecom, linee fisse e mobili a banda larga, con sinergie capaci di soddisfare le nuove abitudini del pubblico, che guarda i video sempre più sugli smartphone e tablet. Malone ne ha già discusso con Colao, che per ora non sembra disponibile alla fusione.

 

La storia La carriera del «cable cowboy» era cominciata in realtà non all' Ovest ma sulla costa Est degli Stati uniti. Malone è infatti nato in Connecticut, a Milford, da una insegnante e da un ingegnere della General electric. Fin da piccolo aveva mostrato uno spiccato spirito imprenditoriale e un talento per la tecnologia: a dieci anni comprava radio rotte, le aggiustava e le rivendeva agli amici.

 

ECCLESTONEECCLESTONE

A scuola è stato uno studente brillante: il college l' ha fatto a Yale laureandosi in Ingegneria elettrica ed Economia, poi ha preso un master in Gestione industriale e un dottorato in Ricerca operativa alla Johns Hopkins University. A soli 22 anni è entrato nei mitici laboratori Bell dell' At&T nel New Jersey, dove ha lavorato sul progetto di un video telefono, un prodotto troppo avanti rispetto ai tempi e quindi rimasto sulla carta.

 

È nel '72 che Malone si è spostato a Ovest, in Colorado, iniziando la sua avventura con Tele-communications inc. (Tci). Nella sua galoppata alla conquista del mercato della tv via cavo, ha avuto come rivale diretto la Time Warner di Ted Turner e i due concorrenti-amici si sono trovati recentemente a competere anche nell' acquisto di pascoli e foreste.

 

COLAO COLAO

L' ha spuntata Malone, che nel 2011 ha superato Turner come il più grande proprietario terriero privato negli Usa e due anni fa ha comprato anche un castello neogotico in Irlanda, il Paese d' origine della sua famiglia. Libertario e conservatore, Malone ha investito in questo modo una parte della sua fortuna come difesa contro il rischio di una iper-inflazione causata dal governo e dalla banca centrale, istituzioni in cui non ha fiducia.

 

Dopo aver venduto Tci per 59 miliardi di dollari nel '98 ad At&t, Malone ha continuato ad essere attivo sia nel mondo delle comunicazioni sia in quello dei contenuti con le sue tre holding, Liberty media, Liberty global e Discovery communications. Tutti si chiedono ora dove mai si fermerà il suo galoppo sfrenato.

ECCLESTONE MALONE BROWNECCLESTONE MALONE BROWN

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)