trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

DAGOREPORT

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse

Ha ragione il “New York Times”: l’attacco degli Stati uniti al Venezuela, con un bombardamento a tappeto su Caracas e sui tre stati di Miranda, Aragua e La Guaira, è “poco saggio”.

 

Il quotidiano, a differenza di Trump e dei suoi scherani, ha buona memoria e innanzitutto ricorda come siano spesso finiti malissimo i tentativi degli americani, a suon di bombe, di imporre un regime change alle più disparate latitudini. L’esempio più drammatico porta all’Afghanistan, dove una guerra ventennale per cacciare i talebani, iniziata il 7 ottobre del 2001, si è conclusa nel 2021 con il frettoloso quanto imbarazzante ritiro dei soldati americani, mentre a Kabul proprio i redivivi talebani riprendevano il potere, tra lo sgomento della popolazione civile.

ARRESTO DI NICOLAS MADURO

 

L’attacco su territorio venezuelano, con tanto di raid della Delta Force per prelevare nel sonno il presidente-dittatore Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores, senza dubbio porta nelle casse di Trump alcuni risultati immediati.

 

E’ vero che senza Maduro a spadroneggiare a Caracas, Trump puo’ finalmente mettere le mani sul petrolio venezuelano, vera ragione dell’intervento militare di Washington (altro che lotta ai narcotrafficanti!). Tant’è vero che i raid americani si sono ben guardati dal colpire le strutture per la produzione e la raffinazione del petrolio della compagnia energetica statale venezuelana “Pdvsa”.

 

Non solo. Trump, avendo gli occhi ben puntati sui barili di oro nero, ha immediatamente rivendicato il “successo” dicendo chiaramente: “Ora gli Usa saranno fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela". Poi ha rassicurato la Cina, uno dei principali acquirenti di greggio da Caracas, sulle future forniture, atteggiandosi a padroncino dei pozzi: “Ho buoni rapporti con Xi Jinping. Otterranno il petrolio”.

 

DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC

Inoltre, rimosso il detestato socialista Maduro, Trump potrebbe piazzare alla guida del Venezuela la sua fan e alleata Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace 2025 (anche se l'ha prima "lanciata" dicendo "Valuteremo se potrà guidare il paese" e poi l'ha affossata: "Non ha il sostegno per guidare il Venezuela").

 

Con Javier Milei in Argentina e un leader amico in Venezuela, prende forma la trumpizzazione del Sudamerica, realizzando di sponda la mai dimenticata Dottrina Monroe, enunciata nel 1823 dal presidente James Monroe. Una delle più note linee-guida della politica estera statunitense, la Dottrina Monroe rivendicava l'influenza statunitense nella regione americana, così come la successiva "diplomazia delle cannoniere" vista sotto Theodore Roosevelt all'inizio del Novecento.

 

donald trump vladimir putin anchorage alaska foto lapresse

Come spiega L’Ansa: “Si tratta di due pilastri storici dell'espansionismo e dell'interventismo Usa in America latina. La Dottrina Monroe nacque in un contesto in cui molte colonie latinoamericane stavano ottenendo l'indipendenza dalle potenze europee.

 

Il principio cardine era sintetizzato nello slogan "l'America agli americani": gli Stati Uniti si arrogavano il diritto di considerare l'intero emisfero occidentale come una propria sfera d'influenza, avvertendo le potenze europee che qualsiasi tentativo di intervento o di ricolonizzazione sarebbe stato considerato un atto ostile. Formalmente presentata come una dottrina difensiva, essa divenne nel tempo uno strumento ideologico per giustificare l'ingerenza statunitense negli affari interni dei Paesi latinoamericani”.

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

 

E fin qui, solo rose. Poi ci sono le spine.

A ogni azione, segue una reazione. E ogni evento in politica internazionale ha un orizzonte sconosciuto al presente: va letto con una profondità che sfida la cronaca e guarda alla storia. Se il “New York Times”, nella sua analisi, ha giudicato l’attacco al regime di Maduro come “poco saggio”, una ragione c’è e il quotidiano argomenta con chiarezza: “Procedendo senza alcuna legittimità internazionale, autorità legale valida o sostegno interno, Trump rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove che vogliono dominare i propri vicini".

 

Se gli Stati uniti bombardano il Venezuela, in barba al diritto internazionale, come può l’Occidente collettivo che fa capo a Washington opporsi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia o a quella, spesso evocata, di Taiwan da parte della Cina? La forma è sostanza e le scorribande americane, di cui sono pieni il Novecento e gli ultimi decenni, sono già da tempo il più solido argomento con cui dittature e teocrazie lamentano il “doppio standard” degli occidentali.

 

vladimir putin e donald trump - anchorage alaska

In questo caso, al di là delle prevedibili dichiarazioni di biasimo, Mosca e Pechino sotto sotto godono. Putin e Xi gongolano per l’unilateralismo muscolare di Trump: è la migliore legittimazione alle loro ambizioni, presenti e future.

 

E non è da escludere, come immaginato da alcuni analisti, che l’assalto al Venezuela da parte degli States rientri in un più ampio accordo di spartizione del mondo. Una sorta di “Yalta a mano armata” in cui Trump prende Caracas e il suo petrolio, Putin si vede assegnare il 20% dell’Ucraina e Xi Jinping puo’ papparsi la riottosa isola di Taiwan, con i suoi microchip e la sua posizione strategica per il controllo delle rotte nell’Indo-Pacifico.

 

Come rivelato da Daniele Ruvinetti su “la Verità” lo scorso 23 novembre: “Con il vertice di Anchorage (Alaska) del 15 agosto tra Trump e Putin c'è stata un'evoluzione di quello che era successo a giugno. Sul piatto è entrata anche la questione venezuelana con Trump che, nella sostanza, ha chiesto a Putin di non intralciarlo nelle operazioni contro i narcotrafficanti e contro Maduro. Ricordiamoci che quando Obama aveva provato a mettere pressioni sul presidente venezuelano, era stato lo stesso Putin a intervenire”.

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

 

IL NYT ATTACCA TRUMP, 'ATTACCO IN VENEZUELA ILLEGALE E POCO SAGGIO'

Rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove'

(ANSA) - WASHINGTON, 03 GEN - "L'attacco di Trump al Venezuela è illegale e poco saggio". E' il titolo di un duro editoriale del New York Times che critica il suo attacco in Venezuela, ricordando la lezione negativa dei tentati cambi di regime da parte Usa. Il quotidiano inoltre sostiene che "senza l'approvazione del Congresso, le sue azioni violano la legge statunitense" e che "procedendo senza alcuna legittimità internazionale, autorità legale valida o sostegno interno, Trump rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove che vogliono dominare i propri vicini".

 

"Più immediatamente, minaccia di replicare l'arroganza americana che portò all'invasione dell'Iraq nel 2003", prosegue il quotidiano. "La Costituzione - scrive il board - richiede l'approvazione del Congresso per qualsiasi atto di guerra. Sì, i presidenti spesso spingono i limiti di questa legge, ma anche Bush cercò e ottenne il sostegno del Congresso per l'invasione dell'Iraq, e i presidenti successivi hanno giustificato l'uso dei droni contro gruppi terroristici con una legge del 2001 dopo l'11 settembre.

 

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

Trump non ha nemmeno un'apparenza di autorità legale per i suoi attacchi al Venezuela". "Speriamo - conclude il Nyt - che la crisi attuale finisca meno male di quanto temiamo. Temiamo che l'avventurismo di Trump aumenti la sofferenza dei venezuelani, l'instabilità regionale e produca danni duraturi agli interessi americani nel mondo. Sappiamo che la politica bellicosa di Trump viola la legge".

 

CARACAS, 'GLI USA PUNTANO AL NOSTRO PETROLIO, LI RESPINGEREMO'

'Guerra coloniale con l'aiuto dell'oligarchia fascista fallirà'

(ANSA) - CARACAS, 03 GEN - "L'obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno". Lo scrive il governo di Nicolas Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington.   

 

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

"Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un 'cambio di regime', in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti", aggiunge la nota.

 

MEDIA, 'I RAID USA NON HANNO COLPITO L'INDUSTRIA PETROLIFERA'

(ANSA) - ROMA, 03 GEN - Stando alle prime valutazioni, la produzione e la raffinazione del petrolio della compagnia energetica statale venezuelana Pdvsa stanno funzionando normalmente e le sue strutture più importanti non hanno subito danni dagli attacchi statunitensi per rimuovere il presidente Nicolás Maduro.

 

Lo riporta il Guardian che cita la Reuters. Il porto di La Guaira, vicino alla capitale Caracas, uno dei più grandi del paese ma non utilizzato per le operazioni petrolifere, avrebbe invece subito gravi danni, ha affermato una delle due fonti sentite da Reuters.

 

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

TRUMP, SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NEL PETROLIO DI CARACAS

(ANSA) - WASHINGTON, 03 GEN - Gli Usa saranno "fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela": lo ha detto Donald Trump. Come noto, Caracas ha le più grandi riserve petrolifere del pianeta.

 

TRUMP RASSICURA XI DOPO BLITZ IN VENEZUELA, 'AVRANNO IL PETROLIO'

(ANSA) - WASHINGTON, 03 GEN - Donald Trump ha detto in una intervista a Fox che ha buoni rapporti con Xi e che la Cina non avrà problemi con l'operazione in Venezuela. "Otterranno il petrolio", ha assicurato. Pechino è uno dei principali importatori del greggio di Caracas.

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