palinsesti rai fiction 2025raifiction giampaolo rossi pier silvio berlusconi

“LA RAI POTREBBE COMPRARE SOAP IN TURCHIA, SAREBBE PIÙ CONVENIENTE, MA PREFERISCE INVESTIRE SULLA QUALITÀ” - L’AD GIAMPAOLO ROSSI LANCIA UNA STOCCATA A PIER SILVIO BERLUSCONI CHE HA RIEMPITO IL PALINSESTO MEDIASET DELLE COSIDDETTE “DIZI” PROVENIENTI DA ISTANBUL: “LA FICTION RAPPRESENTA LA GRANDE CAPACITÀ DELLA RAI DI COSTRUIRE L'IMMAGINARIO DENTRO IL QUALE NOI CI MUOVIAMO” - PECCATO CHE PER UN “SANDOKAN” CHE SPOPOLA CI SIANO DECINE DI SERIE ITALIANE DELLA RAI DI DUBBIA QUALITÀ CHE ATTIRANO LO STESSO NUMERO DI SPETTATORI DELLE TANTO VITUPERATE SERIE TURCHE – FOTO: CHI C’ERA ALLA PRESENTAZIONE DEI PALINSESTI DI RAI FICTION, DA RAOUL BOVA A LUISA RANIERI

 

giampaolo rossi

(ANSA) - "La Rai potrebbe comprare soap in Turchia, sarebbe più conveniente, ma preferisce investire sulla qualità della fiction e risultati si vedono anche dal riscontro del pubblico".

 

Giampaolo Rossi, Ad del servizio pubblico, lo ha detto ieri sera, intervenendo alla presentazione del palinsesto della fiction 2026 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, in una serata evento che ha visto salire sul palco i protagonisti dei titoli della stagione televisiva da gennaio a marzo e in sala tanti grandi attori che hanno contribuito al successo di quella appena conclusa o che sono sul set con nuovi progetti.

 

Tra questi Luisa Ranieri, Vanessa Scalera e Massimilano Gallo, Alessandro Gassmann, Lino Guanciale, Matteo Martari, Giuseppe Zeno, Raoul Bova, Nino Frassica, Luca Argentero, Elena Sofia Ricci, Barbara Ronchi, Carmine Recano, Serena Rossi, Giorgio Pasotti, Maurizio Lastrico e Romana Maggiora Vergano.

 

pier silvio berlusconi-3

Presenti anche la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, l'Ad di Rai pubblicità Luca Poggi e Lorenza Lei, Ad Fondazione Roma Lazio film commission.

 

 

Per Rossi, la fiction rappresenta "la grande capacità della Rai, in quanto servizio pubblico e prima industria culturale del Paese, di costruire narrazioni e racconti plurali, di costruire l'immaginario dentro il quale noi ci muoviamo, di narrarlo nelle sue contraddizioni e nelle sue complessità".

 

maria pia ammirati giampaolo rossi

Da questo punto di vista, ha spiegato, "la fiction è per la Rai il punto di svolta di questo grande racconto, l'approfondimento, la capacità di trattare i grandi temi del nostro tempo", sostenuta da "un investimento straordinario" e dalla capacità di "tenere in piedi l'intera industria dell'audiovisivo e della fiction italiana".

 

 

"La fiction è diventata anche un punto di riferimento, un concentrato tra cinema e televisione", ha detto ancora il manager, sottolineando come rappresenti "lo spazio della nuova narrativa popolare, il grande racconto del nostro tempo", capace di misurare "nuove narrazioni ma anche nuovi talenti, grandi attori e grandi registi", aiutando "le strutture della produzione e dell'industria del nostro Paese".

 

"Dagli sceneggiati alla fiction moderna la Rai è sempre stata lungimirante", ha concluso l'Ad, ricordando che l'azienda ha seguito "l'evoluzione del percorso di crescita dell'audiovisivo italiano". Un percorso confermato dai risultati: "Sandokan è un successo straordinario", così come "lo è stato lo scorso anno Il Conte di Montecristo", esempi di quelle "grandi coproduzioni internazionali che danno la misura della forza della Rai nella capacità di costruire la fiction e il racconto seriale".

  

raoul bova

Dal giallo alla commedia, dal legal al thriller, dal dramedy alla ricostruzione storica, dal civile al coming of age: è la ricca offerta che Rai Fiction propone tra gennaio e maggio 2026. "Le novità - dice la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati - si fondano su protagonisti e temi inediti: storie civili che interrogano la coscienza collettiva, di riscatto, biografie di grandi figure della cultura e dello sport, saghe familiari che attraversano il Novecento.

 

Accanto a queste, commedie sentimentali arricchiscono il panorama con leggerezza e ironia, mentre polizieschi, thriller e legal drama esplorano tensioni morali del presente. La forza della fiction sta nel sapersi rinnovare senza interrompere il dialogo con il pubblico".

tradimento 4

camilla nesbitt pietro valsecchiluisa ranierialessio bonigiulio scarpatigiuseppe zenovanessa scaleragiorgio marchesicostanza quadriglioivana lotitomaurizio lastricoromana maggiora verganafrancesco sicilianosimona agnes giampaolo rossi maria pia ammiratialberto rossirenato de mariamaria pia ammiratiserena iansitialessandro gassmanngiorgio pasottibeppe fiorello gabriella pessionmariavera rattielena radonicichalessio lapicefabrizio bigiobarbara ronchimaupas nicolasliliana fiorellicarmine recanoelena sofia riccigiacomo giorgiomassimiliano galloeleonora danieleincoronata boccialuca argenteroelisabetta pellinianita capriolifederico molliconeester pantanoantonio folletto alessandro gassmann massimiliano galloantonio follettolunetta savinofortunato cerlinoserena autierivalentina romanimatilde giolidonatella finocchiarofrancesco arcarosa diletta rossililiana fiorelli francesco apolloniserena rossimargareth made giuseppe zenogabriella pessionbarbora bobulovalorenza lei romana maggiora verganomassimiliano gallo maria pia ammiratinino frassicasandokan 14

il conte di montecristo rai1 6

pier silvio berlusconi-2

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?