giorgia meloni andrea orcel carlo messina

FINANCIAL TIMES: ‘’INTESA HA SCELTO IL BERSAGLIO GIUSTO’’

‘’LE PROSPETTIVE DI MPS NON SONO PARTICOLARMENTE BRILLANTI. LA BANCA È ALLE PRESE CON LA COMPLESSA INTEGRAZIONE DI MEDIOBANCA E LA SUA GOVERNANCE È FRAGILE COME POCHE - UNA VITTORIA DI INTESA POTREBBE RISULTARE GRADITA ANCHE A GIORGIA MELONI, POICHÉ RIDURREBBE LE PROBABILITÀ CHE GENERALI FINISCA IN MANI STRANIERE - LA POSSIBILITÀ CHE INTESA RIESCA A PORTARE A TERMINE L’ACQUISIZIONE DIPENDERÀ IN LARGA MISURA DA UNICREDIT, IMPEGNATO IN UNA TORTUOSA BATTAGLIA PER ACQUISTARE LA TEDESCA COMMERZBANK. MA ORCEL POTREBBE ESSERE TENTATO DI ENTRARE ANCHE IN QUESTA CONTESA, PIUTTOSTO CHE ASSISTERE ALLA CRESCITA DEI RIVALI ITALIANI NEL SUO MERCATO DOMESTICO…”

CARLO MESSINA RE DI SIENA

Da “Lex” - “Financial Times”

 

Le operazioni di M&A in Italia hanno spesso tanto a che fare con la politica e le personalità quanto con la massimizzazione del profitto. Questo rende la proposta di acquisizione da 30 miliardi di euro di Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Intesa una gradita rarità.

 

Intesa ha scelto il bersaglio giusto, nel senso che le prospettive autonome di MPS, l’istituto di credito con sede in Toscana, non sono particolarmente brillanti.

 

Luigi Lovaglio

La banca è alle prese con la complessa integrazione della combattiva rivale Mediobanca, acquisita lo scorso anno. E la sua governance è fragile come poche: di recente, azionisti in conflitto tra loro hanno destituito e poi reinsediato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio nel giro di pochissimo tempo.

 

La scorsa settimana, secondo i dati di S&P Capital IQ, MPS trattava a meno del proprio valore contabile tangibile, risultando quindi a buon mercato rispetto agli standard delle banche europee.

 

CARLO CIMBRI

Intesa si trova in una posizione eccellente per acquistare. La maggiore banca italiana per attivi ha stretto un accordo con l’assicuratore Unipol per spartirsi la rete retail di MPS, nella speranza di evitare problemi di concorrenza.

 

Anche così, ritiene di poter eliminare 1,1 miliardi di euro di costi sovrapposti nelle attività che sta acquisendo, oltre ai 400 milioni di euro che MPS sperava di risparmiare in spese e costi di finanziamento grazie all’acquisizione di Mediobanca.

 

Per fare un confronto, la concorrente di fascia intermedia Banco BPM, che domenica ha scritto al consiglio di amministrazione di MPS proponendo una fusione tra pari, ritiene di poter tagliare soltanto 650 milioni di euro di costi derivanti dalla combinazione.

CARLO MESSINA - ANDREA ORCEL

 

Questo rende l’operazione proposta da Intesa una transazione capace di creare molto valore, anche escludendo eventuali benefici derivanti dalla vendita incrociata di prodotti e simili.

 

La possibilità che Intesa riesca a portare a termine l’acquisizione a questo prezzo dipenderà in larga misura dall’altra banca milanese, UniCredit. L’istituto guidato dal veterano delle operazioni di M&A Andrea Orcel è impegnato in una tortuosa battaglia per acquistare la tedesca Commerzbank.

giorgia meloni all assemblea di confindustria foto lapresse2

 

Ma Orcel potrebbe essere tentato di entrare anche in questa contesa, piuttosto che assistere alla crescita dei rivali italiani nel suo mercato domestico.

 

Le altre opzioni di crescita in Italia sono difficili da trovare: Banco BPM, che Orcel ha recentemente tentato di acquistare, è posseduta per il 20 per cento da Crédit Agricole.

 

Intesa sarà difficile da battere: secondo i calcoli di Lex, potrebbe aumentare la propria offerta di un paio di miliardi senza distruggere valore. Ma la finanza non racconta tutta la storia. Se la banca avrà successo, finirà anche per ottenere la partecipazione del 13 per cento di Mediobanca nell’assicuratore Generali, ampiamente considerato un asset strategico italiano.

 

Per questo motivo, una vittoria di Intesa potrebbe risultare gradita anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, poiché ridurrebbe le probabilità che Generali finisca in mani straniere. La differenza rispetto ad altre operazioni gradite a Roma è che, in questo caso, anche il capitalismo italiano potrebbe considerarla una vittoria.

HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLEINTERVENTO DI ANDREA ORCEL SUL FINANCIAL TIMES

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