FREGATURE GLOBALI - DOPO LEHMAN, CRACK PER ‘MF GLOBAL’, UN ALTRO COLOSSO DELLA FINANZA AMERICANA - LA SOCIETÀ DI JON CORZINE, GIÀ PRESIDENTE DI GOLDMAN SACHS ED EX GOVERNATORE DEL NEW JERSEY, È ESPOSTA PER 6,3 MLD $ DOPO AVER SCOMMESSO SUL DEBITO EUROPEO E FATTO INCETTA DI BOND DI ITALIA, SPAGNA, PORTOGALLO E IRLANDA - LA ‘MF’ È INOLTRE ACCUSATA DI AVER FATTO SPARIRE 700 MLN $ DAI CONTI DEI PROPRI CLIENTI PER TAMPONARE I BUCHI…

1 - MF GLOBAL TRADING CON I SOLDI DEI CLIENTI
R. E. per "la Stampa"

Mf Global, la società di brokeraggio guidata dall'ex governatore del New Jersey Jon Corzine, avrebbe violato le regole della Commodity futures trading commission, l'autorità americana di regolamentazione degli scambi di materie prime. Mf Global è già nel mirino delle autorità di regolamentazione americane dopo che ieri ha chiesto l'amministrazione controllata a causa delle perdite provocate da un'esposizione al debito dell'Eurozona (italiano e spagnolo in particolare) gonfiatasi a 6,3 miliardi di dollari.

Craig Donohue, amministratore delegato di Cme Group, che controlla il Chicago Mercantile Exchange, accusa il broker, attivo soprattutto nel settore dei derivati e con ambizioni da banca di investimento, di non aver tenuto separati i propri fondi da quelli dei clienti, come impongono le regole della Cftc. Secondo indiscrezioni riportate da Business Week, Mf Global avrebbe fatto sparire centinaia di milioni di dollari dai conti dei propri clienti. Inizialmente si parlava di 950 milioni di dollari, la cifra è stata poi ridotta a poco meno di 700 milioni di dollari.

Il collasso di Mf Global ha travolto anche Jon Corzine, già amministratore delegato di Goldman Sachs: utilizzando fondi di Mf Global (tramite il trading per conto proprio che la Volcker Rule, nel caso fosse adottata, proibirebbe), l'ex governatore avrebbe insistito per scommettere sul debito europeo senza mettere in conto un protrarsi della crisi. La vicenda rischia ora di lasciare in panchina alcuni banchieri di grido reclutati da Corzine, come gli ex-Ubs Michael Stockman e Jon Bass e Richard Moore (ex-Citigroup), ma anche Mark Jicka ex-Mizuho Securities e Steven Madsen (ex-Societe Generale).

Le autorità lo hanno scoperto lunedì sera, ma nel weekend avevano già sospettato un buco da 900 milioni e hanno messo in allerta la società interessata all'acquisto. L'ex senatore ha quindi usato i soldi dei clienti per coprire le perdite della banca? Alcuni sono più ottimisti e pensano che i fondi salteranno fuori a breve. Ma una cosa è certa: se non compariranno, Corzine rischia il carcere.

E non saprà cosa farsene della ricca liquidazione che, secondo indiscrezioni del quotidiano newyorkese, si aggira intorno ai 12,1 milioni di dollari. Le difficoltà di Mf Global sono iniziate nelle ultime settimane quando, in seguito a scommesse sbagliate sul debito sovrano dei paesi europei, le agenzie di rating Moody's e Fitch hanno classificato a livello «spazzatura» il merito creditizio dell'azienda. E' iniziata così la pioggia di vendite degli investitori che ne ha fatto crollare la quotazione.


2 - SALTA MF GLOBAL, VITTIMA DELLA CRISI EUROPEA
Marco Valsania per il "Sole 24 Ore"

È crack, dopo Lehman Brothers, per un altro colosso della finanza americana. Questa volta, però, non è stato scottato da scommesse su derivati immobiliari a stelle e strisce. È stato travolto dalla crisi europea: MF Global è crollato - ieri mattina ha portato i libri in tribunale chiedendo l'amministrazione controllata - sotto i colpi di perdite provocate da un'esposizione a bond del Vecchio continente gonfiatasi fino a 6,3 miliardi di dollari - più di metà, il 51%, in titoli del debito italiani.

MF Global, broker dei derivati con ambizioni da investment bank, è subito diventata la principale vittima, in America e forse sul palcoscenico internazionale, della bufera sul debito sovrano. Nei documenti depositati ai giudici di Manhattan ha riportato asset per oltre 41 miliardi (accanto a passività per 39,68 miliardi), abbastanza per strappare il titolo di ottavo crack statunitense di tutti i tempi a Chrysler.

Nononostante i numeri non sembra avere, assicurano a Wall Street, il rilievo sistemico di Lehman. Ma non è neppure una società qualunque: mercati del calibro del Cme, dell'Intercontinental Exchange e del Singapore Exchange si sono affannati ieri a bloccare i trader di MF Global per limitare i danni e verificare che le transazioni gestite da MF Global siano trasferite ad altri protagonisti. La Federal Reserve è stata costretta a sospendere la società dal novero dei 22 primary dealer nei treasury, onore che le aveva concesso solo quest'anno.

Ancor più, il crollo può rappresentare un segnale d'allarme sui rischi eccessivi che l'alta finanza continua a correre sfidando le strette nelle regole: l'esposizione a paesi europei in difficoltà di MF Global aveva superato quella della ben più solida Morgan Stanley - 4 miliardi, con liquidità 50 volte superiore - che pur di recente ha innervosito gli investitori con le sue avventure oltre Atlantico.

Segno del rilievo ormai conquistato dall'un tempo oscuro marchio dei derivati, inoltre, l'elenco dei creditori non garantiti è un invito nel salotto buono di Wall Street e non solo: Jp Morgan (ufficialmente 1,2 miliardi, ma fonti bancarie hanno precisato che sarebbe di 80 milioni), Deutsche Bank (forse un miliardo tra diversi bond) per arrivare alla rete Tv Cnbc, a studi legali quali Sullivan & Cromwell e Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, a Bloomberg Finance e American Express, a società contabili come PricewaterhouseCoopers e Kpmg, al gruppo hi-tech Oracle e al liquidatore di Lehman Alvarez & Marsal. Tra gli stessi azionisti non mancano le «firme» celebri che potrebbero rimanere bruciate: il fondo JC Flowers controlla il 10 per cento.

L'odissea di MF Global - che opera in 12 paesi e 70 borse, ha duemila dipendenti di cui 600 a Londra ed è attiva in Italia senza filiali - ha travolto anche una delle figure di maggior spicco a Wall Street, quel Jon Corzine già presidente di Goldman Sachs e governatore del New Jersey, tornato dalla politica alla finanza per guidare la società. Proprio le mire del 64enne Corzine, però, sono state fatali: il suo obiettivo, diventato amministratore delegato nel marzo 2010 una volta persa la campagna per la rielezione a primo cittadino del New Jersey, è stato quello di trasformare una finanziaria specializzata in servizi di esecuzione e clearing di derivati, dove era fra i leader, in una stella nel rarefatto firmamento delle banche d'investimento, capace di aggressivi investimenti con i propri capitali. Sempre più lontana, cioè, dalle radici storiche: MF Global, scorporata nel 2007 dal fondo Man Group, nasce nei panni di broker dello zucchero a Londra 230 anni or sono.

Corzine, nel progetto di reinvenzione, ha coltivato esplicitamente un desiderio di rivalsa nei confronti del suo ex gruppo, Goldman. Aveva perso, pur uscendone miliardario, una battaglia al vertice nel 1999. E di sicuro non gli è mai difettata la fiducia in sé quando si tratta di obbligazioni: si era fatto le ossa, già a inizio carriera, sul reddito fisso. Peccato che il sogno di creare la «sua» mini-Goldman sia passato attraverso un gioco spericolato sui bond europei, a partire dalla fine dell'anno scorso. Lui era certo, ha raccontato chi lo conosce, che i titoli di paesi come Italia e Spagna a elevati rendimenti fossero l'affare del secolo. Non si aspettava il protrarsi e aggravarsi delle tensioni.

Così autorizzò, incoraggiò e spesso gestì in prima persona una scommessa dopo l'altra, anche con qualche successo prima dell'estate. Ma nell'ultimo bilancio trimestrale, a fine settembre e nel pieno della bufera europea, il portafoglio del debito sovrano contava ben 3,13 miliardi di dollari in titoli italiani e 1,11 miliardi in bond spagnoli, seguiti da titoli belgi, portoghesi e irlandesi. E la società ha denunciato perdite per 186,6 milioni. Ha sostenuto che si trattava di momentanei aumenti dei costi e cali nel trading, non di operazioni sbagliate sul debito europeo.

Corzine ha provato a esprimere «soddisfazione» per riposizionamenti nel credito e performance nelle commodities. Nulla da fare. La crisi si è consumata in una settimana: uno scivolone del titolo in poche ore del 50%, seguito da fughe di clienti e controparti. Corzine ha tentato il savataggio in extremis, orchestrando un passaggio al broker online Interactive Brokers Group. Fallita una rapida vendita, tuttavia, è rimasto solo il tribunale e il Chapter 11, la protezione dai creditori, aspettando offerte per il gruppo o le sue attività.

 

LOGO MF GLOBALJOHN CORZINECRAIG DONOHUEGOLDMAN SACHS Lehman BrothersMOODY'Sfitch ratings

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…