veneto banca de franceschi ambrosini

IL VENETO SBANCA/2 - IL FONDO ATLANTE SI DOVRÀ ACCOLLARE PURE VENETO BANCA? PARE CHE LE SOTTOSCRIZIONI NON SIANO AFFATTO ''VICINE AI 600 MILIONI'' - OTTO FILIALI NEL MIRINO DELLA GUARDIA DI FINANZA, PER VERIFICARE LEGAMI TRA L'AUMENTO DI CAPITALE E PRESTITI AI SOCI

1 - ATLANTE ESPUGNA ANCHE VENETO BANCA

Camilla Conti per “il Giornale

 

ALESSANDRO PENATIALESSANDRO PENATI

«Abbiamo sottoscrizioni ed impegni di sottoscrizioni dell' aumento di capitale di Veneto Banca già vicini ai 600 milioni», aveva assicurato lo scorso 9 giugno, Bruno Zago, il presidente dell' associazione «Per Veneto Banca» che raccoglie i grandi azionisti di Montebelluna. Zago rispondeva alla condizione posta dal fondo Atlante di controllare la maggioranza per continuare a garantire l' intero aumento di capitale da un miliardo. «Oggi gli oceani separano ancora le persone ma non i capitali», aveva aggiunto Zago.

 

Gli oceani, però, alla fine hanno separato anche le parole dai fatti. Perchè i milioni annunciati da Zago non si sono visti (al momento le adesioni sarebbero molto sotto l' 1%) e ieri i vecchi soci della banca veneta hanno alzato bandiera bianca.

alessandro penatialessandro penati

 

Colpa di una serie di circostanze: a cominciare dai tempi molto stretti per il completamento dell' operazione che «impediscono che ciò si concretizzi per importi consistenti», hanno scritto in una nota gli azionisti raccolti dall' imprenditore. Sottolineando che «continuano a mancare alcune informazioni essenziali per assumere una decisione consapevole sull' aumento quali per esempio quelli sulla strategia futura della banca e di rilancio». A questo si aggiungono «l' incertezza legata al referendum sulla Brexit, gli aumenti di capitali di altri istituti bancari e la forte volatilità del mercato borsistico».

 

Come previsto, dunque, il fondo Atlante replicherà lo stesso copione della popolare di Vicenza: assumerà il controllo di Veneto Banca e varerà un riassetto della governance. Il primo passo sarà comunque quello di garantire l' aumento di capitale «anche in caso di Brexit». La rassicurazione è arrivata proprio da Quaestio Capital Management, gestore del fondo, in una nota trasmessa mercoledì scorso a Banca Imi e agli altri garanti dell' operazione. Il referendum si terrà nel Regno Unito in data 23 giugno, ovvero il giorno dopo il termine ultimo per aderire all' offerta.

stefano ambrosini  stefano ambrosini

 

Intanto, la Procura di Roma ha smentito accertamenti sull' aumento di capitale ipotizzate ieri dalla stampa. I pm stanno invece aspettando una relazione della Guardia di Finanza relativa ai controlli effettuati nei giorni scorsi su richiesta della Consob nella sede della banca e in altre agenzie nella provincia di Treviso. La Procura romana, nel febbraio 2015, ha avviato un' inchiesta per ostacolo alla vigilanza che vede coinvolto anche l' ex ad Vincenzo Consoli. La relazione delle Fiamme gialle potrebbe andare a finire in questo fascicolo senza doverne aprire uno nuovo.

 

Dal fronte vicentino, infine, arriva la conferma che la pre-garanzia che Unicredit aveva dato all' aumento della Pop Vicenza era vincolata alle trasformazione in Spa e alla quotazione in Borsa dell' istituto. Quotazione che, appunto, è saltata.

 

 

2 - VENETO BANCA, OTTO FILIALI NEL MIRINO

Fabrizio Massaro Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera

 

Veneto BancaVeneto Banca

Sono otto le filiali di Veneto Banca «visitate» dagli investigatori del Nucleo valutario della Guardia di Finanza per ordine di Consob. L' obiettivo è chiaro: verificare se ci sia stato un abbinamento tra la sottoscrizione dell' aumento di capitale da 1 miliardo, attualmente in corso, e l' erogazione di finanziamenti ai clienti. Nella delega dell' ufficio ispettivo agli specialisti delle Fiamme gialle si chiede di accertare se questo tipo di operazione «sia stata sollecitata fuori dalle regole di adeguatezza e appropriatezza».

VINCENZO CONSOLI VINCENZO CONSOLI

 

Al termine dei controlli la Consob deciderà se trasmettere l' esito dell' ispezione alla Procura di Roma, titolare dell' inchiesta sul dissesto dell' istituto che ha tra gli indagati l' ex direttore generale Vincenzo Consoli e l' ex presidente Flavio Trinca. I reati ipotizzati sono ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio per una società non quotata.

 

Le verifiche sono essenziali: l' aumento, rivolto inizialmente solo agli attuali soci, è «a massimo rischio», ha detto la scorsa settimana il dg Cristiano Carrus, precisando che la banca «non solleciterà sottoscrizioni». L' anno scorso dall' ispezione Bce erano emersi casi di finanziamenti per passati aumenti di capitale, pari a 350 milioni. L' istituto ha precisato ieri che la visita del presidente Stefano Ambrosini al procuratore di Roma Giuseppe Pignatone è servita a «presentare i nuovi vertici dell' istituto e ribadire la massima disponibilità a collaborare», senza riferimenti a «indagini in corso» o «sollecitazioni o richieste di alcun tipo».

 

In ogni caso l' aumento non starebbe raccogliendo consensi, nonostante il pressing dell' associazione «Per Veneto Banca», che puntava a sottoscrizioni fino a 600 milioni. Ieri l' associazione presieduta dall' imprenditore Bruno Zago ha fatto retromarcia: «Continuano a mancare alcune informazioni essenziali per assumere una decisione consapevole sull' aumento quali per esempio sulla strategia futura della banca e di rilancio».

veneto  banca  assemblea sociveneto banca assemblea soci

Questo e i tempi «molto ristretti» dell' aumento «impediscono che ciò si concretizzi per importi consistenti».

 

Toccherà dunque al fondo Atlante intervenire. E questo anche in caso di Brexit. Ieri lo ha precisato Quaestio sgr, che gestisce Atlante: essendo una «circostanza nota», l' eventuale vittoria del «sì» «non costituirà un evento straordinario e non prevedibile ai fini degli impegni assunti dalla Sgr». In questo modo si sgombra il campo da un possibile problema che metterebbe a rischio il successo dell' aumento e quindi la sopravvivenza stessa della banca, visto l' aumento si chiude venerdì 24, all' indomani del referendum britannico.

veneto bancaveneto banca

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...