FORSE LA CASSA DI RISPARMIO DI PADOVA E ROVIGO USCIRÀ DA BANCA INTESA: CON UN DEBITO DI 100 MLN€, SPERAVA NEI DIVIDENDI CHE AIRONE PASSERA SI ERA IMPEGNATO A PAGARE - BENIAMINO GAVIO PIGLIATUTTO RILEVA I CANTIERI BAGLIETTO - ALTRA BOTTA PER ALEDANNO: IL PROGETTO DI TRASFORMAZIONE DELLE TORRI DI RENZO PIANO ALL’EUR RISCHIA DI NAUFRAGARE - IL FRATELLO DI PIETRO ICHINO, ANDREA, DEBUTTA COME EDITORIALISTA DEL “CORRIERE”...

Da "Panorama Economy" in edicola domani

1 - IL DEBUTTO DI ICHINO JUNIOR
Il figlio? Mannò, magari è il cugino... I sussurri in questi giorni si sono moltiplicati. Da quando, il 15 febbraio scorso, ha debuttato come editorialista su Il Corriere della sera (con Alberto Alesina, suo partner in molte ricerche) molti si sono chiesti chi è Andrea Ichino. È il fratello cinquantaduenne del più anziano (63 anni) e più noto senatore Pd Pietro Ichino ha un'accattivante faccia da vieux garçon, è sposato con Simonetta Salvini e tra gli amici i due costituiscono la classica coppia esemplare: stanno insieme dai tempi dell'università e hanno quattro figli, Matteo, Martina, Lucia e Giacomo.

Ma non è certo per la vita privata che Andrea Ichino sta andando forte. Il fatto è che il suo cursus honorum completa il giuslavorismo in famiglia: laureato all'Università Bocconi di Milano (come scrive lui stesso «sotto la supervisione di Mario Monti»), è oggi docente di economia all'ateneo di Bologna. E si occupa molto di lavoro, anche se da angolature più sociologiche.

Collaboratore di lavoce.info (il sito di Tito Boeri), è autore di ricerche di successo e anche un po' radical chic, come quella presentata giovedì 16 febbraio al convegno nazionale di Valore D (il salotto buono del top management femminile italiano, diretto da Alessandra Perrazzelli). Che cosa ha spiegato Andrea Ichino alle convenute, presente anche un pezzo da novanta del governo come il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero? Che «si può mettere un dito tra moglie e marito», tassando cioè di meno il lavoro femminile. (g.p.)


2 - NIENTE BAMBOCCIONI IN QUESTO FILM
«L'onda non si è ancora fermata e potremmo avere ancora delle sorprese...» aveva detto Matteo Fini, figlio del noto polemista Massimo, in un'intervista su cosa avrebbe fatto dopo Non è un Paese per bamboccioni. Ecco la prima sorpresa: il libro che ha scritto con Alessandra Sestito diventerà un film. Le storie di imprenditori di nuova generazione che smentiscono la famigerata valutazione sui giovani italiani hanno attirato l'attenzione di due produttrici al debutto: Ottavia Fusco e Rossella Izzo. Un'attrice e un'autrice che vogliono dare nuovi contenuti alla commedia giovanile. Le riprese inizieranno in maggio tra Roma, Torino e Milano. Il regista è ancora top secret, come il titolo.


3 - UN ROCKER A FARMINDUSTRIA
Il neopresidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi? Un rocker mancato. Milanese, 51 anni, ancora in fasce è andato «in fissa» per tastiera e fisarmonica e tre anni fa, con alcuni colleghi di Janssen Italia (l'azienda del gruppo Johnson & Johnson che guida da 11), ha messo su una band benefica, di cui è frontman, cantante e chitarrista. Repertorio internazionale, da Jimi Hendrix ai Pink Floyd, passando per Vasco e Ligabue, la Jc Band si è esibita da Le Banque al Bobino di Milano e il 29 febbraio, in occasione della Giornata delle malattie rare, torna al Gilda, mitica discoteca romana, per raccogliere fondi per la onlus Uniamo Fimr. «Suoniamo gratis» racconta Scaccabarozzi «e abbiamo anche inciso tre cd, distribuiti in 12 mila copie ad amici e azionisti per Natale». (c.riz.)


4 - A PADOVA CI SARA' MENO INTESA
Cresce il numero delle Fondazioni bancarie in difficoltà. Antonio Finotti, presidente della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo (Cariparo), sta valutando la possibilità di liquidare almeno in parte la quota del 4,8% in Banca Intesa. L'ente ha contratto un debito di 100 milioni con Mediobanca per finanziare la sua parte (228 milioni) nell'aumento di capitale della banca del 2011. Per rimborsarlo aveva fatto affidamento sui dividendi che Corrado Passera si era impegnato a pagare per i tre anni del piano industriale. Con l'arrivo di Enrico Cucchiani la situazione è cambiata. Un voltafaccia importante per la banca veneta. E che vuol dire che sul dividendo si aprirà un'aspra battaglia in consiglio. Tanto più rovente perché fra un anno scadono le deleghe e già si parla di abbandono del sistema duale. (n.sun.)


5 - E GAVIO SALE SULLA TOLDA DI BAGLIETTO
Beniamino Gavio asso pigliatutto. Non gli bastava scalare Impregilo. Nel frattempo ha anche acquisito per 18,5 milioni di euro il cantiere spezzino e lo storico marchio del gabbiano Baglietto. Il prossimo step, la firma in Autorità Portuale per le concessioni demaniali. Ora inizia il piano di rilancio che Gavio ha affidato a Diego Deprati, per 20 anni a.d. di Mondomarine. L'imprenditore piemontese, che assumerà la presidenza, ha già presentato il suo piano di rilancio che prevede una riorganizzazione e il riassorbimento dei 46 dipendenti in cassa integrazione.


6 - BENZINA LIGHT ALLA COOP
Dopo un anno di sperimentazione a Brindisi con un distributore bianco ereditato dall'acquisto della rete di ipermercati pugliesi di Carrefour, la Coop Estense lancia il suo marchio del carburante. E parte da Bari dove ha appena inaugurato la prima pompa a marchio Coop a prezzi killer per la concorrenza con uno sconto che va dai 15 ai 20 centesimi al litro. Presto tutte le città pugliesi dove sono presenti gli ipermercati Coop (Foggia, Lecce, Taranto, Barletta) avranno il distributore della Coop. E poi l'espansione continuerà nel resto delle aree di pertinenza della Estense, dalla provincia di Matera a quelle di Modena e Ferrara. (a.cal.)


7 - FERME LE TORRI DI PIANO
La trasformazione delle vecchie torri del ministero delle Finanze all'Eur di Roma, nell'avveniristica casa di vetro di Renzo Piano (foto), rischia di non vedere più la luce. Il progetto del 2005 voluto da Walter Veltroni era stato approvato dalla giunta Alemanno nel 2010 con alcuni cambiamenti ed erano state prenotate un centinaio di case. Da allora, però, quasi nulla è stato fatto. Le condizioni del mercato sono cambiate e i costruttori che detengono il 50% della società veicolo Alfiere Spa (Lamaro Appalti del Gruppo Toti, Immobiliare Fondiaria-Sai, Astrim, Met Development, Fimit-Fondi Immobiliari Sgr, Eurospazio) stanno mollando, mentre l'altro 50% è in mano a Fintecna Immobiliare. E adesso si cerca un acquirente straniero. (a.cal.)

 

Pietro IchinoCorrado Passera TITO BOERI Enrico Cucchiani

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