catalogna indipendente

FUGA DA BARCELLONA! - LE IMPRESE CATALANE TEMONO RIPERCUSSIONI PER LE SCELTE AUTONOMISTE - SI TRASFERISCE A MADRID LA CONSOB SPAGNOLA. E, FORSE, ANCHE LA PRIMA BANCA DELLA REGIONE, LA CAIXA – PER IL MOMENTO, AMAZON PROSEGUE LA COSTRUZIONE DEL PIU’ GRANDE CENTRO LOGISTICO EUROPEO

 

MANIFESTAZIONE CONTRO L'INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA

Paola Del Vecchio per Il Messaggero

 

Da settimane l'instabilità in Catalogna tiene sulle spine il mondo economico e imprenditoriale spagnolo. E ieri ha cominciato a produrre i temuti contraccolpi su euro, debito sovrano e Borsa spagnola, sull'indice Ibex 35 delle aziende quotate. Che, dopo il referendum unilaterale di domenica, gli scontri e il successivo annuncio della prossima proclamazione della Repubblica Catalana, ha registrato perdite vicine al 3%.

 

Sciopero Generale in Catalogna

Si tema la fuga di aziende e banche dalla Catalogna in fiamme. Fra i pochi titoli ieri in positivo, alla chiusura, quello dell'impresa biotecnologica Oryzon, che lunedì aveva annunciato alla Commissione nazionale mercato valori, la Consob spagnola, il trasferimento della sua sede sociale da Barcellona a Madrid. E il suo esempio potrebbe essere seguito a ruota da multinazionali e aziende. Anche se giganti come Amazon, impegnato nella costruzione del più grande centro di logistica in Europa a Barcellona, per ora aguantan, resistono, incrociando le dita.

 

«PROTEGGERE I CLIENTI»

Sciopero Generale in Catalogna

Caixabank, il più grande ente bancario catalano, presieduto da Jordi Gual Solé, martedì ha inviato una circolare interna agli impiegati, dove si assicurava che l'unico obiettivo del gruppo è «proteggere gli interessi dei suoi clienti, azionisti e impiegati, garantendo l'integrità dei depositi». Tanto è bastato perché i titoli crollassero ieri del 5%. Tribolazioni anche per il Banco Sabadell, l'altro grande gruppo catalano. Tanto che le banche spagnole hanno ricevuto una chiamata dalla Bce, preoccupata per la tensione in crescendo. Sebbene per ora non sia stato disposto alcun dispositivo di intervento speciale.

 

urne referendum catalogna

Il presidente del Sabadell, Josep Oliu, ha assicurato che, a fronte della «inquietante» situazione politica, l'ente finanziario ha gli strumenti adeguati nell'ambito della Ue e del supervisore bancario europeo per proteggere gli interessi dei suoi clienti. «Se fosse necessario, si adotterebbero le misure sufficienti», ha rassicurato Oliu. E, nel tentativo di rassicurare i mercati, il ministro dell'economia Luis de Guindos, ha insistito: «I risparmiatori e i clienti delle banche catalane non hanno nulla da temere».

 

LO SPREAD

Ma, intanto, lo spread sul debito spagnolo, in maniera lenta ma inesorabile si va elevando, con la crescente instabilità, fino a toccare ieri quota 135. Il timore che il separatismo apra in Catalogna una crisi con effetti dirompenti per l'economia spagnola e peggiori di quelli della Brexit, riguardano soprattutto le incognite aperte dalla possibile dichiarazione unilaterale di indipendenza.

 

CAIXA

La preoccupazione è tale che, nel tentativo di gettare ponti alla Catalogna che volta le spalle, 1.500 imprenditori hanno aderito alla campagna conduttore #QuieroCorredor (Voglio il corridoio), presentata martedì a Madrid alla presenza dl gotha imprenditoriale, per rilanciare il progetto del Corridoio Mediterraneo, l'asse ferroviario di 1.300 km per il trasporto di merci e passeggeri, sul versante orientale della Spagna fino alla frontiera francese di Portbou, che la Catalogna rivendica da decenni. E il ministro delle infrastrutture, Iñigo de la Serna, ha confermato il «pieno e fermo impegno» del governo di Rajoy per il completamento e il finanziamento del programma.

 

BARCELLONA GUARDIA CIVIL

Nell'escalation di esibizione di muscoli fra il nazionalismo spagnolo e quello catalano, il mondo imprenditoriale teme possa aprirsi una spirale perversa il boicottaggio dei prodotti catalani nel resto di Spagna e di quelli iberici in Catalogna che avrebbe effetti devastanti sulla ripresa e la crescita sostenuta del Pil del sistema paese, attestata sul 3,2% la maggiore in Europa. «Molte delle imprese qui riunite hanno sedi in Catalogna, fabbriche, negozi, impiegati, clienti fornitori, famiglie. Chiediamo quanto prima ai politici di risolvere questa crisi e recuperare l'equilibrio sociale», lo sfogo di Ignacio Osborne, il presidente dell'Impresa Familiare, che in Spagna rappresenta il 90% del tessuto produttivo, davanti ai 500 industriali presenti al congresso nazionale.

 

BARCELLONA SCONTRI

L'instabilità genera incertezza e questa frena lo sviluppo. E un importante danno collaterale della battaglia separatista potrebbe essere l'esclusione di Barcellona dalla competizione con 19 città per ospitare l'Agenzia di Europea per il farmaco, che lascerà il Regno Unito nel 2019 a causa del Brexit. Pur essendo fra le candidature più solide, la città di Gaudí, in caso di secessione, sarebbe automaticamente fuori dalla corsa. 

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…