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FUGA DA MIEDIOBANCA – CON LA PRESA DI PIAZZETTA CUCCIA DA PARTE DI MPS, È PARTITA LA CORSA DI MANAGER E DIRIGENTI DI MEDIOBANCA PER VENDERE IN BORSA LE LORO AZIONI DELL’ISTITUTO, INVECE DI CONSEGNARE I TITOLI ALL’OFFERTA DI SCAMBIO DEL “MONTE” TARGATA CALTAGIRONE E DELFIN – STANDARD & POOR’S METTE SOTTO ESAME IL RATING DI PIAZZETTA CUCCIA “CON IMPLICAZIONI NEGATIVE” – CON LA POSSIBILE NASCITA DEL NUOVO POLO BANCARIO, DELFIN SARÀ TITOLARE DEL 21% DELLE QUOTE E CALTAGIRONE DEL 13% DEL NUOVO POLO – È PARTITA LA RICERCA DI UN CEO PER IL DOPO NAGEL…

1. MEDIOBANCA, LA CORSA DEI MANAGER A VENDERE I TITOLI IN BORSA

Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”

 

ALBERTO NAGEL

Non tutti i dirigenti di Mediobanca hanno dato retta al vice dg Francesco Saverio Vinci, che in un video martedì ha provato a rassicurarli, esortandoli a restare focalizzati sui risultati «con la professionalità di sempre, che resterà un fattore vincente» malgrado il nuovo perno della banca d’affari sia Mps.

 

Da due settimane si intensificano le vendite di azioni di manager e consiglieri in Borsa, anziché consegnarle all’offerta di scambio senese. Segno palese di disaffezione, tra l’altro monetizzando a valori inferiori ai 21,37 euro del concambio dell’Opas (di cui però solo 0,9 euro è cassa).

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

Tra il 27 agosto e ieri le comunicazioni obbligatorie internal dealing segnalano 397.643 titoli ceduti dai manager, quasi tutti tra 19,5 e 21 euro, per 8,15 milioni di incasso aggregato. Una piccola frazione, va detto, rispetto ai pacchetti assegnati gli ultimi 15 anni, che solo per i primi tre manager Alberto Nagel, Renato Pagliaro e Vinci valgono, in Borsa, 140 milioni.

 

Nessuno dei tre finora ha venduto: si vedrà se lo faranno entro il 22 - nuovo termine dell’Opas - o diventeranno nuovi soci del gruppo Mps.

 

MPS MEDIOBANCA

Il dilemma, che vale per decine di banchieri Mediobanca, è stato in parte risolto con una vendita da almeno una quindicina di colleghi. Tra loro spiccano Gian Luca Sichel, ad di Mediobanca Premier e di Compass, che ha ceduto il 10 settembre 50.000 titoli a 20,94 euro; Marco Vittorelli, consigliere di Cmb, venditore di 30.000 titoli a 20,45 euro; il segretario del cda Massimo Bertolini (119.234 titoli), il consigliere di Cmb Francesco Carloni (14.000 titoli); Stefano Vincenzi, capo dell’ufficio legale (4.600 titoli) […]

 

E in serata Mps ha ufficializzato le adesioni finora al 62,3%, e rinunciato alla condizione “Mac”, le clausole di forza maggiore. L’offerta «diviene pienamente efficace ed eseguibile»: e lunedì Mps pagherà il primo 62,3%.

 

2. MPS E IL DOSSIER MEDIOBANCA, I SOCI APRONO ALLA FUSIONE

Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”

 

Lovaglio, Nagel, Caltagirone, Milleri

Da azionisti teorici a proprietari a tutti gli effetti. Lunedì è previsto il regolamento delle azioni portate in adesione all’Opas del Monte dei Paschi, arrivata al 62,3% di Mediobanca. Sarà un passaggio chiave che restituirà la fotografia dei nuovi assetti nel capitale del gruppo bancario tra Siena e Milano.

 

Dal giorno successivo Delfin sarà titolare di circa il 21% della nuova realtà, il gruppo Caltagirone del 13% — assieme avranno oltre un terzo del nuovo polo — Edizione potrebbe avere sopra l’1,5%, L’Enpam l’1,75%, secondo i calcoli degli analisti. Saranno affiancati dal ministero dell’Economia (6%) e da Banco Bpm, che anche attraverso la controllata Anima sgr avrà all’incirca il 4%, quali ex azionisti solo del Monte.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

[…] Ieri è arrivata l’allerta di S&P che ha messo sotto osservazione il rating BBB+ dell’istituto milanese, una decisione motivata dal fatto che «la transazione potrebbe erodere il merito di credito di Mediobanca a causa della sua integrazione in un gruppo bancario con un’impronta comparativamente più debole e un più alto profilo di rischio».

 

Secondo l’agenzia, «l’entità risultante dalla fusione potrebbe ritrovarsi con un profilo creditizio inferiore».

 

Dal livello di adesioni dipenderanno anche alcune scelte future affidate al board presieduto da Nicola Maione e guidato da Luigi Lovaglio. Le valutazioni sono in corso sull’opportunità o meno di una fusione in tempi relativamente stretti. In realtà, il merger tra Mediobanca e Mps potrebbe essere l’approdo finale di un percorso con più tappe, più lungo, che potrebbe passare da una combinazione tra le due banche.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Piazzetta Cuccia insomma potrebbe rimanere un’entità separata, quotata o meno, a seconda, appunto, delle soglie che saranno raggiunte la prossima settimana. La scelta dipenderà dall’esito dei confronti sulla governance ora in corso tra il board del Monte e suoi soci che sembrano favorevoli a un merger in tempi più brevi. La sintesi sarà indispensabile per Mps, anche per scrivere il piano da presentare alla Bce.

 

All’esito di questa dialettica è legata anche la scelta del ceo e del presidente di Mediobanca nonché la composizione del cda che dovrà essere composto da profili adeguati a una banca che possiede anche una quota rilevante (13,1%) di Generali. Non è da escludere poi che il nuovo cda possa essere più ristretto rispetto a quello attuale che conta 15 membri.

 

alberto nagel

I sondaggi per individuare i candidati sono già partiti e l’attesa è che Mps affidi un mandato a un cacciatore di teste scelto tra Spencer Stuart, Egon Zehnder e Korn Ferry, con quest’ultima che appare in vantaggio.

 

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