FALCIARE LA LISTA FALCIANI - IL GIUDICE SALVA I SETTEMILA EVASORI ITALIANI SPUTTANANTI DALLA LISTA DELL’EX DIPENDENTE DI HSBC: “L’ELENCO È STATO SOTTRATTO ILLEGALMENTE ED È INUTILIZZABILE” - NON SOLO: GRAZIE ALLA LEGGE BIPARTISAN DEL 2006 SEGUITA ALLO SCANDALO SUL DOSSIERAGGIO TELECOM, TUTTI I DOCUMENTI DOVRANNO ESSERE DISTRUTTI (CHE NE PENSA TREMONTI?)…

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

È stata «illecita l'acquisizione del corpo di reato», e perciò il giudice assolve l'imputato di evasione fiscale e ordina al pm di distruggere l'unico documento che fondava l'incriminazione: la lista Falciani, cioè l'elenco di 80.000 correntisti della banca HSBC, sottratto alla filiale di Ginevra dall'ex dipendente informatico Hervé Falciani e finito in mano alla magistratura francese.

Con la lista Falciani al macero per sentenza, vanno in fumo anche le aspettative del Fisco italiano di recuperare montagne di denaro dai 7 mila evasori italiani finiti negli ultimi mesi nel mirino penale della magistratura e tributario dell'Agenzia delle Entrate sulla base proprio di quell'elenco: trafugato, ma lecitamente trasmesso per rogatoria nel giugno 2010 dalla Procura di Nizza alla Procura di Torino di Giancarlo Caselli, quindi inoltrato ai comandi regionali della Guardia di Finanza, e infine girato alle varie Procure competenti per territorio.

Dopo tanti rinvii di decisione da parte di toghe di molte città, per la prima volta ieri il giudice Gianni Reynaud ha infatti «immediatamente archiviato» il procedimento contro un supposto evasore fiscale a Pinerolo perché l'investigazione si basava «su un dato processualmente inutilizzabile» quale la lista Falciani.

Documento non soltanto frutto di un'«appropriazione indebita aggravata di documenti», ma anche e soprattutto «formato attraverso la "raccolta illecita di informazioni", trattandosi della stampa di file contenuti in un sistema informatico riservato, nel quale Falciani si era abusivamente introdotto» o comunque «trattenuto per fini diversi dalle mansioni» che ne autorizzavano la password: condotta che, dopo un contrasto giurisprudenziale, il 18 gennaio scorso la Cassazione a sezioni unite ha ritenuto integri il reato di «accesso abusivo a sistema informatico».

Ma in Italia dal 2006 - e cioè dal convulso fine settimana in cui maggioranza e opposizione vararono all'unisono un decreto, terrorizzate dal timore che nell'inchiesta sul dossieraggio illegale praticato dalla Security di Telecom/Pirelli potessero spuntare intercettazioni abusive - esiste una legge che impone la distruzione dei «documenti illecitamente acquisiti» e condanna a 6 anni chi continua a detenerli (7 se pubblico ufficiale).

Così, quando l'avvocato Giacomo Lunghini prospetta l'applicabilità di questa legge non soltanto alle intercettazioni illegali ma anche a documenti quali la lista Falciani, i pm Chiara Maina e Giuseppe Amato scrivono che «deve convenirsi con la difesa» che i documenti acquisiti da Falciani siano «qualificabili come "illegali" perché la relativa riproduzione è stata effettuata all'insaputa dei titolari delle informazioni che dovevano rimanere riservate». Le micidiali conseguenze sono due.

La prima è che in mano alle Procure (prima di Torino e poi del resto d'Italia) resta una lista «inutilizzabile processualmente e, prima ancora, anche investigativamente quale notizia di reato»: al punto che i pm si fanno restituire dalla GdF di Orbassano la lista, revocano la delega d'indagine e chiedono subito l'archiviazione accettata dal gip «in assenza di altre prove».

La seconda è che, sempre «sulla scorta del principio chiaramente ricavabile dalla legge» del 2006, il giudice dispone che «il pm, a tutela delle ragioni di riservatezza dei soggetti cui si riferiscono le informazioni illegali, proceda alla distruzione» dei documenti. E se per celia ci si può esercitare sul paradosso di magistrati equiparabili a ricettatori di refurtiva, più seriamente gli avvocati Carlo Cortinovis ed Edward Greco sono già pronti a usare la decisione per chiudere anche la pratica all'Agenzia delle Entrate.

 

Giancarlo Caselli FALCIANI LA TALPATAVAROLIGUARDIA DI FINANZA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)