xi jinping cina italia

I CINESI FANNO SHOPPING IN ITALIA – IL GRUPPO DUOFU SI COMPRA LA DITTA MODENESE “FAMÀ HELICOPTERS” E L’OPERAZIONE VIENE SALUTATA CON GROSSO RISALTO DAL GIORNALE DI PROPAGANDA DEL PARTITO COMUNISTA DI PECHINO, “GLOBAL TIMES”: IL GOVERNO CHE FA? USERÀ IL GOLDEN POWER COME PER “ALPI AVIATION”? ALLA FACCIA DELL’ATLANTISMO SBANDIERATO, LA VIA DELLA SETA NON È TRAMONTATA. IL COLOSSO CINESE “COSCO” CONTINUA A MUOVERSI SUL PORTO DI TRIESTE…

1 - SHOPPING CINESE. PECHINO COMPRA ELICOTTERI ITALIANI

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

xi jinping

La Cina punta sugli elicotteri italiani. Il gruppo cinese Duofu Group ha acquistato Famà Helicopters, società italiana con base a Castelvetro di Modena specializzata nella costruzione di mezzi ad ala rotante.

 

L’accordo, celebrato martedì scorso con una cerimonia a Pechino, Hangzhou e Milano alla presenza del fondatore Antonino Famà e del presidente di Duofu Group Hu Xingrong, prevede l’acquisto di un ampio ventaglio di asset dell’azienda italiana, dagli stabilimenti di produzione ai centri vendita e di ricerca e sviluppo fino ai diritti di proprietà intellettuale.

 

fama helicopters 2

Famà Helicopters è un’azienda a conduzione famigliare fondata nel 2009, nota nel settore per la produzione di elicotteri leggeri, come il bimotore Kiss 209M. L’azienda conta 92 clienti ed opera in diversi Paesi europei ed extra-comunitari, dalla Francia alla Germania fino al Sud Africa. Duofu Group, si legge sul sito, è stata fondata nel 2003, ha il suo quartier generale a Pechino e Hangzhou e conta 30.000 dipendenti nel mo nel 2019 ha registrato ricavi per 175,3 miliardi di Yuan (25 miliardi di euro circa), posizionandosi al 25esimo posto tra le prime 500 aziende private cinesi.

 

riciclaggio di soldi italia cina 3

Secondo il presidente della divisione Duofu Aviation, Liao Yunwu, l’acquisto di Famà Helicopter servirà a ridurre “il divario tra l’industria dell’aviazione generale cinese e le capacità avanzate degli sviluppatori all’estero” e faciliterà “lo sviluppo economico ed il dialogo internazionale”.

 

Dell’acquisto dà conto il Global Times, giornale ufficiale del Partito comunista cinese, secondo cui Duofu Aviation punta a investire 5 miliardi di yuan (717 milioni di euro) per “formare gradualmente una completa catena industriale nell’aviazione che include ricerca e sviluppo, vendite e operazioni per formare blocchi industriali che includono l’addestramento aereo, l’industria assicurativa, il leasing di aeroplani”.

 

Secondo i dati del Centro di ricerca cinese per lo sviluppo dell’industria dell’aviazione, aggiunge il giornale di partito, entro il 2027 la Cina avrà una flotta di più di 3500 elicotteri civili con un mercato del valore di 14.4 miliardi di dollari.

ZELENSKY E XI JINPING 1

 

Grazie all’acquisto dell’azienda italiana, si legge su China.org, Duofu Group “ridurrà il gap tra l’industria aviatoria generale della Cina e le capacità avanzate di sviluppatori esteri”. A seguito dell’operazione, il gruppo cinese “fonderà centri di ricerca e sviluppo sugli elicotteri e i motori europei e lavorerà a più avanzati motori a turboalbero, elicotteri elettrici, elicotteri bimotore”.

 

Al momento il governo italiano non si è espresso sull’acquisizione. Negli scorsi mesi Palazzo Chigi è intervenuta utilizzando il golden power per fermare investimenti di aziende cinesi in settori italiani ad alto tasso tecnologico e in prodotti con una potenziale applicazione dual-use.

fama helicopters

 

È il caso di Alpi Aviation, l’azienda friuliana produttrice di droni finita nel mirino della cinese Mars Information Tecnology Co di Hong Kong. Più recentemente il governo ha bloccato l’operazione che avrebbe permesso alla cinese Efort Intelligence Equipment di aumentare dal 40 al 49% la sua partecipazione in Robox, azienda di Novara specializzata nella robotica.

 

cosco shipping genova 1

 

2 - LA VIA DELLA SETA RIENTRA DALLA FINESTRA? LE MOSSE DI COSCO A TRIESTE

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

Lunedì 27 giugno il colosso del trasporto mondiale Cosco Shipping, società controllata dallo Stato cinese e quarto operatore del settore, ha inaugurato al Porto di Trieste un collegamento ferroviario con la Slovenia. “Si tratta di un company train, per un’unica azienda, con cadenza, al momento, settimanale”.

xi jinping vertice brics

 

Il treno da ora in avanti trasporterà in Slovenia componentistica per la fabbrica della multinazionale cinese Hisense, con cadenza di due o tre collegamenti per settimana, ha spiegato Il Piccolo, il quotidiano di Trieste. Trieste è il quarto canale aperto in Europa sulla linea China-Europe Land-Sea Express Line da Cosco Shipping, dopo il canale principale del porto del Pireo, il canale di Rijeka in Croazia e il canale Valencia-Madrid-Bilbao in Spagna.

italia cina

 

LE ROTTE

Il servizio di treno merci fa parte della linea China-Europe Land-Sea Express Line, che combina trasporti marittimi e terrestri e si estende dalla città portuale greca del Pireo all’entroterra europeo. Alla cerimonia, Lin Ji, vicepresidente esecutivo di Cosco Shipping, ha dichiarato che in futuro gli elementi elettrici prodotti da Hisense nella città slovena di Velenje saranno trasportati a Trieste via treno e poi caricati su navi container dell’azienda per essere spediti verso altre destinazioni in Europa e oltre.

fama helicopters

 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa cinese XinhuaMassimiliano Fedriga, presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e figura di spicco della Lega, ha ringraziato Cosco Shipping e Hisense per aver riconosciuto il potenziale del porto di Trieste, aggiungendo che spera che le opportunità di collaborazioni commerciali continuino a crescere.

 

“UN VANTAGGIO”, DICE D’AGOSTINO

xi jinping

Nel prossimo futuro Cosco Shipping farà arrivare i suoi treni anche in Ungheria. Lo ha comunicato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale. “I treni diretti in Ungheria”, ha spiegato D’Agostino, “trasporteranno merci di più clienti, con cadenza giornaliera”.

 

Il porto di Trieste, ha aggiunto, “si caratterizza per essere una piattaforma ferroviaria totale. Ormai non esiste nessun terminal nel nostro scalo che non sviluppi treni sia di tipo tradizionale sia intermodale. I treni vanno e vengono soprattutto dall’estero: Germania, Austria, Belgio, Lussemburgo, Ungheria, Slovacchia, Cechia. Il traffico degli ultimi 5 anni è stato trainato dalla nostra capacità di far crescere i servizi ferroviari su tutta l’Europa centro orientale. Da oggi si aggiunge anche la Slovenia. È un nuovo mercato che si apre, fino a oggi servito solo da Capodistria. È un vantaggio”.

ZENO DAGOSTINO

 

Secondo D’Agostino si tratta di “un buon inizio. Si parte con un treno a settimana ma poi il servizio potrebbe aumentare con più treni al giorno. Si parte dunque con la Slovenia e con Cosco. Abbiamo ormai la presenza di tante compagnie container che stanno scegliendo Trieste”.

 

Al Piccolo, sostenendo che il contesto del 2019, quando l’Italia firmava il memorandum d’intesa sulla Via della Seta con la Cina, è cambiato, D’Agostino invita a cessare la polarizzazione attorno alla Cina. Poi aggiunge: “C’è una guerra e la Cina è su un fronte diverso. Questo non impedisce di stringere accordi commerciali, ma non credo che la Cina sarà la piattaforma industriale del mondo fra 10 anni. Stiamo andando verso una globalizzazione regionalizzata, che sposterà la produzione sgonfierà il tema della Via della Seta”.

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

LE RASSICURAZIONI DI COSULICH

Allo stesso giornale, Augusto Cosulisch ricorda di essere socio di Cosco “da 34 anni: parliamo di una società già presente nel terminal di Vado Ligure e che investe come tutti gli armatori. Cosco non ho mai interferito sugli affari italiani dobbiamo essere contenti che portino lavoro investimenti”, ha tentato di rassicurare.

 

I DUBBI DI AGRUSTI (CONFINDUSTRIA ALTO ADRIATICO)

“Sono stato molto critico quando si parlava di cedere ai cinesi la Piattaforma logistica in una fase in cui Michele Geraci sembrava più un sottosegretario cinese che italiano”, ha dichiarato Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, al Piccolo. “Ora la Via della Seta mi pare rientrare dalla finestra, in una fase in cui si stanno ridefinendo le traiettorie occidentali di investimenti e commerci, con lo sforzo dell’Occidente di non lasciare il monopolio di competenti strategiche al Far East”, ha aggiunto concludendo di guardare “con decente sospetto” all’operazione di Cosco.

 

… E QUELLI DEL SENATORE DAL MAS (FORZA ITALIA)

cosco shipping 2

“Da anni pavento il rischio che gli artigli del dragone finiscano su Trieste e il suo porto, così come accaduto per altri porti europei”, ha scritto in una nota Franco Dal Mas, senatore di Forza Italia. “L’acquisizione da parte della Cina di un’importante azienda slovena per trasformarla in uno dei suoi siti produttivi e l’arrivo nel capoluogo giuliano di Cosco, colosso della logistica di proprietà del governo cinese, non fa che rafforzare il timore”.

 

Franco Dal Mas

Ma non è tutto. Dal Mas accende un altro faro sulla logistica del Porto di Trieste: “Se è vero che adesso sono i tedeschi di Hhla a tirare le fila della piattaforma logistica del Porto di Trieste, è altrettanto vero che Cosco ne è socio. Che si chiami Via della Seta o Belt and Road”, prosegue, “resta il fatto che la Cina continua a tenere alta l’attenzione sul porto triestino.

 

E definire Pechino partner commerciale o alleato poco cambia: l’esperienza ci insegna che quando si muove lo fa con ambizioni sconfinate. Bene le rassicurazioni circa la natura esclusivamente commerciale dell’operazione, ma mantenere alta l’attenzione è doveroso, soprattutto in una contingenza storica come quella attuale che vede la Cina stringere accordi con un Paese che non ha avuto remore a invadere uno Stato confinante scatenando una guerra che sta avendo ripercussioni pesanti per l’Europa”.

 

GLI AVVISI SU FORMICHE.NET

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Nei mesi scorsi su queste pagine avevamo messo in luce l’impatto della guerra in Ucraina sulle strategie della società cinese. In particolare, Cosco gioca una ruolo fondamentale nella promozione di un nuovo ordine di sicurezza globale da parte del leader cinese Xi Jinping, scriveva Nikkei Asia.

 

La società, infatti, è parte “fondamentale” del sistema logistico della cosiddetta “fusione militare-civile”, come ha spiegato Claire Chu, analista senior di Janes, società di intelligence open-source. La marina cinese può avere solo una base all’estero (a Gibuti, nel Corno d’Africa) ma il rifornimento e altri tipi di supporto logistico sono in teoria disponibili ovunque Cosco operi.

 

conte xi jinping

Qualche esempio: un “test” di rifornimento, celebrato dall’Esercito cinese come una “svolta”, è stato effettuato nel 2019 con la fregata Linyi e la nave container Fuzho; nell’estate del 2020, un traghetto Cosco (il Bang Chui Dao) è stato coinvolto in esercitazioni di sbarco anfibio che, secondo gli analisti militari, avrebbero contribuito a preparare un’invasione di Taiwan.

 

“È notevole il numero di governi di tutto il mondo che hanno concesso alla Cosco Shipping l’accesso alle loro infrastrutture critiche”, aveva dichiarato Ian Easton, direttore senior del Project 2049 Institute, un think tank di Arlington, Virginia, e uno dei critici più accaniti dei legami della Cosco con il Partito comunista cinese e dell’Esercito di liberazione popolare. “Per Pechino, questo rappresenta un incredibile successo militare e di intelligence”.

cosco consegna mascherine a giovanni totti cosco shipping

 

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