donald trump soldi

I PRIMI CENTO GIORNI DI TRUMP SONO STATI UN SUCCESSO...PER LE SUE TASCHE – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA SOSPESO LE LEGGI CONTRO CRIPTO-FRODI, TANGENTI E RICICLAGGIO – TRE GIORNI PRIMA DELL’INSEDIAMENTO, HA LANCIATO $TRUMP, LA MEMECOIN CHE OGGI CAPITALIZZA 2,5 MILIARDI DI DOLLARI – LA TRUMP FOUNDATION HA IN CORSO 19 PROGETTI IMMOBILIARI CON GOVERNI STRANIERI E FONDI SOVRANI – GABANELLI: “L’UFFICIO OVALE È STATO TRASFORMATO IN UN CENTRO DI ARRICCHIMENTO PERSONALE SENZA PRECEDENTI STORICI” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SUI PRIMI 100 GIORNI DI TRUMP ALLA CASA BIANCA

 

Estratto dell’articolo di Claudio Gatti e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

MILENA GABANELLI E I PRIMI 100 GIORNI DI TRUMP ALLA CASA BIANCA

A nascondersi dietro all’accentramento di potere, alle intimidazioni e vendette politiche, alle deportazioni extraterritoriali, all’uso sistematico della menzogna e alle altalene sui dazi, c’è la trasformazione dell’Ufficio Ovale in un centro di arricchimento personale senza precedenti storici.

 

Partiamo dalla passione di Trump per le criptovalute, da lui denunciate per anni in quanto rifugio per truffatori e spacciatori. È attratto soprattutto dai memecoin, un tipo di criptomoneta speculativa sostenuta solo dal «pompaggio» social e dalla propaganda.

 

Le società di famiglia

la criptovaluta di donald trump - dataroom

Il 17 gennaio, 3 giorni prima dell’insediamento alla Casa Bianca, Trump lancia il $TRUMP. Oggi sulla carta capitalizza 2,5 miliardi di dollari, e l’80% delle società anonime che hanno creato quel memecoin (CIC Digital LLC e Fight Fight Fight LLC) sono attribuite alla famiglia del presidente.

 

È vero che quel denaro smetterà di essere virtuale solo quando i Trump decideranno di vendere, ma sono già centinaia di milioni il reddito prodotto dagli scambi, e per tenerli alti, il 23 aprile scorso, Trump ha annunciato che i 200 investitori che entro il prossimo 12 maggio avranno comprato più $TRUMP riceveranno «l’invito più esclusivo al mondo», e cioè «una cena privata in sua compagnia», seguita da un tour della Casa Bianca.  Nelle 48 ore successive il valore del meme è schizzato di oltre il 60% e gli scambi hanno generato commissioni per quasi un milione di dollari.

 

Il 22 aprile la Trump Media & Technology Group ha annunciato l’accordo con la piattaforma Crypto.com per la quotazione delvalore di un paniere di criptovalute, in partnership con Yorkville Advisors, che, nel frattempo, ha acquistato oltre 17 milioni di azioni della stessa Trump Media.

 

Gli accordi a strascico

eric, ivanka e donald trump allen weisselberg don jr

Il Wall Street Journal e altri media americani hanno riportato che i Trump stanno negoziando due accordi con Binance, la più grande piattaforma di crypto-trading. Il primo riguarda l’acquisizione di una partecipazione, il secondo la quotazione di una nuova criptovaluta agganciata al dollaro emessa da World Liberty Financial, altra società della famiglia del presidente, che tra i fondatori ha Steve Witkoff, il super-mediatore per la pace che da mesi sta negoziando con Vladimir Putin. Binance era uscita dal mercato Usa nel 2023, dopo aver ammesso la violazione delle leggi sul segreto bancario, e pagato una multa di 4,3 miliardi di dollari al Dipartimento di Giustizia e una di 2,7 miliardi di dollari alla Commodity Futures Trading Commission.

 

presidenti degli stati uniti e conflitto d interessi - le norme – dataroom

Per rientrare ora sta trattando con il Dipartimento del Tesoro un’applicazione più morbida di quelle leggi. Il secondogenito Eric Trump ha inoltre annunciato il lancio di American Bitcoin, una nuova società di mining che punta a diventare «il più grande ed efficiente miner di Bitcoin al mondo». La DTTM Operations LLC, società che controlla tutti i marchi della Trump Organization, ha invece presentato domanda di registrazione di un nuovo marchio per commercializzare il cognome del presidente in piattaforme di NFT, i beni per le speculazioni virtuali.

 

Violate le norme presidenziali

trump tower

Siamo di fronte a un caso unico dalla fine della seconda guerra mondiale. Le norme di comportamento presidenziale, intese a ridurre i rischi di corruzione, impongono infatti di liberarsi dei propri asset finanziari e di rendere pubblica la dichiarazione dei redditi. Regole osservate da tutti i presidenti eletti, democratici e repubblicani. Fino al 2016, quando Trump decise di non fare né l’una né l’altra cosa. E non l’ha fatto neppure in questo secondo mandato.

 

Secondo la Citizens for Responsibility and Ethics (CREW), durante la sua prima amministrazione Trump ha accumulato oltre 3.400 casi di conflitti di interesse. La minoranza democratica alla Camera ha inoltre denunciato il fatto che nei primi due anni di quel mandato, vari governi stranieri (tra i quali quelli di Cina, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Malesia) hanno speso quasi 20 milioni di dollari nelle varie proprietà immobiliari di Trump al fine di coltivare il favore del presidente. I calcoli sui secondi due anni sono stati bloccati nel 2022 dalla maggioranza repubblicana. Ma il primo mandato è stato solo il giro di prova del secondo.

 

progetti in corso nel mondo della trump organization - dataroom

Leggi e ostacoli soppressi

Il 25 gennaio Trump ha licenziato in tronco gli ispettori generali di 17 dei maggiori enti governativi. Quindici giorni dopo ha rimosso il direttore dell’Office of Government Ethics, David Huitema, il cui mandato quinquennale era appena stato ratificato dal Senato.

Huitema veniva da decenni di carriera legale costruita attorno a questioni di etica nel governo. Al suo posto Trump ha scelto Jamieson Greer, un avvocato esperto di commercio estero, sostenitore dei dazi, e assolutamente privo di esperienza in materia.

 

Dopodiché, con un ordine esecutivo, Trump ha istruito il Dipartimento di Giustizia a sospendere l’applicazione del Foreign Corrupt Practices Act, la legge che vieta alle aziende americane di pagare tangenti per fare affari all’estero. Il 2 marzo, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che non avrebbe più applicato il Corporate Transparency Act, la normativa per combattere il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e le violazioni della legge da parte di investitori anonimi.

 

Il 7 aprile il Dipartimento della Giustizia ha sciolto il National Cryptocurrency Enforcement Team, l’ufficio che si occupa delle frodi cripto-valutarie. Per la Sec (equivalente alla nostra Consob), Trump ha scelto come presidente Paul S.

 

[…]

 

In affari con i governi stranieri

PROGETTO DELLA TRUMP ORGANIZATION A PUNE IN INDIA

Sul fronte degli emolumenti da governi esteri, Trump rischia di violare la costituzione. Il 4 aprile scorso ha partecipato in Florida a un torneo della lega di golf creata dal Public Investment Fund, il fondo sovrano saudita da 925 miliardi di dollari. Poi ha soggiornato nel suo club di Mar-a-Lago, insieme agli sponsor del torneo. Tra gli ospiti: Yasir al-Rumayyan, gestore del fondo saudita, i dirigenti della Riyadh Air, la compagnia aerea saudita, e quelli dell’Aramco, la compagnia petrolifera statale.

 

L’associazione CREW ha calcolato che nei quattro anni di questo secondo mandato, le società di Trump saranno impegnate in 19 progetti sparsi per il mondo. In Oman, la Trump Organization sta realizzando un hotel, un campo da golf e residenze private su terreni di proprietà del governo.

 

riforma dei medici di base - dataroom

In Serbia, Affinity Global Development, la società immobiliare del genero del presidente, sta costruendo un hotel con il brand «Trump» su un terreno del governo. In Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, Trump è in partenariato con la Dar Global, società saudita legata al governo. E poi ci sono otto progetti in India (con le società Trump Towers e Trump Organization) e altri in Vietnam (Trump International Vietnam) e Uruguay (Trump Tower Punta del Este).

 

Da presidente, Trump potrà prendere decisioni su questioni che interessano quei Paesi valutando il possibile impatto sui suoi profitti. Da parte loro, i governanti di quegli stessi Paesi potranno scegliere se applicare le normative vigenti, oppure riservargli un trattamento speciale.

 

effetto dei dazi di trump sui mercati

Per il portafogli della famiglia Trump i primi 100 giorni sono stati senz’altro un successo. E attenzione ai giornalisti critici: dopo averli definiti per anni «feccia umana», dopo aver fatto una causa da 20 miliardi di dollari alla Cbs, giusto 2 giorni fa ha tagliato tutti i finanziamenti già stanziati dal Congresso alle emittenti pubbliche NPR e PBS.

 

 

donald trump donald trump memecoin progetto di un resort della trump organization in oman - dataroom

 

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...