alberto manenti banco bpm

HIC MANENTI OPTIME – AVVISO AI NAVIGATI: I SERVIZI SEGRETI ARRIVANO NEI CDA DELLE BANCHE! L’EX CAPO DELL’AISE ALBERTO MANENTI È IN LISTA PER IL BOARD DI BANCO BPM CON LA LISTA GUIDATA DAL FONDO DI DAVIDE LEONE (SOCI GIANNI MION E L’EX DEPUTATO ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO) – NATO IN LIBIA, EX UFFICIALE DELL’ESERCITO, MANENTI HA ORGANIZZATO E GUIDATO NEGLI ANNI OPERAZIONI DI INTELLIGENCE ECONOMICO FINANZIARIE E A OTTOBRE – DA “PENSIONATO” – AVREBBE INCONTRATO IL CAPO DELLA CIA E…

 

 

 

Mario Gerevini per www.corriere.it

 

alberto manenti

Un agente segreto in banca. E’ una delle sorprese della stagione assembleare alle porte (chiuse). I soggetti in questione sono il Banco Bpm (assemblea confermata il 4 aprile) e Alberto Manenti, 68 anni, fino a novembre 2018 capo dei servizi segreti per l’estero, cioè l’Aise.

 

Il fondo, Mion e l’ex deputato

ALBERTO MANENTI IN ACCADEMIA CON ANDREOTTI

A creare il ponte è un italiano di Londra, Davide Leone, 43 anni, gestore di fondi, che ha tra i suoi soci più recenti anche Gianni Mion e Andrea Mazziotti di Celso, avvocato ed ex deputato (2013-2018) eletto con Scelta Civica. Le tre liste (cda, fondi e soci-dipendenti) per le nomine da votare nella parte ordinaria dell’assemblea erano state presentate entro il 10 marzo.

 

30 anni nei servizi segreti

GIANNI MION 1

L’ex ufficiale dell’esercito è stato per 30 anni nei Servizi ed è il primo candidato, come indipendente, nella lista guidata dalla Davide Leone & Partners Investment. Alla società londinese fanno capo due fondi hedge che hanno il 4,7% di Banco Bpm, cioè circa 90 milioni di euro ai prezzi attuali, la metà di un mese fa. Il pacchetto, per altro, non risulta nelle comunicazioni alla Consob dove invece sono censiti Capital Research (4,9%) e Invesco (4,7%). Complessivamente i sottoscrittori della lista, che si appoggia allo studio legale Trevisan, arrivano al 6,2% e tra loro ci sono anche fondi di Mediolanum, Epsilon, Eurizon, Fideuram e altri.

ANDREA MAZZIOTTI

 

I soci di Londra

L’hedge fund londinese è controllato, via Cayman, da Leone ma tra i possessori di “founder shares”, oltre a Mazziotti e all’analista Jacopo Moretti, c’è anche Mion, manager storico dei Benetton, presidente, tra l’altro, di Banca Popolare Vicenza e consigliere di EssilorLuxottica. Manenti non è il classico professionista o “uomo di mercato” messo in campo dai gruppi di gestione del risparmio. E’ un profilo del tutto nuovo se si pensa al background di conoscenze nel mondo dell’intelligence maturato in tanti anni.

 

La Cia e la banca

Alberto Manentigina haspel direttore della cia 4

Ancora a ottobre - secondo alcune ricostruzioni - da “pensionato” ormai fuori dagli uffici di Forte Braschi, incontrò il capo della Cia Gina Haspel e, subito dopo, con l’ambasciatore libico vide il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Manenti, nato in Libia, ha, tra l’altro, organizzato e guidato operazioni di intelligence economico-finanziarie, progetti nazionali sulla cyber security e ha maturato sul campo un’approfondita esperienza sui canali e i sistemi del riciclaggio internazionale. Ora il probabile approdo nel board del terzo gruppo bancario italiano.

GIANNI MION

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)