1- “IL FOGLIO” INCARTA I “GOBBI D’ITALIA! “MA IN FONDO COSA VUOI CHE GLIENE IMPORTI A CONTE DI QUEI DIECI MESI DI ESILIO DALLA PANCHINA INFLITTI DALLA COSIDETTA GIUSTIZIA SPORTIVA PER OMESSA DENUNCIA D’UNA COMBINE FRA TANTE ALTRE CONFICCATE SULLA SCHIENA DEL MONDO PALLONARO ITALIANO. PRESTIGIO FERITO, NEMMENO UN PO’: LA JUVE E' LA SQUADRA PIU' MASCARIATA (E MASCARIABILE) D’EUROPA, PEGGIO DELLA SUA REPUTAZIONE C’E' GIUSTO QUELLA DEI NARCOTRAFFICANTI COLOMBIANI” 2- DI PIU’: “IMPEDIMENTI TECNICI? I MODERNISSIMI DISPOSITIVI TECNOLOGICI PERMETTERANNO ALL’ALLENATORE BIANCONERO DI GESTIRE I SUOI ATLETI DALLA TRIBUNA, SE POSSIBILE ANCHE PIU' RILASSATO E CON UNA VISUALE DI GIOCO DA ABBONATO DI FASCIA ALTA”

1- PIÙ CALCIO, MENO CALCI! CHISSENEFREGA DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA, SIAMO TUTTI COLOMBIANI
Da "Il Foglio"

Ma in fondo cosa vuoi che gliene importi ad Antonio Conte di quei dieci mesi di esilio dalla panchina inflitti dalla così detta giustizia sportiva per omessa denuncia d'una combine fra tante altre conficcate sulla schiena del mondo pallonaro italiano. Prestigio ferito, nemmeno un po': la Juventus è la squadra più mascariata (e mascariabile) d'Europa, peggio della sua reputazione c'è giusto quella dei narcotrafficanti colombiani.

Impedimenti tecnici, pochi. I modernissimi dispositivi tecnologici permetteranno all'allenatore bianconero di gestire i suoi atleti dalla tribuna, se possibile anche più rilassato e con una visuale di gioco da abbonato di fascia alta.

I Campionati di calcio possono iniziare sereni, grosso modo ha pagato soltanto il Lecce, ci sono alcuni punti di penalizzazione disseminati qua e là, la Lazio (terza in classifica dopo colombiani e juventini) pare averla sfangata di nuovo; al massimo si registra la squalifica di qualche ex calciatore a sua insaputa, puliti e salvi invece i giocatori con gli sponsor facoltosi alle spalle.

Dice: ma allora mi avete preso un'altra volta per il culo? Dipende dalle aspettative. Se uno s'illude che la giustizia sportiva non sia la controfigura sfigata di quella penale; se uno ignora che le squadre italiane a vario grado ci provano tutte, come i Galli di Asterix che prima delle gare bevono dal calderone la pozione magica (poi vince quasi sempre Obelix, cioè la Juve, che da bambino c'è caduto dentro); insomma se uno se le cerca poi è chiaro che ci rimane male.

Noi ovviamente apparteniamo a quest'ultima categoria d'ingenui: la sentenza di ieri ci ferisce in modo indescrivibile, ma è stata l'ultima presa in giro, un'eccezione banale ne siamo certi. Il calcio è puro e non rompeteci con le vostre ossessioni complottiste. Domenica si ricomincia. Buon Campionato a tutti, ai gobbi perfino.

2- SE LA GIUSTIZIA GENERA SOLO CONFUSIONE
di Mario Sconcerti per Corriere della Sera

Adesso l'errore è dovunque. Non si tratta di essere juventini o meno, contro Conte o a favore, problemi che non mi competono. Si tratta di un minimo bisogno di capire questi verdetti. Adesso è impossibile. Conte era stato condannato in prima istanza per due omesse denunce, dieci mesi di squalifica.

In appello una delle omesse denunce è caduta, improvvisamente è diventata risibile. Carobbio non è più un teste attendibile, diventa logica la tesi per cui se uno accusa e gli altri venticinque smentiscono, hanno ragione i venticinque.

Viene quindi cancellato il sospetto su Novara-Siena. Si può discutere su cosa sia cambiato rispetto a dieci giorni fa, ma sono parole. Un appello è fatto per riesaminare, sono diverse le teste che giudicano, diverse quelle che difendono, è giusto che tutto possa cambiare.

Ma se cade un'accusa deve cadere anche la punizione conseguente. Conte nel girone d'andata ha preso dieci mesi di squalifica per due omesse denunce. Se un'omessa denuncia decade, devono scomparire dei mesi di squalifica, forse quattro considerate le aggravanti, forse cinque, ma qualche mese deve comunque sparire. Invece così non è, questo è lo straordinario.

I giudici cancellano la colpa ma non cambiano la pena. Penso e auspico lo facciano in seguito, ma non l'hanno fatto adesso. Secondo paradosso. Uno dei giudici racconta in diretta radiofonica il perché dell'errore. Mai visto un giudice che esce da un tribunale e commenta la propria sentenza. Mai visto però nemmeno un giudice che spiega di aver lasciato inalterata la condanna perché nel frattempo è stato ravvisato un reato molto più grave.

In sostanza Conte è stato prosciolto perché nel primo caso non c'era più reato, ma è stato ritenuto «inevitabilmente» coinvolto nell'illecito (conclamato) tra AlbinoLeffe e Siena. Mezza accusa è saltata, ma una ancora più grave sarebbe diventata evidente. Allora cosa si fa? Non si tocca nulla, tanto alla fine i mesi di squalifica sarebbero stati più o meno gli stessi. Inutile assumersi la responsabilità di cambiare accusa, aggiungerne una più grave, smentire tutti i colleghi.

Si fa solo sapere che Conte e la Juve devono stare tranquilli perché avrebbe potuto andare molto peggio. Il risultato finale è che abbiamo solo colpevoli. Il procuratore federale Palazzi per aver sfiorato l'illecito di Conte senza avere avuto il coraggio di affrontarlo. I giudici di prima istanza perché hanno accettato le due omesse denunce proposte dal procuratore senza farsi venire altri dubbi.

I giudici di appello perché hanno rovesciato il tavolo senza cambiare la partita. E infine Conte che ha sbagliato certamente qualcosa, ma non è ancora chiaro cosa. Si è parlato spesso in questi giorni di come cambiare la giustizia sportiva, l'unica forse veramente seguita dalla gente. Si è parlato di tempi e di mezzi, di opportunità impossibili, dimenticando gli uomini. Sono gli uomini che hanno coraggio o paura, che danno senso alle leggi, non viceversa. Non prendiamocela solo con il fine, prendiamocela con i mezzi. Cominciamo a cambiare gli uomini di questa giustizia, poi qualcuno valuterà davvero quanto sarà possibile cambiare la giustizia.

 

 

ANTONIO CONTE ANDREA AGNELLI ANDREA AGNELLI ANTONIO CONTE ANDREA AGNELLI ANTONIO CONTE JOHN ELKANN ANDREA AGNELLI ANTONIO CONTE AGNELLI CONTE 4sm33 ciro ferrarastefano palazzi01

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