mario draghi spread

IN DUE GIORNI CON DRAGHI ABBIAMO GIÀ RISPARMIATO PIÙ DI 1 MILIARDO DI EURO – È LA SPESA IN MENO SUGLI INTERESSI DEL DEBITO LEGATA ALLO SPREAD, CHE OGGI HA CHIUSO IN RIBASSO A 98 PUNTI (18 IN MENO DI MARTEDÌ) DOPO ESSERE SCESO A 93 – CON LA FORMALIZZAZIONE DI UN GOVERNO A SUA GUIDA LA SITUAZIONE DOVREBBE SOLO MIGLIORARE: IL RITORNO ALLE URNE CAUSEREBBE INVECE UN AUMENTO DI 50 PUNTI DI SPREAD…

MARIO DRAGHI BY CARLI

SPREAD: DA DRAGHI 1 MILIARDO DI RISPARMIO PER LO STATO

 (ANSA) - MILANO, 05 FEB - Il calo dei rendimento del Btp registrato, in parallelo con la contrazione dello spread, in questi tre giorni da quando è uscito martedì sera il nome di Mario Draghi per un nuovo governo, si traduce in una risparmio teorico di quasi 1 miliardo per le casse dello Stato quest'anno. La stima fatta dall'Osservatorio sui Conti Pubblici riguarda i minori interessi che il Tesoro dovrà pagare sui circa 500 miliardi di titoli da rinnovare nel 2020 se si guarda al picco toccato dal rendimento del Btp con l'esplodere della crisi di governo. Nel confronto col rendimento della prima metà di gennaio il risparmio annuale è invece di 100 milioni di euro.

 

SPREAD: CHIUDE IN RIBASSO A 98,1 PUNTI

MARIO DRAGH

(ANSA) - MILANO, 05 FEB - Chiusura in calo per lo spread tra Btp e Bund tedeschi. Dopo essere sceso nel corso della seduta a un minimo di 94 punti base, il differenziale fra titoli di stato ha chiuso a 98,1 punti. Un calo di 17,9 punti rispetto alla chiusura di martedì scorso, prima del conferimento dell'incarico per formare un governo all'ex-presidente della Bce Mario Draghi, e di 1,9 punti rispetto alla vigilia. In calo di 1,2 punti base il rendimento dei titoli decennali, sceso allo 0,532%.

 

 

DRAGHI ABBATTE LO SPREAD: IL GOVERNO ANCORA NON C’È, MA LO STATO RISPARMIA GIÀ 1,3 MILIARDI DI EURO

Giuliano Balestreri per www.businessinsider.com

 

L EFFETTO DI DRAGHI SULLO SPREAD

Per le casse dello Stato, la semplice ipotesi di un governo Draghi vale 1,3 miliardi di minori spese sugli interessi a servizio del debito in tre anni. Un risparmio secco, immediato. Che arriva ancora prima che l’ex presidente della Bce sia in grado di sciogliere la sua riserva sulla formazione di un esecutivo.

mario draghi al quirinale 2

 

Ai mercati è bastato vedere salire Mario Draghi al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica per aumenare gli acquisti sui titoli di Stato italiani: e in una sola giornata la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi è scesa di 10 punti in area 100, su minimi degli ultimi 5 anni anni. Insomma, le fiammate del primo governo Conte a cavallo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 – quanto lo spread tornò a quota 300 punti – sembrano solo un ricordo.

 

spread

L’impatto sui conti pubblici è già stato calcolato dall’Ufficio parlamentare di Bilancio secondo cui un aumento dello spread di 100 punti costa il primo anno 1,8 miliardi di maggiori interessi sul debito pubblico, 4,5 miliardi il secondo anno e 6,6 miliardi il terzo. Un calo di 10 punti, quindi, si traduce in una minor spesa per 1,3 miliardi nel triennio. Ma secondo gli analisti si tratta solo di un inizio. E la situazione – con la formalizzazione di un governo – dovrebbe solo migliorare.

 

ANCHE I COMPAGNI TIFANO DRAGHI

“Una volta in carica, ci aspettiamo importanti flussi sul nostro Paese sia sullo spread Btp/Bund” dice Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA Sgr. Per Fabio Castaldi, investment manager di Pictet Asset Management, “sul Btp le prospettive più favorevoli possono far ipotizzare una convergenza (ancorché non completa) verso i rendimenti dei titoli governativi spagnoli che trattano, al momento, ad uno spread di 60 punti base contro il Bund tedesco. Ipotizziamo quindi un’ulteriore compressione dello spread BTP/Bund fra i 20 e i 30 punti base con obbiettivo l’area 70/80 bps qualora la strada di Draghi”.

mario draghi a piazza affari

Un ritorno alle urne, invece, causerebbe un aumento di circa 50 punti base. In sostanza per gli esperti di Pictet, solo la figura di Draghi vale un risparmio di altri 3,9 miliardi nel triennio.

 

Anche perché secondo Adrian Hilton, responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments, “una maggioranza per il governo Draghi garantirebbe una continua stabilità dei prezzi dei BTP, specialmente alla luce di un supporto continuo agli asset purchase programmes della Banca Centrale Europea”.

 

Certo, Draghi non sarebbe la panacea di tutti i mali anche perché sullo sfondo rimangono le sia per quanto riguarda l’uso del Recovery Fund – che dipenderà dal voto parlamentare – sia per il piano vaccinale che continua a procedere al rilento. Motivo per cui, ancora oggi,  è difficile stimare l’impatto che avrà sulla crescita del Pil.

spread btp bund

 

“Sono incertezze che rimangono in secondo piano rispetto alla riduzione del rischio politico – prosegue Hilton –  abbiamo mantenuto le nostre posizioni di sovrappeso sui Btp, con la convinzione che nuove elezioni fossero e restino improbabili. Potrebbe essere difficile ottenere un’ulteriore stretta dello spread, ma rimane comunque un minor rischio di un allargamento significativo”.

cesare battisti e mario draghi

 

D’altra parte anche Diego Toffoli, senior portfolio manager di Intermonte Sim, sottolinea come “il rendimento del Btp decennale italiano è ancora tra i più alti in Europa ed è probabile che questo gap andrà a ridursi ulteriormente”.

 

MARY DRAGHI POPPINS

Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm si aspetto un effetto positivo nel medio termine frutto della “capacità (o dalla percezione che ne hanno gli investitori) di Draghi di sfruttare la sua autorità e la sua capacità negoziale a livello europeo per facilitare il dialogo sul programma di investimenti europeo, rafforzando la relazione tra i paesi core dell’Eurozona.

 

Nel lungo periodo, qualora la percezione del sistema italiano da parte degli investitori tornasse a livelli pre-2008, ci potremmo aspettare una sovra-performance dei BTP rispetto ad obbligazioni governative di altri Paesi, grazie al potenziale restringimento degli spread (0,15% pre-crisi) e a una componente cedolare più elevata”. Anche perché Mohammed Kazmi, Portfolio Manager, Macro Strategist, di Union Bancaire Privée (UBP) vede spazio “per un rialzo dei rendimenti dei bund tedeschi dato che i flussi di stanno spostando dall’Europa centrale verso la periferia”. Come a dire che da un governo Draghi, l’Italia ha solo da guadagnare.

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...