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INSEGUIRE LA MELA – MICROSOFT CERCA DI LANCIARE PRODOTTI CHE DIVENTINO UNO STATUS – IN ARRIVO NUOVI TELEFONI, LA QUARTA GENERAZIONE DEL TABLET “SURFACE”, IL BRACCIALE PER CONTROLLARE LA SALUTE, UNA XBOX E UN LAPTOP ULTRAVELOCE – BASTERÀ PER RAGGIUNGERE APPLE?

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera

 

105 minuti per presentare una raffica senza precedenti di nuovi prodotti: tre nuovi telefoni, la quarta generazione dei tablet ibridi «Surface», il bracciale per il controllo della salute fisica, del sonno e dell’attività sportiva Band 2, una nuova «playstation» che Microsoft spera di far diventare la regina dei regali di Natale.

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Ma anche l’applicazione della tecnologia sperimentale per gli ologrammi, «HoloLens», in un nuovo prodotto che verrà messo in vendita in primavera: un’esperienza a cavallo tra realtà fisica e virtuale per realizzare nuovi tipi di giochi, ma anche per usi professionali. E perfino il Surface Book, il primo laptop della sua storia col quale Microsoft sfida Apple anche in un campo fin qui dominato da quest’ultima col MacBook Pro. 


Ieri a Manhattan, nello spazio enorme e cavernoso della Moynihan Station, il vecchio ufficio postale centrale di New York parzialmente trasformato in «hub» ferroviario, il gruppo di Redmond ha giocato tutte le sue carte per cercare di uscire dalle difficoltà che lo attanagliano e puntare al rilancio. È sceso in campo, per la prima volta in una manifestazione di questo tipo, anche l’amministratore delegato Satya Nadella, alle redini del gruppo dalla primavera dello scorso anno con l’arduo compito di recuperare il terreno perduto rispetto ad Apple e Google. 

SATYA NADELLASATYA NADELLA


Quando è finalmente salito sul palco con i nuovi prodotti ormai schierati alle sue spalle, il manager indiano ha declinato tutto l’orgoglio di un’azienda che non si rassegna ad essere scavalcata dalla storia. Lo ha fatto in due modi: ha vantato la superiorità tecnologica delle sue macchine (il Surface di quarta generazione che sarebbe più veloce del 50 per cento rispetto al MacBook di Apple, suo concorrente diretto) ma ha anche parlato di prodotti che ora hanno un’anima. 


Fin qui il problema di Microsoft è stato soprattutto questo: strumenti che non venivano percepiti dal pubblico come attraenti, anche quando tecnicamente validi. Cambieranno ora le cose? Nadella, arrivato alla spettacolare presentazione con un look molto alla Steve Jobs — maglia girocollo nera, pantaloni blu notte e scarpe sportive — giura di sì.

bill gatesbill gates

 

Ma come? Grazie alla «mission» di Microsoft e alla sensibilità e creatività dei suoi uomini sostiene il supermanager. E qui non mancano gli scettici che considerano inimitabile il mix geniale fatto anche di design e seduzione a suo tempo creato dal «pifferaio magico» Jobs. 


Ma non c’è dubbio che con Nadella al timone Microsoft sembra aver quantomeno ritrovato la rotta e, forse, una sua identità dopo alcuni insuccessi commerciali e l’infelice operazione Nokia che tre mesi fa ha costretto il gruppo fondato da Bill Gates a denunciare una perdita di ben 7,5 miliardi di dollari per la svalutazione della società scandinava a suo tempo acquistata da Steve Ballmer. Quello è stato il momento più difficile: la banca Goldman Sachs, avendo evidentemente perduto fiducia nella capacità dell’azienda di recuperare, a quel punto aveva addirittura consigliato ai clienti di vendere le loro azioni Microsoft. 

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Ma quello fu anche il momento del lancio, dopo una lunga fase di sperimentazione, del sistema operativo Windows 10, che, dopo gli insuccessi dei due sistemi precedenti, «Vista» e Windows 8, sta rapidamente conquistando il mercato: in poco più di due mesi è stato adottato da ben 110 milioni di utenti. Ed è stato installato in più di 8 milioni di computer aziendali grazie alla sua duttilità ma anche alle maggior protezioni rispetto agli attacchi degli hacker. 

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Staremo a vedere se tutto questo basterà a compensare la fisiologica perdita di fatturato registrata nei business principali di Microsoft — i sistemi operativi di Office — e se il gruppo riuscirà a rompere il «duopolio» Google-Apple nel software e quello Samsung-Apple negli smartphone. 
 

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