luigi lovaglio vittorio grilli

RESA DEI CONTI A SIENA – IL NUOVO CDA DI MPS CHE SI RIUNIRÀ OGGI È GIÀ SPACCATO: SCONTATA LA DESIGNAZIONE COME AD DI LUIGI LOVAGLIO, DOPO LA VITTORIA IN ASSEMBLEA DELLA LISTA DI PLT, IL NODO È LA SCELTA DEL PRESIDENTE – LA LISTA SCONFITTA, QUELLA DEL CDA USCENTE E DI CALTAGIRONE, HA PROPOSTO “UN ACCORDO”, PRESENTANDO UNA LISTA DI NOMI (DA CORRADO PASSERA A CARLO VIVALDI). MA LOVAGLIO HA DETTO “NO”: VUOLE ACCELERARE NEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE E FUSIONE CON MEDIOBANCA. E, QUANDO QUESTO AVVERRÀ, PUNTA AD AVERE COME PRESIDENTE VITTORIO GRILLI, CHE ORA RICOPRE LO STESSO RUOLO IN PIAZZETTA CUCCIA. PER REALIZZARE IL PIANO, ORA HA BISOGNO DI UN PRESIDENTE CHE ACCETTI L'INTERIM, E LA FIGURA GIUSTA POTREBBE ESSERE L’EX UNICREDIT, CESARE BISONI…

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

Il nuovo consiglio d'amministrazione di Mps che si riunirà per la prima volta questa mattina a Siena è già spaccato. Se la designazione di Luigi Lovaglio alla carica di capoazienda è scontata alla luce della vittoria in assemblea della lista promossa da Plt dell'imprenditore Pierluigi Tortora, l'indicazione del presidente è più complicata.

 

La minoranza, che con la lista promossa dal cda candidava l'ad di Acea Fabrizio Palermo alla guida del Monte e Nicola Maione alla presidenza, ha proposto ai vincitori un accordo sul ruolo del numero uno. Una mossa pensata per abbassare la tensione [...]

 

francesco gaetano caltagirone

Nonostante l'appello all'unità di Tortora che si augurava di vedere il consiglio lavorare insieme nell'interesse della banca; il tentativo della minoranza - che aveva fatto i nomi di Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra - è caduto nel vuoto.

 

Da un lato c'è la comprensibile voglia di rivincita di Lovaglio che prima è stato escluso dalla rosa dei candidati presentata dal cda, poi è stato spogliato di tutte le deleghe operative in quanto amministratore delegato e poi dopo aver rifiutato di dare le dimissioni è stato licenziato «per giusta causa» da direttore generale. [...]

 

Il disegno di Lovaglio, infatti, è molto più articolato e passa dall'accelerazione del processo di integrazione e fusione con Mediobanca. Un piano che dovrebbe essere completato entro la fine dell'anno e che - per forza di cose - porterebbe a galla anche una nuova governance.

 

Vittorio Grilli

Lovaglio vuole che alla presidenza del gruppo salga l'attuale numero uno di Mediobanca, l'ex ministro Vittorio Grilli. Un'opzione con molte incognite - a cominciare dal fatto che lo stipendio del manager è fuori scala per i parametri del Monte -, ma che per essere percorribile ha bisogno di un presidente che accetti l'interim.

 

Impossibile per qualunque dei candidati della minoranza, ma non da escludere per Cesare Bisoni, classe 1944 e già presidente di Unicredit.

 

Grilli, inoltre, è stato il primo sponsor della lista con cui Lovaglio ha sfidato il cda che lo aveva sfiduciato: l'ex ministro avrebbe parlato del dossier Mps con il capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni, Gaetano Caputi, e anche con Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio di cui a lungo è stato banchiere di riferimento.

 

cesare bisoni

Lovaglio, poi, vorrebbe anche intervenire sulla guida di Mediobanca che una volta delistata resterebbe un'identità indipendente a cui farebbero capo le attività di corporate & investment banking, «guidato dall'advisory e con una crescente vocazione internazionale» e il private banking «posizionato come un franchise di private investment banking su scala, focalizzata su imprenditori e clientela ad elevato patrimonio».

 

Una divisione che al 2030 dovrebbe contribuire al 23% del fatturato complessivo di gruppo (attesi a 9,5 miliardi - la sola Mediobanca stimava al 2028 ricavi per 4,4 miliardi).

 

All'ad, quindi, non dispiacerebbe l'idea di poter portare in Piazzetta Cuccia il numero uno di Ubs in Italia, Riccardo Mulone. Peraltro, Mulone era la prima scelta di Lovaglio già lo scorso autunno quando di fatto subì la scelta di Alessandro Melzi D'Eril.

luigi lovaglio

 

Uno dei nodi che il consiglio di oggi dovrà risolvere è anche quello del direttore generale. Se dovesse essere indicato Lovaglio sarebbe necessaria una delibera del cda per superare quella relativa al suo licenziamento. [...]

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA Cesare Bisoni

 

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