mainetti

OLTRE IL MARKETING, UN FILM CHE INTERPRETA CON SENSIBILITÀ ECOLOGICA LA TRASFORMAZIONE DI UN EDIFICIO DEL 1869 IN APPARTAMENTI MULTIMILIONARI - VERONICA MAINETTI: "ESTENDENDO LA LORO VITA, POSSIAMO TENTARE DI ESTENDERE LA NOSTRA"

 

VIDEO

https://vimeo.com/127152877

 

 

Liberamente tradotto dall’articolo di The New York Times

Veronica Mainetti, Presidente di Sorgente Group of AmericaVeronica Mainetti, Presidente di Sorgente Group of America

 

Il film mostra un uomo in una giacca di pelle da motociclista e una donna in un parka nero oversize che, appoggiati al parapetto di una barca, fissano gli enormi iceberg galleggianti, in abiti più adatti al selciato di Soho che ai banchi di ghiaccio della Groenlandia. La telecamera cattura il loro stupore alla vista della deriva delle bellezze glaciali. Proprio in quel momento – crac! – entrambi i blocchi cadono in acqua come un pezzo di ghiaccio dalle dimensioni di una casa di città.

 

"Volevo vedere di persona gli effetti del cambiamento climatico e delle emissioni di carbonio", ha detto la settimana scorsa la “donna in parka”, Veronica Mainetti, seduta su un divano di pelle verde nella hall dell’immobile 60 White Street, suddiviso in loft nel quartiere di TriBeCa. "Vedere con i miei occhi, sentire direttamente da biologi e climatologi - e dagli abitanti della Groenlandia, quello che sta accadendo. Sapevo che dovevamo fare qualcosa, ma ero determinata a fare di più."

 

Interni di 60 White Street  a TribecaInterni di 60 White Street a Tribeca

È così che ha deciso che con il 60 White, la trasformazione di un edificio del 1869 in appartamenti multimilionari, l'ultimo progetto di sviluppo della società di famiglia, Sorgente Group, avrebbe contribuito a salvare il mondo. Veronica Mainetti ha pensato bene che il progetto di otto appartamenti avrebbe potuto avere un impatto ancora maggiore se anche il mondo ne fosse venuto a conoscenza. L'edificio è ora protagonista di un documentario, "Giglio sulla White Street", sulla sua riqualificazione, con Veronica Mainetti in qualità di co-protagonista attiva nella conversione delle tematiche ambientali in alloggi di lusso che utilizzano piani in granito estratto localmente.

 

terrazza della penthouse di 60 white Street a Tribecaterrazza della penthouse di 60 white Street a Tribeca

Come in "Una Scomoda Verità" e "Questa Vecchia Casa", il film segue la Mainetti e Daniel Fickle, regista e suo compagno di viaggio in Groenlandia, mentre lei cerca le finestre più ermetiche, combatte la burocrazia di New York, snocciola statistiche (il 70 per cento dell’energia della città viene utilizzata per gli edifici) e fa visita a quei ghiacciai.

 

Ad oggi esiste solo un trailer di quattro minuti, che contribuisce ad attirare acquirenti per gli appartamenti, che vanno dai 4 ai 10 milioni di dollari, costoro riceveranno una copia del filmato il prossimo anno, appena sarà completato. Ma le ambizioni vanno molto oltre il marketing.

 

walter mainettiwalter mainetti

"Ci piacerebbe che la prima del film fosse al Tribeca", ha dichiarato M. Fickle, riferendosi al festival cinematografico istituito da Robert De Niro e che si tiene ogni anno a pochi isolati di distanza. "Non sarebbe perfetto?" E poi magari in un multisala con aria condizionata.

 

Il nome "Giglio su White Street" proviene da Il Giglio, nome di condomìni ecologicamente sensibili, che Veronica Mainetti spera di portare alla ribalta grazie a questo progetto. Per coloro che pensano che immobili di lusso e conservazione ambientale sono inconciliabili come olio ed acqua, Veronica Mainetti replica che il punto è un altro. "Se anche una sola persona vede ciò che abbiamo fatto e cambia il suo modo di costruire o di vivere, il film sarà valso al suo scopo", ha dichiarato.

 

"Non si tratta esclusivamente di condomìni milionari", ha aggiunto. "Si tratta di ciò che verrà dopo di essi."

 

Come non convenzionale è la pellicola, ancora di più non lo è la persona che lo ha realizzato. In un settore caratterizzato tanto da testosterone quanto da acciaio e cemento, è raro trovare una donna alla guida di una grande impresa.

Palazzo di 60 White Street  a TribecaPalazzo di 60 White Street a Tribeca

 

Veronica Mainetti è nata a Roma da una famiglia di imprenditori italiani nel settore immobiliare, anche se ha iniziato la sua carriera proprio qui a New York, dove per un periodo ha vissuto il suo trisavolo costruendo strutture in ferro per i primi grattacieli di Manhattan.

 

Veronica Mainetti vi ha fatto ritorno con l’intento di conseguire una laurea in architettura alla Columbia, ma poi ha deciso di dedicarsi all’azienda di famiglia a New York. Dopo la prima rilevante acquisizione della società negli Stati Uniti, il Flatiron Building, nel 2005, ha assunto la direzione delle operazioni nordamericane, che includono anche immobili a Los Angeles.

 

La riqualificazione del 60 White Street, acquistato per 23 milioni di dollari nel 2010, comporta la conversione di tre edifici commerciali, uno dei quali continuerà ad ospitare uffici esclusivi, mentre gli altri due saranno destinati ad uso residenziale.

 

Veronica Mainetti vede la salvaguardia come il primo passo per la sostenibilità. "Estendendo la loro vita, possiamo tentare di estendere la nostra", ha detto riferendosi agli edifici.

 

Quando è arrivato il momento di ristrutturare internamente quegli edifici, ha insistito su come reperire tutto a livello locale. I servizi igienici e le docce non provengono da Milano o Tokyo ma da Sheboygan, Wisconsin – i migliori modelli firmati Kohler. Le tegole in ardesia provengono dalla parte settentrionale di New York e il marmo è estratto a Danby, nel Vermont.

facciata esterna di 60 White Street  a Tribecafacciata esterna di 60 White Street a Tribeca

 

"La gente che viene mi chiede se questo è marmo di Carrara e io rispondo: 'Certo che no! Ha il doppio degli anni”, ha raccontato.

 

Poiché per Veronica Mainetti era di fondamentale importanza documentare questo lavoro, ha contattato Fickle, incontrato una decina di anni fa ad un evento presso la New York Film Academy dove lui insegnava.

 

"Questa non è solo la storia della tecnologia e dell'edificio", ha dichiarato Fickle "ma è anche la storia di Veronica, i principi e la passione di ciò che vuol fare, che fa la differenza e cambia il modo di costruire."

 

Oltre al viaggio in Groenlandia, lui la segue nelle cave del Vermont e in un mulino di New York, dove le vecchie torri d'acqua sono state trasformate in rivestimento a pannelli per l'attico. Tra una tappa e l’altra, si sono fermati alla Landmarks Preservation Commission della città, dove Veronica Mainetti ha combattuto per un anno per ottenere l’approvazione di moderne finestre a triplo pannello.

 

Fickle ha dichiarato che voleva che il film avesse un "sentire cinematografico" che fosse sia narrativo che contemplativo, come in un film di Terrence Malick, animando l'edificio così come la sua protagonista.

 

malickmalick

"L’ambientalismo può essere un concetto asettico e astratto", ha dichiarato Fickle. "Noi vogliamo mostrarlo nella vita di tutti i giorni."

 

O almeno nella vita quotidiana di coloro che possono permetterselo. Che il film sia proiettato vicino casa o meno, la pratica di cui parla riguarda la porta accanto. Quasi tutte le svolte verdi, dopo tutto, come i pannelli solari e le auto ibride, erano un bene di lusso finché un certo numero di persone benestanti li hanno acquistati creando così un mercato più ampio.

new york  luci skylinenew york luci skyline

 

"C'è un certo effetto a cascata, quando si tratta di costruzioni ecologiche", ha dichiarato Russell Unger, direttore dell’Urban Green Council, gruppo newyorkese a sostegno dell'edilizia sostenibile. Nonostante qualche perplessità nei confronti del film, vede nell'edificio un grande potenziale per il settore.

new york  blackout luci skylinenew york blackout luci skyline

 

Per Veronica Mainetti, non ci può essere l'uno senza l'altro.

 

"Abbiamo bisogno di fare da apripista in modo che tutti ne possano beneficiare", ha dichiarato.

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...