cairo bonomi rcs

MUCCHETTI FA LE PULCI ALL'OPA SUL 'CORRIERE': 'TOTALMENTE ILLOGICA' - ''A BONOMI FU OFFERTO DA INTESA DI DIVENTARE IL SOCIO PRINCIPALE (35%) CON 80-100 MILIONI. ORA NE METTE 160 (FINO A 230 CON L'AUMENTO) E SARÀ IL SOCIO MINORE - I PRIVATE EQUITY DEVONO GARANTIRE UN RENDIMENTO DEL 12-15% NEL GIRO DI 4-6 ANNI. CI RIUSCIRÀ?

 

ANDREA bonomiANDREA bonomi

 

Ha vinto il mercato: questo è il coro all’annuncio dell’Opa su Rcs lanciata dai cinque di piazzetta Cuccia, ossia il fondo InvestIndustrial di Andrea Bonomi, Della Valle, Pirelli, UnipolSai e la stessa Mediobanca. Ma di quale mercato stiamo parlando? Del mercato delle imprese, del Corriere versus Repubblica per capirci, o del mercato dei diritti di proprietà, che riguarda gli azionisti, componente cruciale ma non unica dell’impresa? Così Massimo Mucchetti in un intervento sul Foglio.

 

andrea bonomi andrea bonomi

Immagino si parli del secondo. Ma in gioco oggi non sono solo gli azionisti di Rcs, che qualcosina hanno avuto; qualche riflessione tocca anche ai soci di chi paga l’Opa, essendo Diego Della Valle l’unico a sborsare soldi suoi.

 

I cinque della piazzetta sono pronti a lanciare un’Opa per cassa a 70 centesimi per azione sulla totalità del capitale Rcs. Che viene dunque valutato 362 milioni di euro. Si dicono inoltre disponibili a sottoscrivere fino a 150 milioni in un eventuale aumento di capitale di Rcs.

 

L’impegno totale teorico supera dunque i 520 milioni. Naturalmente è possibile che l’esborso sia più contenuto se l’Opa registrerà adesioni inferiori al 100% e non verrà lanciato alcun aumento di capitale. Nella Rcs pensata in piazzetta Cuccia, il socio principale, con il 45%, sarà Bonomi. Gli altri avranno il 13,75% ciascuno.

 

alberto nagel carlo messinaalberto nagel carlo messina

La posizione di Bonomi è curiosa. Il 17 dicembre 2015 il gestore di InvestIndustrial ebbe dai vertici di Intesa Sanpaolo – non solo da Giovanni Bazoli – la proposta di entrare in Rcs attraverso un aumento di capitale al quale avrebbe potuto contribuire per 80-100 milioni raggiungendo così una partecipazione tra il 30 e il 40% di Rcs e, con essa, la leadership dell’azionariato.

 

Bonomi lasciò cadere l’offerta che, sia pure per linee ancora generali, gli veniva da un azionista che era ed è il principale creditore. Ora l’impegno teorico immediato di InvestIndustrial ai fini dell’Opa è pari a 160 milioni e sale a 230 con l’eventuale aumento di capitale di Rcs.

giovanni bazoligiovanni bazoli

 

Qual e’ la logica? I fondi di private equity devono garantire un ritorno sul capitale medio annuo del 12-15% nel giro di 4-6 anni. E’ sicuro che l’attuale gestione ci riesca? O sarà più comodo il classico spezzatino? Ed è più facile partire da 100 milioni o dal doppio nella stessa società e per una partecipazione sostanzialmente analoga?

 

Non meno curiosa è la posizione di Mediobanca e dei suoi sostenitori. Il consiglio di amministrazione di Rcs, espressione per lo più di questi azionisti, esclude aumenti di capitale per attuare il piano industriale in vigore. Secondo talune indiscrezioni non avrebbe nemmeno chiesto il rinnovo della delega a emissioni fino a 200 milioni, che gli era stata assegnata due anni prima, se Intesa Sanpaolo non l’avesse fortemente consigliato.

 

enrico mentana premiato da urbano cairoenrico mentana premiato da urbano cairo

Ecco, se Mediobanca e i suoi soci avessero varato in Rcs un aumento di capitale di 150 milioni subito, quando ancora il titolo Rcs quotava sotto il mezzo euro, avrebbero acquisito una posizione di assoluto predominio pagando parecchio meno di quanto pagheranno adesso e avrebbero messo i soldi nell’azienda. Sarebbero stati, quei denari, ancora nel loro perimetro e non distribuiti a soci in uscita. Adesso, invece, Mediobanca, Della Valle, UnipolSai e Pirelli, oltre ai loro pacchetti di Rcs, mettono 120 milioni cash e altri 82 milioni si impegnano ad aggiungere nel prospettato aumento di capitale per avere una partecipazione complessiva inferiore. Di nuovo, dov’e’ la logica?

 

Certo, la posizione di Mediobanca e’ un po’ più comprensibile di quella di Bonomi. È un centro di potere che temeva di essere scavalcato da Intesa Sanpaolo sul fronte sensibile del Corriere. Forse, se Intesa Sanpaolo l’avesse coinvolta con Cairo, l’avrebbe “rabbonita”. O forse no.

 

recoletosrecoletos

Certo è che, senza l’iniziativa di Cairo, l’Opa non sarebbe mai stata lanciata. Rcs avrebbe vivacchiato. Anni di cattiva gestione rendono non perfettamente credibili le promesse di magnifiche sorti e progressive in via Solferino che abbondano nei comunicati. Ma tant’è. Ch vende non pensa al futuro del Corriere. Semmai si chiede che cosa farà Cairo. Al primo giorno dopo l’offerta, la Borsa ha già posizionato il titolo sopra i 70 centesimi immaginando chissà quali rilanci.

 

Ma credo che ci vorrà pazienza. E qualche informazione in più. Per esempio, sull’aumento di capitale, citato nel comunicato stampa ma non in quello ex articolo 102, o sugli affari madrileni: quali sono i valori residui a bilancio e quale il valore di mercato teorico delle attività spagnole; chi tratto’ Recoletos da una parte e dall’altra del tavolo, chi girava attorno. Nell’attesa vedremo se Intesa Sanpaolo chiedera’ a Rcs di rimborsare i debiti nel momento in cui soci tanto prodighi impongono un cambio del controllo sgradito.

 

Ultimi Dagoreport

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...