
MILANO, UN LUNA PARK PER MILIARDARI (E I POVERACCI S’ATTACCANO AL TRAM) – IL “FINANCIAL TIMES” PROVA A RIPULIRE LA REPUTAZIONE DELLA CITTÀ DELLA MADUNINA, TRAVOLTA DALLO SCANDALO “PALAZZOPOLI”, CON UN ARTICOLONE CHE RACCONTA IL FERMENTO DOVUTO ALL’ARRIVO DI MIGLIAIA DI RICCONI. MERITO DELLA FLAT TAX PER I PAPERONI DI RENZI, E DELLA CRISI DI LONDRA: MILANO SAREBBE DIVENTATA UNA VIA DI MEZZO TRA LA CITY E DUBAI. MA CI SONO MOLTE OMBRE: IL PRIMO È CHE PER LE PERSONE NORMALI È DIVENTATO IMPOSSIBILE SOPRAVVIVERE. “ALTRI NOTANO I LIMITI STRUTTURALI: ARIA INQUINATA, POCHI PARCHI, LA CITTÀ CHE SI SVUOTA NEI WEEKEND E AD AGOSTO, OLTRE A UNA BUROCRAZIA SOFFOCANTE. SE VOGLIONO DAVVERO DIVENTARE UNA CITTÀ GLOBALE, DEVONO AFFRONTARE IL PROBLEMA…”
Estratto dell’articolo di Harriet Agnew, Josh Spero, Ortenca Aliaj e Silvia Sciorilli Borrelli per il “Financial Times”
Camminando per le strade acciottolate del […] quartiere Brera di Milano nell’ultimo giorno di marzo, un alto dirigente bancario ha notato tre camion di traslochi internazionali.
«È […] incredibile», ha raccontato, riferendosi all’afflusso di nuovi residenti in città in vista della chiusura dell’anno fiscale nel Regno Unito, il 5 aprile. «C’è stata un’esplosione di arrivi».
Il regime fiscale accogliente dell’Italia ha attirato folle di nuovi ricchi nel centro finanziario del Paese, mettendo sotto pressione la città, in particolare un mercato immobiliare in cui la domanda supera di gran lunga l’offerta e che ora è al centro di una vasta indagine per corruzione.
Allo stesso tempo, però, ha dato a Milano un fermento che alcuni paragonano alla Londra degli anni ’90 — con un tocco di dolce vita.
La trasformazione milanese affonda le radici in una serie di agevolazioni fiscali del 2016 sotto l’allora premier Matteo Renzi, il cui governo di centro-sinistra mirava a invertire la fuga di cervelli e attrarre facoltosi stranieri.
Ma il fenomeno ha preso slancio soprattutto negli ultimi 12 mesi, dopo la decisione del Regno Unito di abolire le regole per i residenti non domiciliati in vigore da 226 anni, esponendo i loro beni esteri a una tassa di successione del 40% e i redditi e guadagni esteri al regime fiscale britannico.
michelle obama con agnese renzi maurizio martina emma bonino giuseppe sala a milano
Nello stesso periodo, l’Italia ha steso il tappeto rosso ai super-ricchi globali. Un nuovo residente straniero — o un italiano di ritorno dopo almeno nove anni all’estero — può pagare una tassa fissa di 200.000 euro l’anno su qualsiasi reddito o patrimonio estero per un massimo di 15 anni, ed essere esentato dall’imposta di successione sugli asset esteri nello stesso periodo.
[…] Tra coloro che hanno lasciato Londra per Milano ci sono Nassef Sawiris, l’uomo più ricco d’Egitto e co-proprietario dell’Aston Villa; Richard Gnodde, vice-chair di Goldman Sachs; e Yoël Zaoui, cofondatore di Zaoui & Co. Rolly van Rappard, cofondatore di CVC Capital Partners, sta valutando il trasferimento, mentre Frédéric Arnault, figlio di Bernard, si divide tra Parigi e Milano dopo essere diventato CEO di Loro Piana (gruppo LVMH).
Sono solo la punta dell’iceberg. Il regime della flat tax ha attratto diverse migliaia di persone, mentre oltre 100.000 individui, per lo più italiani, hanno usufruito di uno schema per chi rientra dall’estero che prevede una riduzione del 50% sul reddito imponibile italiano, con Milano come destinazione principale.
«Il grande mercato è quello delle persone tra i 45 e i 70 anni», ha detto Gary Landesberg, cofondatore del club The Wilde, uno dei nuovi circoli privati in stile londinese aperti in città. «Non si parla solo di miliardari».
Nadim Nsouli, fondatore e CEO di Inspired Education Group, ha detto che Dubai e Milano sono le principali destinazioni per circa 200 studenti su 4.500 delle sue scuole private britanniche che si sono trasferiti all’estero negli ultimi anni. Dei nuovi iscritti alle 10 scuole italiane del gruppo, quattro delle quali a Milano, circa il 45% sono stranieri, soprattutto da Regno Unito, Stati Uniti e Francia.
Chi ha lasciato Londra per Milano cita vari motivi, ma molti parlano di una combinazione tra i fattori di “spinta” dal Regno Unito e quelli di “attrazione” italiani, con gli incentivi fiscali come parte del pacchetto. Un manager di private equity che ha fatto il salto ha detto di non averlo fatto «per andare a Dubai», dove non c’è imposta sul reddito, aggiungendo: «Se Francoforte avesse offerto lo stesso, non ci sarei andato».
[…]
Le grandi banche come Goldman Sachs hanno così nuovi incentivi ad allargare la loro presenza in città, anche perché, dopo la Brexit, molti istituti hanno spostato attività da Londra a Parigi, Milano e Francoforte per servire i clienti UE.
Non tutti i nuovi arrivati sono “nomadi super-ricchi”: alcuni sono giovani che mettono radici. «Milano è una grande città in cui vivere, connessa in modo incredibile», ha detto John Nery, 41 anni, managing partner di Squircle Capital, trasferitosi da Doha cinque anni fa. «Portofino è a due ore, Villa d’Este sul lago di Como a 45 minuti, e in tre ore sei a St. Moritz o a Megève».
IL CROLLO DEL MODELLO MILANO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
I nuovi arrivati hanno arricchito la scena sociale milanese, tra nuovi locali e club: dopo Casa Cipriani (2022) è arrivato The Wilde, mentre Soho House aprirà presto, e la galleria Thaddaeus Ropac debutterà in autunno a Palazzo Belgioioso.
Alcuni milanesi si lamentano che la città sia diventata «meno autentica» e «un po’ troppo sopra le righe». Un banchiere ha detto che sono sorte tensioni perché i nuovi arrivati da Londra hanno stipendi molto più alti dei colleghi locali, e ha criticato i nuovi club privati come «non davvero il modo italiano di fare affari».
Altri notano i limiti strutturali: aria inquinata, pochi parchi, la città che si svuota nei weekend e ad agosto, oltre a una burocrazia soffocante. «Se vogliono davvero diventare una città globale, devono affrontare il problema», ha detto Nsouli.
La pressione maggiore si vede sul mercato immobiliare, con prezzi spinti in alto da persone abituate a quelli di Kensington o Mayfair. Alcune suite del Four Seasons e del Mandarin Oriental sono state prese da finanzieri appena trasferiti.
Secondo Savills, i prezzi di partenza per attici oltre i 600 mq in centro con piscina, palestra e concierge vanno da 8 a 10 milioni di dollari, mentre gli affitti del settore residenziale di lusso a Milano sono saliti del 14% in cinque anni (contro il 7% a Roma). Restano comunque sotto Londra: 1.520 €/piedi² contro 1.920.
Non mancano le ombre: Manfredi Catella, CEO di Coima e protagonista della riqualificazione di Porta Nuova, è finito agli arresti domiciliari a luglio insieme ad altre cinque persone in un’inchiesta sull’espansione immobiliare di Milano (tutti liberati dopo il ricorso, ma 20 persone restano indagate, incluso il sindaco Giuseppe Sala).
crollo dell insegna della torre generali a milano 2
Lo sviluppo però non si ferma: Coima sta trasformando edifici storici del centro in residenze e uffici di lusso. E i nuovi arrivati continueranno ad arrivare. «Un cliente non riusciva a trovare una casa grande a Milano, perché la città è fatta di appartamenti», ha detto l’avvocato Marco Cerrato. «Così ha comprato a Lugano».
Per alberghi, ristoranti e servizi di lusso, invece, Milano «era già pronta», grazie al suo dna di moda e design.
MANFREDI CATELLA
manfredi catella beppe sala
GRATTACIELO TORRE MILANO
manfredi catella