NON C’E’ PIU’ RELIGIONE: GOLDMAN SACHS INSEGNA FINANZA ETICA ALL'OPUS DEI! - TUTTI VOGLIONO I BITCOIN - PRISA, MEDIASET E L'ASTA SU DIGITAL+ - ADDIO INTESA DUALE

1. EFFETTO SOFFERENZE SU BANCA ETRURIA
Ma.Fe. per il "Sole 24 Ore" - Oltre l'11% perso in una sola seduta, quella di ieri, che ha visto passare di mano il 3,8% del capitale: oltre otto milioni di titoli scambiati, vale a dire una quota pari a otto volte la media giornaliera. Il fuggi-fuggi generale segue il comunicato con cui la banca ha annunciato che riunirà entro questa settimana un consiglio di amministrazione per definire le azioni in attuazione di indicazioni ricevute dall'Autorità di Vigilanza.

Come accaduto per altre banche, Via Nazionale ha acceso un faro sui crediti, e in particolare su quelli deteriorati, che - stando alle prime indiscrezioni emerse ne giorni scorsi - sarebbero su livelli particolarmente elevati; al riguardo la banca ha precisato che i dati della relazione finanziaria semestrale già evidenziavano un rapporto tra crediti deteriorati lordi su crediti verso clienti complessivi lordi pari al 32,4%, mentre al 30 settembre tale misura risultava pari al 31,7%.

Numeri comunque alti, che la relazione dell'ispezione che si è chiusa il 6 settembre scorso ha evidenziato e stigmatizzato; ma più della diagnosi, quel che importa al mercato è la cura: in Borsa si teme che dopo l'aumento da cento milioni completato nei mesi scorsi, servano nuove misure di rafforzamento.

2. PRISA, MEDIASET E L'ASTA SU DIGITAL+
G.Ve. per il "Sole 24 Ore" - A Prisa si sono stufati di aspettare. E come dare torto all'editore de El Pais che, con 3,2 miliardi di euro di debiti, deve procedere quanto prima alla cessione di "asset rilevanti", come ha annunciato ieri il cda approvando il rifinanziamento del gruppo. Fra questi vi è sicuramente il 56% della piattaforma televisiva Digital+, di cui la Telefonica possiede già il 22%. Logico che il gruppo tlc sia da tempo il candidato ideale per la cessione.

Peccato però che, impegnato su molti fronti e stretto fra la promessa riduzione del debito e il dossier Telecom, Cesar Alierta stia facendo orecchie da mercante. E così il Ceo di Prisa, Juan Luis Cebrian ha detto ieri spazientito di non voler «pressioni al ribasso per l'opportunismo di alcuni offerenti» e si prepara a lanciare una gara: la stampa spagnola scommette sulla partecipazione di Rupert Murdoch, di Al Jazeera, dei francesi di Canal+ e del gruppo Usa Liberty Global. Eppure, in attesa dell'apertura delle buste prevista per metà gennaio, alla finestra rimane anche un altro azionista, fra l'altro con diritto di prelazione: Mediaset che di Digital+ detiene un altro 22%.

3. GOLDMAN INSEGNA FINANZA ETICA ALL'OPUS DEI
Ca.Mar. per il "Sole 24 Ore" - Il corso ha un titolo molto chiaro: «Economics for Ecclesiastic». Alla Pontificia Università Santa Croce, ateneo retto dall'Opus Dei, si è pensato che fosse arrivato il momento di insegnare l'economia e la finanza direttamente ai sacerdoti, in una università dove in genere si va per studiare teologia, filosofia e diritto canonico (ma anche comunicazione).

Ad inaugurare il corso promosso dal Centro di ricerca Mce, sabato prossimo arriverà da Londra a piazza Sant'Apollinare Lord Brian Griffiths of Fforestafch, vice chairman di Goldman Sachs International, membro della Camera dei Lords e in passato consigliere del primo ministro Margareth Thatcher per le privatizzazioni e la deregolamentazione del mercato interno. Il banchiere - che terrà una lecture dal titolo «The ethical and cultural challenges for contemporary finance» - è stato anche alla guida del Lambeth Fund, che fa capo all'arcivescovo di Canterbury.

4. DA JP MORGAN ALL'ISOLA DI ALDERNEY TUTTI VOGLIONO I BITCOIN
Corriere della Sera (m.sid.) - La sconosciuta ma topograficamente rintracciabile isola di Alderney (mar Irlandese, 1.903 cittadini, lunghezza massima 4,8 chilometri e suffisso Internet .gg) vorrebbe - udite, udite - battere moneta. Ma la Regina è salva: se fino ad oggi la popolazione ha vissuto tranquillamente usando il buon vecchio pound la moneta circolante non è comunque in discussione.

L'isola ha progetti ben più complessi e sta tentando di ottenere ufficialmente il diritto di conio del bitcoin. L'idea appare perlomeno bizzarra: il bitcoin è una moneta virtuale, prodotta da una rete di computer peer-to-peer e la cui natura rivoluzionaria risiede proprio nel non dover sottostare a nessuna autorità monetaria tradizionale. In realtà, almeno fino ad ora, il bitcoin ha mostrato di accentuare gli aspetti peggiori della moneta, dalla speculazione (è ormai sopra i 1.200 dollari) al rischio di svalutazione. Ma, certo, ai suoi apologeti deve essere sembrato di trovarsi di fronte a un'opera perfetta e afona come il Mosè di Michelangelo.

E, dunque, perché non dargli una martellata e farla parlare con il conio? Alla fine il progetto dell'isola sconosciuta non è incomprensibile: l'obiettivo è diventare il mercato internazionale della valuta digitale. Un progetto ipertrofico che ha un solo neo: ricorda molto da vicino quando l'Islanda tentò di diventare il centro dei derivati, trasformandosi in un'isola bomba implosa finanziariamente su se stessa. Nel frattempo a 1.500 km di distanza una banca-impero che si chiama Jp Morgan ha depositato il brevetto per il proprio «bitcoin». La storia, evidentemente, non finisce qui.

5. ADDIO AL DUALE DI INTESA SAN PAOLO
Corriere della Sera (f. sav.) La data da segnare in rosso è il prossimo 4 febbraio. E' il termine ultimo di presentazione di uno studio che dovrà sancire (o meno) l'abbandono del tradizionale modello duale di Intesa Sanpaolo. A redigerlo sarà la società di consulenza indipendente Georgeson specializzata proprio nella corporate governance .

Ad affidarle il mandato le fondazioni azioniste di Intesa (Cariplo, Compagnia Sanpaolo, Cariparo e Carifirenze) in un documento datato 5 dicembre. Prevede una roadmap in quattro tappe per analizzare il particolare modello di suddivisione della governance della banca in consiglio di sorveglianza - che stabilisce le strategie e sceglie il management - e consiglio di gestione, che invece si occupa delle decisioni operative.

L'accelerazione sarebbe dovuta all'attivismo della Compagnia San Paolo che da tempo è critica del duale. La prima fase è già iniziata e ha l'obiettivo di individuare le criticità attraverso l'analisi dei verbali delle ultime assemblee e le differenze rispetto alla concorrenza. La seconda fase prevede di individuare e contattare gli investitori attuali e potenziali della banca. La terza fase (20 giorni) è quella in cui verrà sottoposto un sondaggio agli investitori su eventuali modifiche. L'ultimo passaggio sarà quello dell'analisi dei risultati.

 

 

 

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