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NUOVA PUNTATA DELLA TELENOVELA SULL’EREDITÀ AGNELLI – LA CASSAZIONE RIPORTA AL TRIBUNALE DI TORINO IL PROCEDIMENTO INTENTATO DA MARGHERITA AGNELLI CONTRO I TRE FIGLI, PER LA QUOTA DEL PATRIMONIO DELLA MADRE, MARELLA CARACCIOLO, A CUI AVEVA RINUNCIATO NEL 2004 – È STATA ANNULLATA L’ORDINANZA CHE BLOCCAVA IL PROCESSO SULLA SUCCESSIONE, IN ATTESA DELLA PRONUNCIA DEI GIUDICI SVIZZERI – UN PUNTO A FAVORE DI MARGHERITA, CHE SI AGGIUNGE ALL’ORDINANZA DEL GIP DI MILANO SULLE 13 OPERE D’ARTE DI GIANNI AGNELLI “SCOMPARSE”

Estratto dell’articolo di Mario Gerevini per www.corriere.it

 

MARGHERITA AGNELLI

La Cassazione rimette la palla al centro del tribunale di Torino che invece l’aveva «calciata» in Svizzera. È un nuovo capitolo «tecnico» dell’infinita saga sull’eredità Agnelli. Cambia relativamente poco, in apparenza, perché la Suprema Corte – secondo quanto ha scritto Mf-Milano Finanza – ha stabilito con un’ordinanza che i giudici civili debbano motivare in modo più adeguato la decisione di sospendere il procedimento in attesa di una pronuncia dei giudici svizzeri. […]

 

«La suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dagli Elkann in quanto carente dei presupposti giuridici per la sua proposizione». Precisano, in una nota, fonti legali vicine a Margherita Agnelli.

 

[…] Un mezzo punto che si aggiunge, su un altro fronte, all’ordinanza del gip milanese – anticipata dal Corriere — che riapre parzialmente le indagini su 13 opere d’arte «scomparse».

 

La lunga battaglia

gianni agnelli con la moglie marella e i figli edoardo e margherita

La madre di John, Lapo e Ginevra Elkann (e di altri cinque figli con Serge de Pahlen) sta combattendo su più fronti giudiziari la sua battaglia per invalidare gli accordi sull’eredità del padre, Gianni Agnelli (scomparso nel 2003), e della madre, Marella Caracciolo (2019), che hanno invece legittimato la leadership di John Elkann.

 

La posta in gioco è potenzialmente altissima, sia in termini di patrimonio (presunta liquidità off shore, opere d’arte) che di potere poiché Margherita mette in discussione anche l’assetto della cassaforte Dicembre al vertice del gruppo Exor che però, secondo i fratelli, è inattaccabile. Proprio per questo la sensibilità è altissima quando il pendolo della contesa giudiziaria si sposta, anche se di poco, verso una o l’altra delle parti in causa. Ma a che punto siamo e cosa c’entra la Svizzera?

 

La disputa miliardaria

MARGHERITA AGNELLI

L’ordinanza della Cassazione si inquadra nella disputa in corso al tribunale civile di Torino mentre altri fronti giudiziari sono aperti in Svizzera, due a Thun e uno a Ginevra. Il nocciolo della questione era questo: Torino può procedere (come vorrebbe Margherita) o deve sospendere (come sostengono gli Elkann), dichiarando la litispendenza, dal momento che le stesse contestazioni sono, appunto, pendenti presso una Corte svizzera?

 

I giudici civili nel giugno scorso, accogliendo la richiesta degli avvocati degli Elkann, avevano congelato ogni decisione sulla causa avviata nel 2020 da Margherita e da quattro dei suoi 5 figli de Pahlen in attesa che si definissero le cause pendenti in Svizzera. La Cassazione ora rispedisce il fascicolo in Piemonte invitando a motivare meglio la sospensione. […]

 

Il fatto che il procedimento resti comunque in Italia è considerato un successo dagli avvocati di Margherita; il fatto che attenda la Svizzera un successo secondo la controparte. Le cause a Thun e Ginevra vertono su due questioni: 1) La validità degli accordi del 2004 in base ai quali Margherita aveva firmato un accordo transattivo sull’eredità paterna e un patto successorio di rinuncia alla futura eredità materna; 2) La validità dei testamenti della madre, morta nel febbraio 2019, che ha lasciato tutto ai tre nipoti Elkann.

 

L’offensiva di 17 anni

MARGHERITA AGNELLI E JOHN ELKANN

L’offensiva legale di Margherita va avanti da 17 anni con l’obiettivo di invalidare tutti gli atti dell’eredità Agnelli che, tra l’altro, come si diceva, hanno consolidato l’assetto attuale dell’impero da 30 miliardi Exor (Stellantis, Ferrari, Juventus, Cnh, Philips, ecc), con al vertice John Elkann.

 

In particolare, la successione di Marella, secondo quanto sostiene la figlia, doveva ricadere sotto il diritto italiano e non svizzero perché la madre non aveva residenza abituale in terra elvetica.

 

Gli Elkann attraverso i loro avvocati hanno ribadito più volte che nel 2004 «due fondamentali accordi» erano stati «negoziati e liberamente sottoscritti proprio da colei che ora come nel 2007 vuole cancellarli dal mondo del diritto» e grazie ai quali ha ottenuto non meno di 1,2 miliardi.

 

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