andrea orcel giancarlo giorgetti giorgia meloni

PACE FATTA TRA ORCEL E MELONI – IL CONSIGLIO DI STATO HA DICHIARATO CHIUSA LA BATTAGLIA LEGALE TRA UNICREDIT E GOVERNO: LA SENTENZA PRENDE ATTO DELLA RINUNCIA DELLA BANCA A PROSEGUIRE L’ITER LEGALE DI PALAZZO CHIGI – PERCHÉ ANDREA ORCEL AD APRILE HA RINUNCIATO ALL’APPELLO CONTRO LA SENTENZA DEL TAR SUL GOLDEN POWER PER L’OPERAZIONE BPM? HA BISOGNO DEL SUPPORTO DEL GOVERNO PER LA BATTAGLIA IN COMMERZBANK? O FORSE VUOLE TENERSI LE MANI LIBERE PER LANCIARSI IN NUOVE AVVENTURE? E SE SÌ, QUALI?

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per www.repubblica.it

 

andrea orcel commissione banche foto lapresse

La battaglia legale tra Unicredit e il governo sull’operazione Banco Bpm arriva al capolinea. Il sigillo sulla fine della contesa lo mette il Consiglio di Stato. Nel testo della sentenza, che Repubblica ha potuto visionare, il presidente della quarta sezione Luigi Carbone scrive che "il ricorso in appello”, presentato dalla banca guidata da Andrea Orcel contro l’esecutivo, è estinto per rinuncia. Il riferimento è al ritiro del ricorso che l’istituto ha formalizzato lo scorso 22 aprile.

 

[…] Al centro della decisione c’è, appunto, la rinuncia di Unicredit a proseguire l’iter legale contro palazzo Chigi. Breve riassunto: lo scorso novembre, la banca aveva deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato per contestare la decisione del Tar del Lazio che quattro mesi prima, a luglio, aveva accolto solo parzialmente il ricorso contro le prescrizioni del golden power imposte dal governo sulla scalata al Banco.

 

La sentenza del Consiglio di Stato, emessa oggi, parte proprio da qui. Nelle premesse, infatti, si ricorda il ricorso presentato da Unicredit contro la presidenza del Consiglio e i ministeri (Mef, Esteri, Salute, Interno, Difesa, Agricoltura, Ambiente, Giustizia e Trasporti) e nei confronti di Banco Bpm per chiedere la revisione della sentenza del Tar.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

Ma il quadro è cambiato nei mesi successivi. Fino ad arrivare al passo indietro da parte di Orcel. È il 22 aprile quando l’istituto di piazza Gae Aulenti, come anticipato da Repubblica, decide di depositare telematicamente l’atto con cui dichiara di rinunciare al ricorso in appello. Una decisione maturata alla luce di alcuni elementi emersi nella memoria depositata dall’Avvocatura dello Stato in replica al ricorso presentato dall’istituto.

 

L’organo a difesa della presidenza del Consiglio e dei ministeri avrebbe precisato che Unicredit non può essere definita un pericolo per la sicurezza nazionale di per sé. Il giudizio, quindi, sarebbe stato limitato alla sola operazione per l’acquisizione di Banco Bpm. Sottolineando che il golden power ha riguardato solo alcuni profili dell’Ops, l’Avvocatura avrebbe specificato anche che la valutazione ai fini di attivazione dei poteri speciali dovrebbe partire da zero in presenza di nuove offerte verso altre banche, anche nei confronti dello stesso istituto di credito.

 

unicredit 1

In questo modo, quindi, i rilievi fatti a Unicredit nell’offerta per Banco Bpm non rappresenterebbero un precedente per il futuro. E questo perché - avrebbe ribadito la stessa Avvocatura - ogni operazione verrebbe valutata in funzione dei rispettivi parametri, senza una pregiudiziale, ma seguendo considerazioni specifiche, fatte sul momento.

 

[…] Unicredit avrebbe pertanto considerato gli stessi come sufficienti a “liberarsi” dallo stigma della banca pericolosa. Da un giudizio negativo che - era il timore - il governo italiano avrebbe potuto utilizzare come precedente nei futuri dossier di possibili acquisizioni. Considerato che l’operazione per il controllo di Banco Bpm non è più in vita e che le pendenze giudiziarie hanno un costo importante, la banca ha preso atto delle novità sul fronte governativo. Da qui, appunto, lo stop alla richiesta d’appello.

 

La decisione del Consiglio di Stato

giuseppe castagna - banco bpm

Preso atto della rinuncia che - si legge nel dispositivo - è stata sottoscritta anche dall’Avvocatura generale dello Stato, e del fatto che Banco Bpm non si è opposto, il Consiglio di Stato è arrivato alla decisione di dichiarare "il ricorso in appello e l’appello incidentale estinti per rinuncia”. Le spese del giudizio sono compensate tra le parti.

BANCO BPM - CREDIT AGRICOLE lettera della commissione ue sul golden power unicredit bpm 3

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