PER FREGARE PUTIN, L’UE E GLI USA DOVREBBERO ASCOLTARE KASPAROV: “CONGELATE I CONTI ALL’ESTERO E LE PROPRIETÀ DEI 140 OLIGARCHI PIÙ RICCHI, E LORO STESSI LO GETTERANNO A MARE”

1 - CRIMEA: È CYBER GUERRA, ATTACCATI SITI GOVERNATIVI
(ANSA) - Hacker in azione contro i siti web governativi della neonata Repubblica di Crimea: l'attacco ha colpito il portale dell'Alta Corte di Simferopoli, insieme ad altri, così come quello del Comitato elettorale per il referendum di domenica a Sebastopoli. Lo riferiscono i media locali.

2 - COLPIRE GAZPROM E LA FINANZA LA STRATEGIA PER PIEGARE MOSCA
Paolo Mastrolilli per "la Stampa"

Europa e Usa hanno il potere di imporre sanzioni molto pesanti alla Russia, capaci di rendere troppo costose l'annessione della Crimea e altre operazioni militari nell'Ucraina orientale. Devono però decidere se sono disposte a sopportare le ritorsioni economiche e politiche che ne deriverebbero.

Il segretario di Stato Kerry ha detto che sul tavolo, oltre all'esclusione dal G8, ci sono le limitazioni dei visti, il blocco del sistema bancario, misure mirate contro aziende e individui. La Russia ha esportazioni ed importazioni per più di 800 miliardi di dollari, di cui oltre metà riguardano l'Europa, che ha scambi commerciali con Mosca per oltre un miliardo di euro al giorno.

Il rapporto però è squilibrato a sfavore del Cremlino, che nei primi nove mesi del 2013 ha esportato beni in Europa per 156 miliardi di euro, e ne ha importati per 90 miliardi. La maggior parte dei commerci riguarda l'energia: tre quarti delle esportazioni russe consistono in petrolio e gas, e quasi la metà vanno in Europa.

In questo quadro, secondo l'economista del Peterson Institute Anders Aslund, ex consulente del governo russo e ucraino, l'Occidente ha in mano quattro leve: «Prima, la due diligence. Molte compagnie russe, a partire da Gazprom, possono essere considerate strutture di criminalità organizzata, e quindi basterebbe adottare le regole esistenti per bloccare i rapporti con loro. Seconda, le leggi contro il riciclaggio del denaro. Terza, le punizioni dirette contro i cleptocrati.

La Ue le ha già applicate in Bielorussia e Ucraina. Quarta, l'opzione nucleare di boicottare il gas russo. È possibile, perché l'Europa potrebbe rifornirsi dalla Norvegia, il Nordafrica, e nel lungo periodo anche dagli Usa, e così metterebbe in ginocchio il Cremlino. Putin ha sottovalutato la sua dipendenza economica dall'Occidente: il rublo sta crollando, il pil andrà in contrazione, e l'invasione della Crimea gli costerà più di quanto potrà sopportare».

Garry Kasparov, l'ex campione di scacchi diventato oppositore, suggerisce una ricetta più semplice: «Le sanzioni generali funzionerebbero, ma colpirebbero anche i 140 milioni di russi costretti a vivere sotto Putin. Congelate i conti all'estero e le proprietà dei 140 oligarchi più ricchi, e loro stessi lo getteranno a mare».

Gli analisti di Eurasia, il gruppo di consulenti guidato da Ian Bremmer, non sono così convinti. La guerra energetica costerebbe molto all'Europa, se non altro in termini di aumento dei già alti prezzi di gas e petrolio, e prima che le nuove risorse generate in America dalla tecnologia shale potrebbero arrivare nel Vecchio Continente passerebbero anni.

La Camera alta del Parlamento di Mosca, poi, ha approvato una legge per rispondere a eventuali sanzioni sequestrando capitali e beni delle aziende occidentali. La minaccia preoccupa compagnie come la Exxon, che ha investito in Russia 14 miliardi di dollari, la Boeing, che intende investirne 27 entro il 2021, e la Pepsi, per la quale Mosca è il secondo mercato dopo gli Usa. Sul piano politico, poi, il Cremlino potrebbe mettersi di traverso in Siria oltre quanto non abbia già fatto, e deragliare il negoziato nucleare con l'Iran, dove ha iniziato i colloqui per costruire altre due centrali atomiche.

Per quanto paradossale, secondo Eurasia più delle sanzioni possono gli aiuti economici all'Ucraina, per portarla via dall'influenza russa. La Crimea, infatti, costa già oggi a Kiev 1,1 miliardi di dollari all'anno. Prendendola, Mosca rischia di aver fatto il passo più lungo della gamba, perché dovrà assumersi questi costi, e in più quelli dell'isolamento dall'Occidente.

 

 

KASPAROV KASPAROV PICCHIATO E ARRESTATOmonsignor parolin e john kerry Un dissidente con manichino sui tetti di Kiev Gli scontri a Kiev soldati russi a sevastopol in crimeaSIM UKRAINE RUSSIA TROOPS MGzoom

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