francesco gaetano caltagirone carlo messina milleri

LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE – QUEL VOLPONE DEL COSTRUTTORE NON È OSTILE ALL’OPERAZIONE DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI: CONTRARISSIMO AL PIANO DI FUSIONE MPS-MEDIOBANCA SOGNATO DA LOVAGLIO, “CALTA” POTREBBE DIVENTARE TERZO AZIONISTA DI INTESA SANPAOLO (E INCASSARE SUBITO IL SOSTANZIOSO PREMIO DEL 12,5%) – E MILLERI CHE FA? DELFIN POTREBBE ESSERE TENTATA DAI 6 MILIARDI DI EURO TRA AZIONI E CONTANTI PER IL SUO 17,53% DI MPS. IN UN MOMENTO IN CUI LEONARDO MARIA HA UN DEBITO DA 11 MILIARDI PER RILEVARE LE QUOTE DEI FRATELLI, UN PO’ DI CASH FA COMODO – LA LOTTA CONTRO I MULINI A VENTO DI LOVAGLIO, AD DI MPS, CHE PROVERÀ A RICORRERE A IVASS E ANTITRUST…

IL NODO DEI PALETTI DI ANTITRUST E IVASS COSÌ LOVAGLIO SPERA DI FRENARE L’OPERAZIONE

Estratto dell’articolo di Pino Di Blasio per “La Stampa”

 

Luigi Lovaglio

«Il consiglio d'amministrazione del Monte dei Paschi ha preso atto della comunicazione ricevuta da Banco Bpm e dall'Offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo. Nel rispetto della legge e dei regolamenti procederà alla valutazione della proposta, non sollecitata, di potenziale operazione di aggregazione tra la banca e Banco Bpm e dell'Opas promossa da Intesa, non concordata».

 

Il senso della reazione del Monte dei Paschi al doppio colpo di scena di domenica è in quei due aggettivi. La proposta di aggregazione, di alleanza tra eguali, avanzata da Banco Bpm non è stata «sollecitata» da Rocca Salimbeni, come argine difensivo contro eventuali scalate.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

«La Banca conferma che tutte le attività di integrazione con Mediobanca procedono in linea con quanto annunciato» è la conclusione. […]

 

Per provare a contrastare l'Opas ostile il Monte dei Paschi cercherà di convincere gli azionisti forti a non ascoltare le sirene di Carlo Messina. Il Gruppo Caltagirone, con il suo 10,26% del capitale, potrebbe essere orientato verso Intesa, che lascerebbe Mediobanca indipendente e non la fonderebbe nel gruppo. Delfin, la holding dei Del Vecchio e Milleri, potrebbe essere tentata dai 6 miliardi di euro messi sul piatto tra azioni e contanti per il suo 17,53% di Mps.

carlo messina

 

Il Monte guarda all'Antitrust e all'Ivass, l'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per provare a bloccare una scalata che concentrerebbe in Intesa, secondo Siena, un potere eccessivo. Il colosso guidato da Messina deve ancora completare l'integrazione, con chiusura di filiali, di Ubi Banca, mentre Bper è alle prese con l'operazione Popolare di Sondrio.

 

La sovrapposizione tra i due gruppi delle 1200 filiali del Monte dei Paschi comporterebbe chiusure di centinaia di sportelli, in molte regioni d'Italia. […]

 

PER DELFIN E CALTAGIRONE L’OPZIONE DI DIVENTARE AZIONISTI DELLA CA’ DE SASS

Estratto dell’articolo di Federico De Rosa per il “Corriere della Sera”

 

ANDREA ORCEL CARLO MESSINA

Per ragioni diverse, la mossa di Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps mette di nuovo sullo stesso piano Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, che all’ultima assemblea di Siena erano andati in direzioni opposte, il primo votando per la lista del cda che aveva escluso il ceo Luigi Lovaglio, il secondo contribuendo invece con Banco Bpm al ritorno del banchiere al comando di Mps.

 

L’offerta lanciata da Intesa rappresenta per entrambi un’opportunità: intanto rende liquida una quota che nei fatti non lo era, né il 17,5% in mano a Delfin né il 10,2% che fa capo a Caltagirone, il cui valore di Borsa ai prezzi di ieri è rispettivamente di 5,25 miliardi e oltre 3 miliardi.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

 

L’offerta su Mps gli consente di incassare subito qualcosa e di posizionare Delfin e Caltagirone con il 6/7% del capitale come secondo e terzo azionista di Intesa Sanpaolo in caso di adesione all’offerta, o di uscire dalla partita con plusvalenze miliardarie.

È prematuro ragionare attorno alle scelte che faranno.

 

[…]  È possibile che anche Delfin abbia visto di buon occhio una combinazione tra Mps e Banco Bpm, ma l’uscita allo scoperto di Intesa e Unipol non sarebbe sgradita.

 

carlo messina luiss

E lo sarebbe ancor meno a Caltagirone, da sempre scettico su un matrimonio che potrebbe spostare l’asse del credito da Siena a Milano. L’integrazione con Bper, che cambierà il proprio nome in Monte dei Paschi, manterrebbe non solo l’identità secolare del marchio ma anche la sua centralità in un’area geografica importante. Dunque dovrebbe vedere l’imprenditore romano favorevole.

 

I ragionamenti che guideranno le scelte di Caltagirone e Delfin saranno comunque diversi. La holding guidata da Milleri ha anche in corso un riassetto, a cui è legato un finanziamento bancario da oltre 10 miliardi con cui Leonardo Maria Del Vecchio potrà liquidare i fratelli e diventare primo azionista della cassaforte che insieme al controllo di Essilux, quote in Mps e Unicredit, custodisce anche il 10% delle Generali.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Una partecipazione che nella nuova tornata del risiko sarà importante per definire i futuri equilibri a Trieste. E lo sarà anche il 6,3% detenuto da Caltagirone, che difficilmente deciderà di uscire da una partita che lo ha visto impegnato a lungo, proprio nel momento in cui si avvicina un riassetto nell’azionariato delle Generali, dove ha preso posto anche Unicredit con l’8,8% e arriverebbe Intesa Sanpaolo come primo azionista.

Caltagirone Lovaglio Milleri

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